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Corse virtuali, per un nuovo slancio del betting italiano

Le corse virtuali (virtual races) che si preparano a debuttare sul mercato del gaming italiano, rappresentano una pratica di gioco che è stata sviluppata dai bookmaker leader nel Regno Unito, il paese che ha legalizzato le agenzie di scommesse nel 1961.

 

STORIA LUNGA E FORTUNATA - Un settore che ha una lunga storia da quelle parti e, nonostante questa attività, nel corso del tempo, sia stata fortemente regolamentata, è bene sapere che nei primi anni era considerato illegale incoraggiare questo settore attraverso una promozione del prodotto. L'interno dei negozi, per esempio, non poteva essere visibile dalla strada e le informazioni sui risultati erano fornite soltanto attraverso un sistema di altoparlanti.

Nel 1987 sono state trasmesse per la prima volta le immagini delle corse nei betting shop britannici. Tutti i negozi hanno oggi una serie di schermi che trasmettono immagini delle corse provenienti da altre parti del mondo e mostrano informazioni sulle scommesse. I negozi hanno senza dubbio sofferto della crescita delle scommesse online e la diffusione dei Terminali di scommesse a quote fisse (FOBTs) che ora attirano tanto fatturato quanto la base originale delle corse.

LA SFIDA DEI BOOKIE - I principali bookmaker hanno dovuto innovare per mantenere la propria quota di mercato e uno dei più recenti sviluppi è rappresentato, appunto, dalle corse virtuali. Queste sono fondamentalmente delle animazioni virtuali che trovano risalto in tv, con le corse che avvengono su piste create artificialmente in studi di produzione. Le piste hanno nomi innovativi e gli sport coperti ora includono le corse di cavalli, di levrieri e le gare automobilistiche.

Uno dei principali obiettivi della corsa virtuale è quello di fornire opportunità di scommessa al di sopra e al di là della corsa reale. In ogni agenzia di scommesse britannica raramente passano cinque minuti senza una qualche forma di corsa reale o virtuale. Le agenzie di scommesse sono ora autorizzate a restare aperte la sera e la domenica e gli sport virtuali contribuiscono a riempire i palinsesti.

L'attrazione principale per i bookmaker della corsa virtuale è che loro vinceranno sempre denaro, indipendentemente dal risultato. Gli operatori conoscono l'esatta probabilità di ogni cavallo o cane vincente e in ogni gara è scritto un margine di profitto. Nonostante il fatto che queste gare sono 'roulette di animali' sono molto popolari con gli scommettitori che amano scommettere spesso e regolarmente, nonostante la difficoltà intrinseca di battere il bookmaker.

L’OFFERTA ATTUALE - I bookmaker online ora offrono corse virtuali nella loro lista di prodotti. Le immagini sono trasmesse in diretta sui siti web e durante il giorno vengono mostrate molte gare. Ora è anche possibile abbonarsi a servizi d'informazione con l'intento di offrire sistemi di vincita quando si scommette online sul cavallo virtuale e sulle corse di levrieri. Al momento non sono noti dei dati specifici sulla raccolta di giocate realizzata attraverso questo canale: possiamo però certamente dire che nelle agenzie di scommesse britanniche, terrestri e online, ci sono tante gare virtuali quante sono quelle reali.

Il business delle corse di cavalli reali, però, è in declino, mentre è verosimile ritenere che le corse virtuali siano in crescita continua. Nel 2011, un rapporto della Gambling Commission sul gioco nel Regno unito affermava che la spesa sui giochi d'azzardo sarebbe salita del 9,2 percento (da 9.04 miliardi di sterline nel 2011 a 9.87 miliardi di sterline nel 2015) e in questo passaggio le corse virtuali potevano essere classificate come uno dei giochi d'azzardo in crescita, quindi si può ipotizzare un aumento fino al 9,2 percento di questa attività nell'arco di questi 4 anni. Nello specifico, osservando il bookmaker Ladbrokes, leader in Regno Unito, si è registrata una crescita nella vendita al dettaglio dal 3,8 percento nel 2012, in linea con le previsioni del rapporto.

LO SBARCO IN ITALIA - Lo sport virtuale è il prossimo prodotto più importante per il mercato del gaming italiano. In Italia le aziende operano attraverso una licenza pubblica e i due principali canali di mercato sono quello fisico e l'online. Negli ultimi anni il mercato italiano del gioco ha registrato una crescita costante, più significativamente nel segmento online. E questo prodotto potrebbe rappresentare un motivo di crescita in più.

IL DECRETO ABRUZZO - Le nuove modifiche introdotte dal decreto Abruzzo hanno visto il lancio del cash game online, delle videolotterie e provvedimenti per il lancio del betting exchange. Questo ultimo tipo di attività, che coinvolge i clienti che rappresentano lo scommettitore o l'allibratore, ha visto una crescita enorme in gran Bretagna dal lancio di Betfair, nel 2000. Questo tipo di giocate ha dato una spinta enorme alle scommesse sportive, sia durante il gioco che prima dell'evento.

In Italia le scommesse sportive, le lotterie e altre attività di gioco sono legali e regolamentate. Vi è una lunga storia di scommesse in Italia, ma l'industria ha beneficiato di più della legislazione nel 2006, che ha introdotto una nuova procedura di offerta di licenza per regolare le imprese di scommesse offline e renderle legali gli operatori online in Italia.

Poiché la normativa è stata introdotta per promuovere scommesse più controllate, i clienti in Italia possono scommettere su giochi di abilità, tornei e giochi di poker solitari, giochi di poker in denaro, giochi di casinò, quote fisse e totalizzatore sportivo, scommesse su cavalli e bingo. Gli operatori, per essere autorizzati per una licenza online, devono soddisfare severi requisiti finanziari e di sicurezza.

LA DOMANDA TRICOLORE - Vi è chiaramente una domanda di prodotti di gioco in Italia e un interesse per lotterie e giochi tipo casinò. Questo suggerirebbe che anche le corse virtuali saranno popolari poiché il concetto si basa sulla probabilità più che sull'abilità. Quando si scommette su corse di cavalli virtuali, tuttavia, non c'è alcuna forma di valutazione reale e le quote favoriranno sempre la casa.

Diversi bookmaker, tra cui Intralot Italia, filiale del gruppo Intralot nella Penisola, sono entrati nel mercato del gioco virtuale. Con l'introduzione delle scommesse virtuali i punti vendita saranno sempre di più dei “negozi di intrattenimento” in grado di offrire ai clienti un ampio portafoglio di prodotti, che vanno dalle scommesse sportive, alle macchine da gioco e, ora, ai giochi virtuali.

Intralot servirà il mercato italiano nella lingua locale e i loro prodotti saranno disponibili nei punti vendita al dettaglio, online e attraverso gli smartphone. Impiegheranno un fornitore di contenuti di gioco leader che ha fatto un grande lavoro per lo sviluppo di questo settore nel Regno Unito.

GLI OPERATORI IN POLE POSITION - Sei principali operatori italiani hanno firmato contratti per lanciare sport virtuali nei loro negozi e online e questo tipo di scommessa si rivelerà redditizio sulla base di prove nel Regno Unito, che rappresenta l'industria delle scommesse più avanzata al mondo.

L’AUTORE - Ian Hudson ha un’esperienza lunga dodici anni nell’industria delle scommesse sportive, in diversi ruoli. In passato ha lavorato per Sportinglife e Sports.com come autore di pezzi sulle scommesse. La sua esperienza lavorativa include anche incarichi per conto dei bookmaker bwin ed Expekt.

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