Riforma ippica, Nuovo galoppo Italia e Siag: ‘Ripartire dal cavallo’
Non si ferma il dibattito sul calendario delle corse ippiche e la classificazione degli ippodromi al centro della riunione tenutasi due giorni fa fra i rappresentanti di ministero dell'Agricoltura, categorie e società di corse.
Ieri sera, 12 dicembre, alle 23.59 è scaduto il termine posto dal Masaf per l'invio di osservazioni sui temi trattati durante l'incontro, ed oggi ne riportiamo alcune.
Cominciamo da quelle proposte da Nuovo galoppo Italia, attraverso la presidente Maria Cristina Pansini. Una disamina che parte innanzitutto dalla bozza del calendario di corse, sulla quale il direttore generale della Direzione generale ippica, Remo Chiodi, ha già promesso qualche ritocco. “Nella bozza si registra una riduzione drastica delle giornate di corse soprattutto al Sud, nel Lazio, in Campania, Sicilia e Sardegna, e non se ne capisce la ragione.
Per noi come associazione è difficile fare una controproposta, non conoscendo i criteri di riduzione. Abbiamo quindi fatto delle supposizioni: ci sono meno giornate, ma magari in ognuna aumenta il numero delle corse, andando così incontro alle esigenze dei gestori per ottimizzare le spese, oppure forse è prevista una dotazione maggiore. Insomma, è necessario conoscere i criteri alla base della redazione del calendario per lavorare. Perché non lasciare il 2024 come nel 2023 e cambiare tutto dal 2025?
Non va dimenticato che gli operatori hanno fatto degli investimenti, a novembre hanno partecipato alle aste e fatto degli acquisti, immaginando forse che il 2024 sarebbe stato simile all'anno precedente, invece il bacino delle corse è sempre più povero”.
La seconda proposta messa sul tavolo da Nuovo galoppo Italia, ricorda ancora Pansini, riguarda la classificazione degli ippodromi, altro tema assai dibattuto. “Perché non dare un rating agli ippodromi in base ai cavalli che ci corrono?”.
Tale classificazione poi si intreccerebbe strettamente con il calendario, “e, partendo da quello del 2023, poi il numero delle corse si potrebbe aumentare o diminuire a seconda del rating conseguito.
Altrimenti quali parametri si possono usare? Gli ippodromi sono tutti diversi fra loro ed è difficile stabilire criteri oggettivi, fin dai tempi del decreto Castiglione. Non si può ad esempio considerare il parametro degli impianti di illuminazione, visto che ci sono anche impianti che ne hanno uno ma non lo accendono, o dei servizi di ristorazione, visto che possono essere presenti all'interno dell'ippodromo ma essere chiusi.
L'unico parametro davvero comune quindi non può essere che il cavallo, la base di questo sport”.
La presidente di Nuovo galoppo Italia torna ancora sulla questione calendario e sui tagli decisi per alcuni ippodromi, lanciando ancora una proposta: “Un taglio proporzionale delle corse per tutti; visto che la legge di Bilancio ha previsto un taglio delle risorse del 5 percento, andrebbe applicata la stessa percentuale ad ogni ippodromo”.
Altrettanto vitale poi è ridistribuire le corse ad ostacoli, attualmente ferme a Milano per lavori nell'impianto. “Perché non riassegnarle a quelli di Pisa, Treviso e Merano?”.
Insomma, in generale, c'è bisogno di chiarezza e di confronto: “Dal Ministero ci dicano quali sono gli obiettivi che vogliono raggiungere. Dal canto nostro faremo tutto quello che è possibile fare, confronti, manifestazioni, purché ascoltino le nostre istanze.
Va però considerato che la filiera ippica è un'industria: come fanno le società di corse, o i proprietari di cavalli a redigere un business plan, a pianificare gli investimenti introducendo modifiche tanto importanti alla fine di dicembre?”.
Meglio dirlo prima, per tempo, rimarca Pansini: “Sarebbe opportuno proporre il calendario per il 2025 entro giugno 2024”, per consentire scelte e investimenti ragionati e mirati, e non sprecare invano risorse. E tempo.
Dopo la riunione dell'11 dicembre, ecco anche le osservazioni del Siag – Sindacato italiano allenatori guidatori, attraverso le parole di Roberto Faticoni.
“Anche il nostro sindacato ha chiesto di conoscere i criteri per l'assegnazione delle giornate e manifestato la propria contrarietà ai tagli, chiedendo una revisione del calendario e il reintegro delle corse nelle regioni più penalizzate, come Lombardia, Toscana e Sicilia.
Abbiamo ricordato a tutti che il nostro mondo dovrebbe parlare più dell'animale cavallo e che il Governo dovrebbe ascoltare tutte le rappresentanze del settore (troppe )”.
Faticoni, dopo aver espresso un plauso per il “sangue freddo” mostrato dal direttore generale Remo Chiodi durante la riunione, anche di fronte ad alcune intemperanze dei presenti, sottolinea all'indirizzo dei suoi colleghi: “Tutti noi dovremmo fare un passo indietro per cercare di offrire proposte utili e non futili polemiche. Comunque, credo che l'uscita del calendario ufficiale sia un passo importante, si spera di poter parlare anche di quello del 2025 a breve”.