Elezioni 2025: i nuovi governatori di Campania, Puglia e Veneto e le idee sul gioco

Roberto Fico, Antonio Decaro e Alberto Stefani sono i nuovi governatori di Campania, Puglia e Veneto. Ecco le loro posizioni in tema di contrasto al gioco patologico.
Scritto da Fm

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Due regioni al centrosinistra e una al centrodestra, e un astensionismo medio prossimo al 60 percento.

Sono questi i risultati salienti della tornata elettorale che il 23 e 24 novembre ha portato alla scelta dei tre nuovi governatori di Campania, Puglia e Veneto e dei rispettivi consigli regionali.

Un passaggio importante anche per delineare il loro futuro orientamento in tema di regolamentazione del gioco, sempre che l'atteso riordino del comparto fisico non fissi dei paletti nazionali.

 

Cominciamo dalla Campania, con l'affermazione del candidato del campo largo progressista Roberto Fico, che ha conquistato il 60,7 percento delle preferenze contro il 35,6 percento incassato da Edmondo Cirielli, sfidante del centrodestra.

Fico, ex presidente della Camera dei deputati fra il 2018 e il 2022 ed esponente del Movimento cinque stelle artefice del decreto Dignità che ha introdotto il divieto di pubblicità del gioco, in passato ha evidenziato il ruolo del gioco pubblico, “settore di grande delicatezza in cui si fa fatica a trovare un equilibrio”, chiedendo a Governo e Parlamento –correva il 2021 – di “valutare con urgenza un riordino” che contemperasse “la tutela della salute dei cittadini con le esigenze dell'Erario, ponendo in equilibrio fra due istanze”.

Nel suo programma per le Regionali – fra diritto alla salute, lotta allo spopolamento delle aree interne, incentivi alle imprese, sostegno alle università – non c'è stato nessun riferimento diretto al gioco ma i capilista  Giovanni Russo (Napoli), Virginia Anna Crovella (Caserta), Alfonso Annunziata (Salerno) in campagna elettorale hanno auspicato “una normativa regionale più rigorosa, capace di prevenire le dipendenze, limitare l’esposizione nei luoghi sensibili, rafforzare controlli e trasparenza nel settore e sostenere i Comuni nella pianificazione, con strumenti e risorse”.

Sarà quindi da vedere se nel nuovo corso dell'amministrazione campana si deciderà di rimettere mano alla normativa per il contrasto del gioco patologico n° 2 / 2020 varata sotto il governo trainato dal Partito democratico e da molti considerata un modello per la regolamentazione nazionale.

In Puglia invece è evidente il successo di Antonio Decaro, esponente della coalizione di centrosinistra, che ha incassato il 64,1 percento dei voti, mentre Luigi Lobuono del centrodestra si è fermato al 35 percento.

Già consigliere regionale della Puglia e quindi deputato, sindaco di Bari dal 2014 al 2024, presidente dell'Anci – Associazione nazionale Comuni italiani (dal 2016 al 2024) ed eletto eurodeputato lo scorso anno, Decaro ha messo fra le priorità del suo programma elettorale anche“il rilancio delle azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico, oggi ancora poco presidiate”.

Decaro si è occupato di gioco soprattutto ai tempi della presidenza dell'Anci e nel 2017, quando in Conferenza unificata Stato-Regioni venne raggiunta l'intesa per il riordino del gioco pubblico – mai concretizzata per l'assenza dei relativi decreti attuativi – difese “il potere dei Comuni di stabilire orari di apertura delle sale e distanze minime da scuole, chiese e oratori”. 
Da primo cittadino fu fra i firmatari del protocollo d'intesa sottoscritto fra il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi e l’Anci “per la promozione del benessere psicologico dei cittadini”, compreso il contrasto al gioco patologico,  nel 2019 diventò anche protagonista di un videogame, creato con l'intento di stimolare il senso civico dei cittadini, vestendo i panni del supereroe.

Anche nel caso della Puglia va ricordata la legge sul contrasto al gioco patologico vigente del 13 dicembre 2013, n.43, modificata dalla n. 21 del 2019.

Infine, il Veneto si conferma di centrodestra, a trazione leghista (da tale partito deriva il 36,3 percento dei consensi), con l'affermazione di Alberto Stefani, scelto dal 64,4 percento dei votanti, mentre l'avversario del centrosinistra, Giovanni Manildo, raggiunge il 28,9 percento.

Stefani, nel corso della campagna elettorale, ha aderito all'appello lanciato dal Coordinamento veneto strutture terapeutiche (Covest), condividendo la necessità di una revisione organica della normativa vigente per i servizi sulle dipendenze, progettata vent'anni fa e ritenuta inadeguata al mutato fenomeno delle dipendenze patologiche. "Le dipendenze sono cambiate e quindi bisogna aggiornare le competenze e gli strumenti per combatterle. C'è un tema di risorse che va affrontato", ha affermato sottolineando la necessità di investimenti per informare e sensibilizzare i giovani e sostenere le strutture terapeutiche. Perché "prevenire non significa solo ridurre il danno, ma anche risparmiare: la prevenzione non è una spesa, è un investimento".

Qui la legge regionale vigente in tema di gioco è la n. 38/2019.