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As.Tro: 'Gioco lecito: populismo contro politica'

  • Scritto da Redazione

L'associazione As.Tro punta il dito contro la strumentalizzazione del gioco lecito a fini politico-elettorali: i casi, agli antipodi, di Liguria e Piemonte.

 


"Il gioco lecito (ed in particolare il settore degli apparecchi) è sottoposto ad un preciso 'schema', che mira a strumentalizzarlo elettoralmente, sino a provocarne l’implosione. Ogni qual volta la Politica si attiva per reperire un equilibrio tra l’esigenza statale di avere un circuito legale e controllato di gioco e le necessità di tutela dei Territori, 'i populismi' si scatenano per impedirlo. Ciò blocca ogni passo in avanti verso la risoluzione di una questione che la buona politica vuole affrontare, mentre il populismo vuole mantenere intatto ed eterno, per continuare ad usarlo”.

Lo sottolinea, con una nota, l'associazione As.Tro.

 

"Dove il ricatto dell’anti-politica non ha attecchito, ovvero in Liguria, il giudizio elettorale è stato positivo, e il nuovo sindaco di Genova è lì a testimoniarlo. Il territorio non 'paga' sempre chi ascolta la voce della propria pancia, e prima o poi finisce per premiare il coraggio di chi tutela imprese e lavoratori. Anche in Liguria c’era una legge votata da tutti, come in Piemonte, ma è bastato prendere atto dei danni che avrebbe provocato la conferma di una legge proibizionista (in quanto tale anti-storica e tendenzialmente demenziale in un contesto come quello del gioco che coinvolge tutta la popolazione e migliaia di lavoratori), per decidere di cambiare", prosegue l'associazione.
 
"As.Tro ringrazia le recenti prese di posizione del sottosegretario al ministero dell'Economia e delle finanze, Pier Paolo Baretta, volte a tutelare il significato dell’intesa raggiunta in Conferenza Unificata Governo – enti locali, e correttamente improntate a denunciare il danno enorme che si genera a tutto il Paese quando al populismo si lascia lo spazio per imporre i loro veti.
Al rappresentante del Governo si dà atto di aver prodotto un importante risultato laddove – attraverso un lungo confronto politico – ha reperito un percorso di riduzione dell’offerta accettato dagli enti locali come presupposto, per rivedere le restrizioni precedentemente emanate sull’onda del panico morale della ludopatia. Le sue ferme dichiarazioni, che evidenziano l’incompatibilità tra l’espulsione abolizionista (che la legge del Piemonte provoca) e l’intesa siglata in Conferenza Unificata, sono approvate e sostenute dall’Associazione degli operatori, alla quale, in queste ore che precedono il 'game over', non resta che elevare un appello alle istituzioni affinché sia almeno gestita la sorte dei dipendenti e delle imprese condannate alla perdita del loro lavoro", conclude As.Tro.

 

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