Poker live in Texas: Polk, Owen e Neeme entrano nel The Lodge Club

The Lodge Poker Club, in arrivo i soldi e le idee di Doug Polk, Brad Owen e Andrew Neeme che hanno annunciato l'ingresso nella room. 
Scritto da Ca

Poker live in Texas: Polk, Owen e Neeme entrano nel The Lodge Club

Quindi solo Johnny Chan pare abbia fallito in Texas? Sembra proprio di sì visto che la sua room è stata rilevata e, adesso, tre poker star come Doug Polk, Brad Owen e Andrew Neeme, hanno annunciato di aver unito le forze per acquistare una quota di maggioranza di The Lodge Poker Club & Card Room, la più grande sala in città.

“A partire da oggi ho ufficialmente acquistato parte della più grande sala da gioco qui ad Austin, in Texas – The Lodge”, ha detto Polk in un suo video YouTube recentemente pubblicato. “Altri comproprietari includono Brad Owen, Andrew Neeme e Jake Abdalla”.

E nella sala collaboreranno anche i suoi stretti collaboratori che si occupano di formazione nel sito Upswing Poker tra cui Ryan Fee, Matt Colletta, Mike Brady e Thomas Keeling.

The Lodge è una sala da poker 24 ore su 24, 7 giorni su 7, che ospita 60 tavoli e offre cash game in live streaming sul proprio canale YouTube, The Lodge Live, che vanta oltre 20.000 iscritti.

Polk, che si è recentemente trasferito da Las Vegas in Texas, ha parlato un po’ di come è nata la collaborazione sempre in uno dei suoi video: “Non sapevo affatto che il poker fosse così vivo in Texas finché non ho preso un caffè e ho guardato oltre e c’era una sala da gioco accanto. Da lì sono andato in tutte le diverse room di Austin e mi sono reso conto che questo è in realtà un business molto grande qui in città e sta succedendo anche in tutto lo stato in posti come Dallas, Houston e San Antonio. A questo punto, è diventato chiaro che, con oltre 60 sale aperte nello stato e una crescita apparentemente infinita, era ora di fare una mossa. Così sono entrato in contatto con due persone che sapevo sarebbero state assolutamente essenziali per il successo a lungo termine di qualsiasi attività: Brad Owen e Andrew Neeme”.

Una bella notizia per il movimento del gioco dal vivo nella zona ma rimane sempre una situazione borderline col rischio che, prima o poi, lo stato del Texas decida di vietare qualsiasi forma di attività ai tavoli. Per adesso l’hold’em e le sue varianti si giocano come se fosse un club sociale in cui i membri pagano una tariffa a tempo per il seat e non rake sui piatti giocati. Ma è piuttosto evidente che se il business continua a crescere in questo modo prima o poi qualcuno si porrà qualche domanda.