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Vlt: suicidio di Stato, da tessera sanitaria raccolta in crollo e discriminazioni

  • Scritto da Redazione

All'indomani dell'entrata in vigore dell'obbligo di identificazione dei giocatori per l'attivazione dei terminali Vlt, crolla la raccolta e vengono esclusi dei giocatori.

C'è chi la definisce “ossessione del controllo” e chi, addirittura, parla di un suicidio di Stato. Comunque la si voglia guardare, la situazione attuale in cui si trova il settore delle videolottery è senz'altro un tipico caso di eterogenesi dei fini. Accade con l'introduzione dell'obbligo di identificazione dei giocatori, attraverso l'inserimento della tessera sanitaria, necessario per l'attivazione di ogni singolo terminale di gioco, in vigore dallo scorso primo gennaio. I cui effetti si sono subito fatti sentire: al di là della raccolta relativa al primo giorno dell'anno, condizionato fortemente proprio dall'aggiornamento dei sistemi per l'attivazione dei lettori di tessere sanitarie, secondo le rivelazioni di GiocoNews.it sulle reti dei principali concessionari, dal due gennaio la raccolta delle Vlt è diminuita fino al 32 percento. Un effetto dovuto senza dubbio all'impatto psicologico dell'identificazione che rischia di far sentire il giocatore come se venisse “schedato” dalla pubblica amministrazione. Anche se, in realtà, la legge non prevede la registrazione dei dati di spesa di ogni soggetto, per via di evidenti ragioni di privacy: ma la sensazione che ottiene il giocatore è comunque quella di essere tracciato. Una cosa, questa, che piace assai poco agli italiani. Ma per i giocatori non italiani le cose vanno ancora peggio: si, perché l'aspetto forse più paradossale di questo provvedimento legislativo è che ad essere tagliati fuori dalla possibilità di giocare sono gli stranieri, visto che non possono essere in possesso di una tessera sanitaria italiana. Un qualcosa che appare decisamente assurdo in un paese caratterizzato da un forte turismo come il nostro: mentre ora le sale da gioco dovranno rinunciare alle entrate provenienti dai non residenti nel nostro paese. Con effetti ben più gravi, è evidente, nelle località marittime o turistiche più in generale.

Certamente si potrebbe trattare di un sacrificio accettabile se compiuto allo scopo di tutelare davvero i minori, come si proponeva di fare il Legislatore: peccato però che l'obbligo di identificazione della maggiore età attraverso la tessera sanitaria viene in questo caso imposto su terminali di gioco che si trovano all'interno di locali il cui accesso è inibito per legge ai minori, con tanto di controllo degli accessi in sala. Il che renderebbe impossibile già la sola presenza di un minore in una sala Vlt: e, dunque, del tutto inutile l'introduzione del lettore. Per questa ragione parliamo di eterogenesi dei fini.

Qualcuno potrà dire, tuttavia, che l'allontanamento dei giocatori può essere comunque visto come una cosa positiva in termini di contrasto alla dipendenza: peccato però che la storia insegna che il giocatore che si allontana da un gioco, non fa altro che avvicinarsi ad un altro e di certo non smette di giocare. C'è quindi da attendersi che i giocatori che si stanno spostando dalle Vlt, andranno a tentare la sorte con i giochi numerici, con le lotterie istantanee o con le scommesse. Per il momento, l'unica cosa certa è la perdita delle giocate da parte dei giocatori non italiani, di cui certo si poteva fare a meno: mentre difficilmente lo Stato potrà fare a meno di quelle entrate che gli apparecchi sono sempre stati in grado di garantire.

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