Boz Salomone, protagonista dell’accoglienza a Rimini dei profughi ucraini

Giosué Salomone, dal mondo del gioco a quello della ricettività è protagonista nell'accoglienza dei profughi ucraini. 
Scritto da Cesare Antonini

Boz Salomone, protagonista dell'accoglienza a Rimini dei profughi ucraini

C’è anche l’ex manager di Italian Rounders e con una lunga esperienza nel mondo del gaming italiano e maltese, Giosuè Salomone, nell’Italia che si mobilita per aiutare i profughi dell’Ucraina sotto attacco dalla Russia di Vladimir Putin.

“Boz”, questo il suo nickname pokeristico, il suo soprannome storico nel settore, è intervenuto su SkyTg24 in qualità di presidente di Associazione Rimini Sicura: “Oggi dovremmo superare le 200 persone e stiamo riuscendo ad offrire pasti caldi per tutti e abbiamo riaperto le cucine che erano ancora chiuse in attesa del lancio della stagione estiva”, ha spiegato Salomone. Ci sono donne, bambini di cui uno di addirittura di 3 mesi riuscito a fuggire dall’Ucraina con la nonna che viene intervistata dai giornalisti Sky.

I numeri dell’accoglienza crescono: da 4-5 hotel si potrebbe arrivare anche fino a 20 strutture in grado di ospitare temporaneamente i profughi e rifugiati politici ucraini: “Ovviamente molti alberghi sono chiusi per ovvii motivi ma anche chi ha le strutture e le cucine ferme si è adoperato per mandarci beni alimentari, coperte e tutto il necessario – prosegue Salomone – nella giornata di oggi dovremmo superare le 200 persone ospitate e potremo crescere ancora nei numeri. Iniziamo ad essere a corto di camere e sono in arrivo centinaia di persone”.

Da qui un appello finale: “Chiedo disponibilità anche ai proprietari delle seconde case private, delle stanze e di qualsiasi soluzione perché i posti letto potrebbero mancare e alle 4 del mattino spesso chiamano e dobbiamo inventarci delle camere che rischiano di non esserci”.
Il mondo del poker continua a mobilitarsi come lo fece 2 anni fa un altro albergatore e poker player, Gianluca Marcucci, che mise a disposizione della zona di Bergamo il Bes come Covid-hotel per ospitare i contagiati quando gli ospedali della zona più martoriata della prima ondata della pandemia erano al collasso più drammatico.