Legge Bilancio 2026: Ragioneria di Stato bollina il testo, si parla anche di gioco

Con la validazione formale, il testo passa ora al Consiglio dei ministri e poi alle Camere. Attesa per le misure che potrebbero interessare il settore del gioco pubblico, ma ci sono già delle 'citazioni'.
Scritto da Dd

Ministero dell'Economia e delle finanze - Foto tratta da Wikipedia

Il testo del Disegno di legge di Bilancio 2026 ha ottenuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato. Si tratta di un passaggio fondamentale che certifica la sostenibilità finanziaria del testo e consente al disegno di legge di proseguire il proprio iter istituzionale.

La bollinatura rappresenta la validazione formale da parte della Ragioneria, che ne attesta la copertura degli oneri previsti e la congruità delle stime di spesa e di entrata. Dopo la vidimazione, il disegno di legge viene trasmesso dal Ministero dell’economia e delle finanze alla Presidenza del Consiglio dei ministri, che ne approva l’invio al Parlamento per la discussione e l’approvazione definitiva. Senza questa procedura, il testo non può avanzare nell’iter legislativo.

Secondo quanto anticipato nei giorni scorsi nella Manovra 2026 potrebbero trovare spazio anche interventi per completare la riforma del gioco pubblico, in particolare nella parte relativa al gioco fisico.

Nel testo sono stati previsti 80 milioni di euro come "incremento del fondo per l’attuazione della delega fiscale per la riorganizzazione della rete fisica in materia di giochi".

Per il resto, scorrendo il testo, l'articolo 136 (Stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e disposizioni relative), al comma 18, recita: "Il Ministro dell’economia e delle finanze, con propri decreti, provvede, nell’anno finanziario 2026, all’adeguamento degli stanziamenti dei capitoli destinati al pagamento dei premi e delle vincite dei giochi pronostici, delle scommesse e delle lotterie, in corrispondenza con l’effettivo andamento delle relative riscossioni". Al comma 24 prevede che "A decorrere dall’anno 2026, le risorse residue della quota dell'otto per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche a diretta gestione statale di cui all'articolo 7, comma 1, del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 105, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2023, n. 137, possono essere versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate per la realizzazione di interventi relativi alla prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e dalle altre dipendenze patologiche".

All'articolo 153 (Disposizioni diverse) si legge, al comma 13: "Le somme stanziate sul capitolo 2295 dello stato di previsione del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, destinate agli interventi già di competenza della soppressa Agenzia per lo sviluppo del settore ippico, per il finanziamento del monte premi delle corse, in caso di mancata adozione del decreto previsto dall’articolo 1, comma 281, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, o, comunque, nelle more dell’emanazione dello stesso, costituiscono determinazione della quota parte delle entrate erariali ed extraerariali derivanti da giochi pubblici con vincita in denaro affidati in concessione allo Stato ai sensi del comma 282 del medesimo articolo 1 della citata legge n. 311 del 2004".

Quanto alle misure attese, tra le ipotesi in valutazione figura la compartecipazione degli enti locali al gettito fiscale derivante dal gioco, chiesta dalle stesse Regioni.

L’obiettivo del Governo è quello di garantire maggiore certezza normativa e sostenibilità economica a un comparto che genera ogni anno miliardi di euro di entrate erariali, ma che attende da tempo una riforma organica capace di coniugare tutela dei consumatori, legalità e stabilità per gli operatori.

Infine ricordiamo che tra i collegati ve n'è uno dedicato al settore ippico, che ha l’obiettivo di definire un nuovo assetto normativo e gestionale per il comparto. Il resto verrà definito nel corso dell'iter parlamentare che si realizzerà nelle prossime settimane.