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Caso Carpi, Sapar: 'Sindaci abbiano più rispetto per le imprese del gioco'

  • Scritto da Fm

Prendendo spunto dalla sentenza del Tar che boccia l'ordinanza di Carpi sul gioco, Sapar chiede ai sindaci 'più rispetto per il settore, già martoriato da tasse e problemi'.

“Il Covid potrebbe aver cambiato il modo di giocare degli italiani ed è per questo che quei dati non sono più veritieri e rispondenti alla situazione attuale. In tutto questo le vere vittime sacrificali sono le piccole e medie imprese: non solo hanno dovuto subire le conseguenze della chiusura prolungata delle loro sale, ma hanno dovuto fare i conti con un’ordinanza sindacale senza senso. Per fortuna in questo caso è intervenuto il Tar a ripristinare la verità”.

Lo scrive l'associazione Sapar, a commento della recente e importante sentenza con cui il Tar Emilia Romagna ha bocciato l'ordinanza sugli orari di funzionamento degli apparecchi di gioco varata dal sindaco di Carpi (Mo) nel 2020, in quanto priva di “un'approfondita istruttoria riferita al contesto locale” che tenesse conto degli effetti della pandemia di Covid sulle abitudini dei giocatori - “orientatasi gioco forza verso il gioco 'online' per effetto della chiusura delle sale da gioco” - e sugli operatori economici dello specifico comparto, colpiti da “forti perdite”.

 

Una motivazione che segna un importante precedente per il settore e che rende ancora più evidente la necessità impellente di un riordino nazionale, mentre il Comune di Carpi sta valutando, con i propri legali, la possibilità di presentare appello contro la decisione del Tar e se “emettere nuovo provvedimento in materia, tenendo conto della giurisprudenza e delle mutate condizioni del settore, anche causa pandemia, due anni dopo la gestazione dell’ordinanza n. 45334/2020”.
 
Nella sua nota di commento Sapar quindi ne approfitta per chiedere, come associazione di categoria, “più rispetto per il settore, già martoriato da tasse e problemi: i sindaci, organi locali dello Stato, dovrebbero essere i primi a conoscere perfettamente la situazione che si vive nelle loro città. Ma in molti casi fingono di non vederla”. 
 
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