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CdS: 'Riccione, giusto chiudere sala gioco vicina a scuola e parrocchia'

Il Consiglio di Stato conferma ordinanza del Tar che ha bloccato sala gioco vicina ad una scuola e una parrocchia, in violazione del regolamento comunale di Riccione (Rn).

"Ad una cognizione sommaria propria di questa fase cautelare, il criterio di misurazione della distanza dalla parrocchia proposto dalla società appellante non si addice all’obiettivo di scoraggiare la propensione al gioco perseguito attraverso la disciplina normativa ed amministrativa di settore; e non appare irragionevole considerare l’accesso secondario dell’istituto scolastico".

 

È quanto si legge nell'ordinanza con cui il Consiglio di Stato ha respinto l’appello proposto da una società contro il Comune di Riccione (Rn) per la riforma dell’ordinanza cautelare del Tar Emilia Romagna concernente il divieto prosecuzione dell’attività di sala giochi/scommesse in quanto esercitata in violazione del distanziometro regionale, nelle vicinanze di una parrocchia e di una scuola primaria. 

 

Lo scorso novembre il Tar aveva confermato la bontà del regolamento di Riccione sul gioco, sottolineando che nel bilanciamento degli interessi delle parti  "appare preminente quello pubblico di cui sono portatori il Comune e la Regione resistenti diretto a contrastare il dilagante fenomeno della ludopatia rispetto a quelli, pur rilevanti e meritevoli di considerazione, sottesi alla presentazione del ricorso e agli atti d’intervento 'ad adiuvandum' le ragioni della ricorrente".
 
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