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Tomas Zdechovsky: 'Un nuovo scenario europeo per il gioco'

  • Scritto da Sara Michelucci

L'europarlamentare ceco Tomáš Zdechovský affronta la questione del gioco anche alla luce del caso Brexit e delinea i possibili cambiamenti.

Il mondo del gioco pubblico è sempre di più un tema al centro della discussione e dell'agenda politica, anche in ambito internazionale. E con il caso Brexit lo è ancora di più, perchè ci si domanda da più parti quali potranno essere le conseguenze per il settore dell'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. A spiegarci i possibili scenari l'eurodeputato del gruppo Democratici Cristiani, Tomáš Zdechovský, il quale mette l'accento anche su quello che l'Europa dovrebbe fare in tema di protezione dei consumatori.

“Dal mio punto di vista la priorità deve essere la protezione dei minori e di altri gruppi vulnerabili dal pericolo di dipendenza ed esposizione a possibili effetti nocivi del gioco”.
Secondo l'europarlamentare i minori “sono molto vulnerabili alle dipendenze e quindi devono essere messe in atto forti misure che garantiscano la loro protezione. Dobbiamo anche prevenire le frodi e il riciclaggio di denaro che potrebbero essere collegati al gioco online”.
La possibile uscita del Regno Unito dall'Unione Europea potrebbe causare problemi quando si parla di gioco?
“L'uscita del Regno Unito avrà un impatto negativo su molti settori nell'Ue e anche quello del gioco potrebbe essere colpito. Dipende dal risultato della negoziazione di nuovi trattati, ma è difficile predire ora i possibili sviluppi”.
Pensa che ci sia bisogno di misure più stringenti nel gioco online?
“Sì. Il problema con il gioco online consiste nella difficoltà di rivelare l'identità e l'età degli utenti. Questo è molto problematico soprattutto a causa della vulnerabilità dei minori, come ho già detto”.

Cosa pensa del mercato del gioco italiano? È ancora un esempio da seguire a livello di regolamentazione?
“Possiamo vedere molti esempi diversi di mercato di gioco in tutto il mondo, ma si tratta sempre di avere un bilanciamento tra libertà per le imprese e protezione dei cittadini dagli effetti nocivi connessi con il gioco. Dal mio punto di vista l'Italia è uno dei paesi in cui questo equilibrio funziona abbastanza bene. Il ruolo dello Stato è molto forte in Italia e penso che l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli stia facendo un buon lavoro”.
Pensa che ci sia bisogno di una razionalizzazione dell'offerta di gioco e, nel caso, in che modo?
“La razionalizzazione è per me il bilanciamento tra libertà di attività e la protezione dei cittadini dagli effetti nocivi connessi con il gioco, come ho appena detto. Quindi penso che abbiamo bisogno di razionalizzazione, ma dobbiamo stare attenti a bilanciarla in modo ottimale”.
Crede che azioni troppo stringenti nel settore del gioco potrebbero aiutare l'illegalità?
“È complicato da prevedere, ma credo che se questo inasprimento sarà razionale ed equilibrato potrebbe essere utile per la società. Il gioco illegale è sempre una minaccia, ma dal mio punto di vista il gioco illegale non può essere tollerato e dobbiamo lottare contro di esso”.
Secondo lei il mercato dei giochi cambierà e, se sì, con quali prodotti?
“È possibile che si appresti a mutare. Le nuove tecnologie potrebbero cambiare il mercato di gioco, ma è difficile prevedere come i consumatori accetteranno queste tecnologie e come esattamente si attuerà il cambiamento”. 
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