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Legge antigioco e sconti Irap a chi toglie le slot in Piemonte: Pucci "Chi paga?"

  • Scritto da Mc

“Una delle regioni più colpite dal processo di de-industrializzazione del Paese incentiva fiscalmente la rimozione degli apparecchi (legali) da gioco (anche videogiochi per ragazzi), disponendo al contempo una indiscriminata moratoria a tempo indeterminato per qualsiasi nuova installazione di congegni per il gioco legale (anche videogiochi). Questo il risultato di un ‘blitz’ politico condotto dalle forze di opposizione all’Assemblea Regionale, durante l’approvazione della legge regionale di bilancio per l’anno 2014, agevolato dall’astensione della Lega e l’assenza di Forza Italia dall’aula”. È quanto afferma il presidente As.Tro, Massimiliano Pucci, dopo l’approvazione delle misure sul gioco da parte della commissione Bilancio della Regione Piemonte.

 

In Piemonte “sono insediate importanti realtà industriali del settore, sia a livello produttivo che a livello gestionale, per le quali si profila il doppio effetto ‘espropriativo’ dell’evanescenza dell’avviamento aziendale e della possibilità di mantenimento del fatturato.

Liguria – Piemonte – Lombardia, Trentino Alto Adige, chiudono, adesso, il cerchio sull’area settentrionale del Paese, sulla quale il gioco legale non è più attività ‘lecita’, a cui si sommano Toscana e Puglia e decine di restrizioni comunali sparse a macchia di leopardo.

La ‘foglia di fico’ del distanziometro, infatti, maschera per regolamentazione un provvedimento che ha gli stessi effetti dell’abolizione tout court , posto che i c.d. luoghi sensibili da proteggere non sono neppure concentrati in un ‘elenco chiuso’, potendo essere ampliato senza limitazioni con futuri provvedimenti comunali. La ‘trovata’ dello sconto Irap con decorrenza dal 2015, poi, è evidentemente un mero stratagemma ideato per evitare la immediata deliberazione sulle fonti di copertura economica dell’iniziativa, e si colloca in aperto contrasto con tutti i pareri giuridici già acquisiti dal Governo in merito alla illegittimità di tali ‘sconti’ per contrasto al T.U. vigente in materia”, aggiunge Pucci.

GLI AUSPICI - Il presidente auspica “che la Regione Piemonte fornisca, quanto prima, chiari ragguagli ai suoi cittadini sui tagli ai servizi e agli investimenti che dovranno supportare il ‘fuoco sacro anti-slot’ , spiegando quanti posti-asilo saranno sacrificati, quanta Cassa Integrazione in deroga non potrà più essere garantita, quante linee di trasporto pubblico saranno ridimensionate. I cittadini hanno già dimostrato di essere ‘stanchi’ di sentirsi proporre il gioco lecito a mezzo di apparecchi come unico motivo del loro malessere, sanzionando con share ai minimi storici le trasmissioni incentrate solo sulla campagna morale anti-gioco (lecito), e facendo avanzare le indicazioni di voto verso persone svincolate dall’attuale contesto politico, appiattito verso la demonizzazione di quel gioco lecito che potrebbe, invece, persino garantire agli Enti Locali la piena attuazione delle loro funzioni delegate. Ricordiamoci, infatti, che il Preu ‘vale’ 4 miliardi di euro, ovvero quello che serve oggi ai Comuni per mantenere i loro servizi e che tale ‘risorsa’ potrebbe ridimensionarsi sino a scomparire entro breve tempo”.

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