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Finale Ligure 'rivede' orari gioco, Sts: 'Precedente importante'

  • Scritto da Fm

Pastorino (Sindacato totoricevitori sportivi) commenta il nuovo regolamento sul gioco di Finale Ligure (Sv) che 'amplia' gli orari dopo il taglio del 2019.

Potrebbe fare scuola la decisione del Comune di Finale Ligure, in provincia di Savona, di ritoccare il proprio regolamento sul gioco, dopo gli intendimenti manifestati dal Consiglio di Stato, che lo ha contestato per la mancanza di un'“adeguata documentazione circa le specifiche problematicità”.

Un ritocco, deciso nella seduta del consiglio comunale di ieri, 30 giugno, che per una volta viene incontro alle istanze degli operatori del settore e consentirà agli apparecchi di gioco di restare accesi dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 21, e non più solo la sera e di notte, come previsto in precedenza.

Un cambio di passo notevole, che, secondo quanto afferma a GiocoNews.it Giorgio Pastorino, presidente del Sindacato totoricevitori sportivi, “è sicuramente positivo, visto che il regolamento fin qui in vigore era stato creato ad arte per impedire il funzionamento delle slot, viste che le nostre attività non sono aperte di notte".

 

Il Comune di Finale Ligure ha preferito intervenire direttamente sul provvedimento, con la modifica dell'articolo 6 del regolamento, dopo che a febbraio 2021, con un'ordinanza, il Consiglio di Stato ha accolto l'istanza cautelare proposta dal  titolare di una rivendita ordinaria di generi di monopolio e dalla Federazione italiana tabaccai per la sospensione dell'efficacia della sentenza del Tar Liguria, rilevando “un eccesso di potere” da parte dall'amministrazione comunale  e disponendo che l’attività fosse “regolata dalla disciplina vigente prima dell’adozione del regolamento e dell’ordinanza oggetto di contenzioso”.
 
Una modifica molto ben accolta dal presidente di Sts: "Mi sembra ottimo, e speriamo ora che accada lo stesso anche a Ventimiglia e a Cairo Montenotte”.
Come forse si ricorderà, infatti, le due cittadine liguri avevano fatto da apripista ad una regolamentazione assai stringente, confermata dal Tar fra dicembre 2019 e gennaio 2020, con il divieto di funzionamento degli apparecchi dalle 7 alle 19.
 
Pastorino quindi sottolinea come “sia praticamente impossibile mettere mano ad un regolamento già approvato, e quanto possa esporre a critiche. Poi, se la politica ha voglia di affrontare il problema veramente non dovrebbe chiudere le imprese, non è che chi urla più forte ha ragione. Giusto tutelare la salute, ma è importante anche quella degli investimenti.
Molti Enti locali introducono limiti al gioco 'in risposta' alla pressione di media ed associazioni del terzo settore; speriamo di uscire presto da questa empasse, perché di certo non possiamo 'inseguire' settemila sindaci”.
 
A dare una speranza in più che il vento finalmente cambi è anche il moltiplicarsi delle richieste di politica ed istituzioni per un riordino nazionale del settore, dal direttore generale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, Marcello Minenna, alla campagna nazionale Mettiamoci in gioco, senza dimenticare le richieste degli operatori del settore. 
Un obiettivo evidenziato anche dalla recente istituzione della Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico, la cui indagine “dovrà avere un più ampio respiro, nell'ottica di una razionalizzazione e revisione completa dell'intera disciplina, tenendo conto, tra i tanti aspetti, anche delle trasformazioni tecnologiche del sistema”.
Un passo commentato con soddisfazione da Pastorino: “Finalmente si parla davvero di gioco, non solo in ottica di chiusure, ma anche di riordino”.
 
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