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Anomalie procedurali su decreto Awpr, la Commissione Ue indaga

All'indomani del via libera ottenuto dalla Commissione europea, il decreto sulle regole tecniche delle 'Awp da remoto' diventa oggetto di indagine dopo una denuncia su presunte anomalie.

Neanche il tempo di ottenere il via da parte della Commissione europea che il decreto che definisce le caratteristiche tecniche per la produzione, importazione e modalità di funzionamento degli apparecchi da intrattenimento con vincita in denaro potrebbe subire un nuovo stop.

Il rischio scaturisce da una denuncia presentata da parte di un soggetto privato alla Direzione generale del mercato interno, dell’industria, dell’imprenditoria e delle Pmi dello stesso organismo comunitario la quale, pur non avendo impedito allo stesso provvedimento di completare con esito positivo il periodo di “stand still” - che si è concluso senza osservazioni lo scorso 5 febbraio – potrebbe ora compromettere comunque l'attuazione della norma visto che la segnalazione è stata accolta dalla Commissione, la quale esaminerà le obiezioni sollevate in una procedura separata. 

Fino a portare all’invalidamento della procedura, con l’obbligo di ripetere la notifica.

LE OSSERVAZIONI AL DECRETO - Tra le anomalie denunciate alla Commissione, si segnala in particolare il mancato riferimento al Decreto legge del 28 gennaio 2019, n. 4 (ovvero, quello sul reddito di cittadinanza), il quale rimandava l'applicazione della tessera sanitaria alle Awp "da remoto" (o Awpr), di futura produzione e non più alle attuali Awp, come precedentemente previsto. Oltre a non essere neppure citato il Decreto legge del 26 ottobre 2019, n. 124, in cui venivano disposti i tempi di attuazione. Inoltre, sempre stando a quanto indicato nella denuncia, non sono stati notificati ben due cambi di percentuale che hanno costretto nel 2016 al totale cambio macchine per via del cambiamento della percentuale di vincite dal 74 al 70 percento, tramite Legge del 28 dicembre 2015, n. 208 comma 918 e poi dal 70 all’attuale 68 percento, con la Legge del 30 dicembre 2018, n.145 comma 1051, per poi arrivare al più recente cambio dal 68 al 65 percento dell'ultima manovra. Secondo il denunciante, anche queste sono da ritenersi “regole tecniche”, le quali tuttavia non sono state segnalate preventivamente dallo Stato italiano in Commissione Ue. Oltre al cambio del payout, peraltro, è stata cambiata di volta in volta anche la tassazione (Preu) delle Awp, ravvisando come in un caso analogo la Germania aveva notificato immediatamente la variazione di tassazione agli organi comunitari.
Da rilevare infine l'anomalia forse più rilevante, che è quella espressamente riferita all'impiego della tessera sanitaria per l'utilizzo degli apparecchi, la quale viene contestata nel merito sostenendo che tale misura vìoli le norme comunitarie sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili della normativa a tutela dei consumatori, perché i cittadini comunitari ed extra comunitari, non potendo essere in possesso di tessera sanitaria italiana, si troverebbero discriminati nell'utilizzo degli apparecchi da gioco.
Un rilievo, quest'ultimo, più volte evidenziato anche su queste pagine, in riferimento alla stessa misura - peraltro già operativa - attuata sulle videolottery. E adesso si attende di conoscere la decisione che assumerà la Commissione nei confronti della denuncia.
 
 
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