Poker live e Fisco in Spagna, l’analisi del legale esperto di gaming Max Rosa

‘Un provvedimento clamorosamente contrario alle norme europee e internazionali’, è questo il giudizio legale dell’avvocato Rosa, esperto di gaming, sulla legge spagnola sulle vincite di poker live.
Scritto da Cesare Antonini

“Non ho aggiornamenti da quando abbiamo appreso delle novità sulla tassazione delle vincite di poker live in Spagna, specificando, tuttavia, che le mie fonti sono in ogni caso sommarie, avendole apprese solo da articoli pubblicati online, e non avendole verificate ed approfondite da un punto di vista tecnico giuridico, ad esempio tramite un confronto con un collega spagnolo esperto in materia. Ciò doverosamente premesso, se confermato quanto letto online, va detto che si tratta di un provvedimento con un profilo di clamorosa illiceità, una norma contraria ai più banali principi normativi di diritto tributario internazionale, contenuti nei trattati bilaterali e plurilaterali, che prevalgono sempre sulle norme interne. Una vera bestemmia giuridica e fiscale!”

Massimiliano Rosa, avvocato esperto di gaming dello studio omonimo del foro di Udine, non ci va tanto per il sottile nel giudicare i provvedimenti normativi varati dal Ministero delle Finanze iberico ormai un anno fa e che, equiparando i poker player ad atleti professionisti, prevede aliquote di tassazione per i giocatori spagnoli al 19%, ma anche per i player dello Spazio economico europeo ed extra Ue, con prelievi fino al 24%. 
A poco meno di un mese da uno dei festival più attesi dai giocatori di casa nostra, l’Ept di Barcellona, sono tanti i player che hanno chiesto informazioni più precise in merito alla tassazione.
Dopo la sentenza Blanco/Fabretti del 2014 della Corte di Giustizia Europea, di cui l’avvocato Rosa fu assoluto protagonista, avevamo subito spazzato il campo dai dubbi vista la giurisprudenza così profonda che, nell’Unione Europea e per le case da gioco che vi risiedono, i pokeristi avevano ottenuto grazie ai due colleghi e ai legali italiani.

Rosa fa subito una precisazione: “È vero che c’è una sentenza vincolante, cogente ed inderogabile, ma il diritto dell’Ue lascia comunque agli Stati una possibilità di deroga nella normazione in materia di giochi, ed in generale a livello fiscale. Significa che si può derogare da alcuni principi, ma il tutto va spiegato con dovizia di particolari, ed è possibile solo qualora, da un lato, sia giustificato da motivi di ordine pubblico, salute e sicurezza pubblica, e dall’altro, risulti coerente con le politiche nazionali, ed infine proporzionato all’obiettivo prefissato. Questi elementi devono essere tutti presenti dinnanzi ad una deroga; devono essere giuridicamente inappuntabili, ed in ogni caso, devono prima ottenere un parere positivo da parte della Commissione Europea. Ma in questo frangente, lo ripeto solo nel caso in cui sia confermato, ci troviamo dinnanzi ad una serie di errori, e di vere ‘bestemmie’ giuridiche e normative, che ci portano a dire come alcuni elementi di quella legge non siano assolutamente da prendere in considerazione, e di come il Fisco spagnolo si riveli ancora una volta assai più vessatorio di quello italiano. Questo provvedimento, infatti, è molto peggio dell’operazione All in dell’Agenzia delle Entrate italiana che, alla fine, poteva avere un senso, perché partiva da una legge in vigore ed era tutta da discutere.”