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Decreto Sostegni, le proposte di Acadi

  • Scritto da Amr

L'associazione di concessionari Acadi deposita una memoria alle commissioni con le richieste del comparto del gioco.

"Resta prioritaria la riapertura delle attività di gioco pubblico, anche all’interno di locali generalisti, sia nelle zone 'gialle' che 'bianche' del Paese alla pari di altre attività economiche adottando gli specifici Protocolli di sicurezza e prevenzione di settore già sottoposti al Comitato Tecnico Scientifico presso il Dipartimento della Protezione Civile".

Lo sottolinea la memoria depositata in commissione Bilancio e Finanze del Senato da Acadi, dopo l'audizione sul decreto Sostegni nella quale il presidente Geronimo Cardia aveva già ben delineato i numerosi e gravi problemi che affliggono il comparti.
Esso, come si legge nella memoria, richiede dunque attenzione specifica sui seguenti temi:

a) i necessari sostegni alla liquidità per l’esercizio delle concessioni e delle correlate attività di servizio pubblico, non ancora comprese, in alcun modo, nel Decreto-legge D.L. 41/2021 “Sostegno”. Le aziende del comparto giochi (concessionari e punti vendita) hanno estrema urgenza di partecipare al generale sostegno alla liquidità delle imprese italiane congruo rispetto all’estesissimo periodo di totale sospensione dei ricavi, il quale inoltre non ponga limiti ad aziende con ricavi superiori a 10 milioni di euro, frequenti tra i concessionari per le necessarie concentrazioni richieste dai rapporti convenzionali.
È necessario ed urgente in tal senso, almeno, continuare a sospendere i versamenti del Prelievo erariale unico, come già inizialmente previsto nel DL 137/2020, fino alla riapertura delle attività con la riattivazione dei flussi finanziari.

b) l’intero funzionamento futuro del sistema concessorio, al fine di valutare le future soluzioni per la continuità del sistema stesso e del controllo pubblico sull’offerta.
Si ribadisce (la necessità e l’urgenza di attivare le opportune procedure per la proroga tecnica di tutte le concessioni esercitate nel canale retail soggette a sospensione (scommesse, apparecchi da gioco e bingo, per il quale esiste già una prima previsione legislativa) – in proporzione temporale rispetto alla mancata redditività dall’esercizio delle stesse, in ragione delle normative di sospensione.

Tale orizzonte temporale di proroga tecnica delle concessioni (peraltro necessario anche solo per l’effetto espulsivo dato dalla c.d. “questione territoriale” già rilevata dal Consiglio di Stato che impedirebbe comunque l’indizione delle procedure selettive) potrà essere definito in analogia alle disposizioni (art. 6 del DL 23/2020) che dispongono per le imprese italiane un percorso gestionale di 5 anni per il recupero della redditività; in tale senso va altresì regolato il periodo di non onerosità degli affidamenti, anche in termini di temporanea cancellazione dei canoni concessori.

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