Il gioco con vincita è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza. Consulta probabilità di vincita su www.aams.gov.it
Log in

Logico risponde a Basso (Pd): 'Pubblicità è garanzia di legalità'

  • Scritto da Ca
  • Published in Generale

Logico, l'associazione delle concessionarie italiane di gioco online, risponde alle dichiarazioni  dell'onorevole Basso del Pd.  

"Una dichiarazione estremamente lesiva quella dell'onorevole Basso del Partito Democatico perché sostiene che un divieto di pubblicità sarebbe utile a contrastare le associazioni criminali, e pertanto insinua che le aziende che fanno pubblicità possano essere controllate da esse. Questo è del tutto falso, e non si tratta di opinioni, ma di dati".

Logico, l’associazione che raccoglie i principali operatori di gioco online legale in Italia, richiede urgentemente un chiarimento sull’affermazione dell’On.Basso (PD) secondo cui il divieto totale di pubblicità da lui sostenuto “sarebbe la migliore risposta alle preoccupazioni sull’uso del mercato dell’azzardo legale da parte di associazioni criminali per riciclare il denaro proveniente da attività illecite”.

Logico chiarisce, come detto, con dati oggettivi e inconfutabili, l'errore in cui è caduto l'onorevole 'piddino'. "Le prime quindici aziende del settore del gioco per investimenti pubblicitari, secondo i dati Nielsen fino a novembre 2016 sono William Hill, Bet365, 888.it, Unibet, Bwin, Eurobet, Betfair, PokerStars, Lottomatica, Betsson, Tombola, PaddyPower, Snai, Sisal e Intralot. Hanno rappresentato il 92% della spesa per spot televisivi, e sono queste le aziende che sarebbero colpite da un divieto. In modo particolare Logico auspica che l'onorevole Basso voglia precisare che le aziende che fanno pubblicità e fanno parte di Logico (William Hill, Bet365, Bwin, Betfair, PokerStars, Tombola, Paddypower, Winga, SkyBet e Betclic) non hanno niente a che vedere con i casi di cronaca legati ad associazioni criminali".
La pubblicità garanzia di legalità: "Se, come auspichiamo, l’On.Basso riconoscerà ciò che è ovvio, risulta evidente che non esiste alcun nesso tra le restrizioni alla pubblicità e il contrasto alle infiltrazioni della criminalità. Anzi, è proprio l’opposto: sono le aziende che investono in pubblicità a dimostrare di avere un modello di business trasparente, basato sull’acquisizione di clienti in modo competitivo. Le attività di riciclaggio non hanno bisogno di alcuna pubblicità in TV e di conseguenza non sarebbero in alcun modo toccate da ulteriori restrizioni. Nessuna delle aziende coinvolte nei recenti casi giudiziari faceva pubblicità in TV".
Limitare ulteriormente la pubblicità, quindi, non solo sarebbe inutile, "ma danneggerebbe in modo irreparabile le normali dinamiche di un’industria che già subisce ogni giorno la concorrenza dell’illegalità e della criminalità. Le aziende appartenenti a Logico si dicono fin da ora disposte a discutere e accettare ogni misura volta a rendere più stringente il controllo sulla titolarità e la proprietà dei concessionari di gioco", ma non a vietare ciò che è legale, conclude Logico.

 

Share

I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi. Utilizzando tali servizi, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra.