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Dl fiscale e gioco: Governo chiede fiducia al Senato

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il Governo chiede la fiducia in Senato sul Dl fiscale, i rilievi sul gioco del Servizio del bilancio.

Oggi, martedì 17 dicembre, l'assemblea del Senato è impegnata con l'esame del ddl di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 124 in materia fiscale (A.S. n. 1638) che arriva in Aula, senza la relazione della commissione Finanze, nel testo trasmesso dalla Camera, sulla cui approvazione il Governo ha preannunciato di voler porre la questione di fiducia. La Capigruppo ha stabilito che la discussione generale durerà fino alle 12 e che il dibattito sulla fiducia comincerà alle 14; seguiranno dichiarazioni di voto e chiama, intorno alle 17.

Restano dunque immutate le disposizioni sul gioco. In dettaglio, il testo prevede la proroga delle gare per le concessioni scommesse e bingo, il rinvio della partenza delle slot da remoto, l'istituzione del Registro unico degli operatori del gioco (a cui dovranno iscriversi anche i titolari dei punti di ricarica dei conti di gioco a distanza ma non gli operatori che offrono gioco senza vincita in denaro) e dell'agente "sotto copertura", il blocco dei pagamenti a soggetti senza concessione e il contrasto all'evasione nel settore scommesse. C'è in realtà anche un articolo sull'aumento del Preu per slot e Vlt, ma la Manovra ne dispone l'abrogazione, avendo fissato nuove soglie di prelievo, contestualmente alla riduzione del payout. Inoltre, l'arrivo della lotteria degli scontrini viene posticipato al 1° luglio 2020.

IL SERVIZIO BILANCIO DELLO STATO - Si tratta di disposizioni riepilogate, con qualche rilievo, anche nelle schede di lettura del Servizio bilancio.

LE NORME SU BINGO E SCOMMESSE - Quanto alle proroga delle concessioni per bingo e scommesse, i tecnici del Senato ricordano che si ricorda che "il comma 1097 dell'art. 1 della legge di bilancio 2019(79) ha disposto la proroga onerosa delle concessioni "Scommesse" fino all'aggiudicazione delle nuove concessioni e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2019. La RT annessa dava conto che la procedura era stata avviata e che si sarebbe potuta concludere nel 2019. Nell'occasione indicava come concessioni 'Scommesse' attive n. 5985 sale e n. 4836 corner. Si ricorda inoltre che la RT annessa all'art. 1, comma 1048, della legge di bilancio 2018(80) – che prevedeva una proroga onerosa delle concessioni 'Scommesse' ed un incremento del corrispettivo dovuto – indicava come concessioni attive 6.243 sale e 7.305 corner. Riferiva inoltre di 200 concessioni per il Bingo.

Poiché il trend in diminuzione del numero delle concessioni 'Scommesse' è confermata anche dalla RT in commento che indica, ai fini della stima, 5.921 concessioni per sale e 4.735 concessioni per i corner andrebbero forniti maggiori elementi informativi al fine di comprendere l'andamento predetto e per verificare il carattere prudenziale della stima che, basandosi su dati riferiti ai punti in esercizio attivi nel mese di settembre 2019, potrebbe risentire del venir meno, nel 2020, dell'operatività di alcune concessioni allora in essere. Sul punto la RT non considera alcuna ipotesi di abbattimento circa la numerosità per l'eventualità in cui il trend registrato dovesse confermarsi anche nel 2020.
Per la proroga delle concessioni Bingo, poiché l'importo dovuto è previsto nella misura di 7.500 euro per ogni mese o frazione di mese superiore ai quindici giorni di proroga della concessione, la RT ipotizza che tutte le concessioni siano prorogate per un anno (7.500 X 12= 90.000). Al fine del riscontro del carattere prudenziale dell'ipotesi assunta – in grado di assicurare tutto il gettito potenziale – appaiono necessarie maggiori informazioni, non potendosi escludere che qualcuna delle concessioni possa nel tempo venir meno.
Considerati i differimenti che hanno interessato le gare 'Scommesse'(81) e Bingo(82) e gli introiti attesi dalla definizione delle gare che sono stati contabilizzati nei saldi di finanza pubblica (410 mln di euro per la gara Scommesse e 73 mln di euro per la gara Bingo in termini di maggiori entrate extra tributarie per l'anno 2018 e con effetti migliorativi nel tempo dell'indebitamento netto nell'arco temporale interessato dalla durata delle concessioni) andrebbe valutata l'opportunità di svolgere un approfondimento circa le ragioni che hanno determinato i differimenti delle gare nel tempo. Sul punto si evidenzia che la relazione illustrativa, a proposito della necessità dell'odierna proroga, la associa alle interlocuzioni ancora in essere con il Consiglio di Stato che ha sospeso l'espressione del parere obbligatorio da rendere sugli atti di gara per entrambe le procedure, in attesa di chiarimenti e riformulazioni da parte dell'Amministrazione finanziaria. Si suggerisce sul punto di acquisire rassicurazioni dal Governo sul fatto che le interlocuzioni in essere con il Consiglio di Stato possano definirsi in tempi utili a consentire, a seguito della formulazione dei prescritti pareri, l'avvio delle gare entro i termini indicati dal provvedimento in commento".

 

LA SOSTITUZIONE DELLE AWP - Quanto alla sostituzione delle Awp, "nulla da osservare" ma "Si ricorda che alle precedenti disposizioni, qui sommariamente ricordate, in materia di sostituzione degli apparecchi Awp, di proroga dei relativi termini o di riduzione (correlata alla sostituzione degli apparecchi) del numero dei nulla osta rilasciabili, non sono stati ascritti effetti finanziari".

L'ALBO UNICO DEGLI OPERATORI DI GIOCO - In relazione alla soppressione dell'Albo Ries, per il quale sono previste quote di iscrizione, "occorrono informazioni in merito alle entrate associate che ora vengono meno a seguito dell'abrogazione prevista dal comma 10.
Si prende atto che la RT afferma l'assenza di oneri aggiuntivi in relazione all'istituzione del nuovo registro, anche se la gestione del nuovo registro, per numerosità dei soggetti, verifiche ed adempimenti da porre in essere parrebbe chiamare l'Amministrazione finanziaria a maggiori oneri gestionali rispetto a quelli associati al Ries (ad esempio in ordine all'eventuale necessità di adeguamento del software gestionale etc.). Sul punto appaiono opportuni chiarimenti".

IL POTENZIAMENTO DEI CONTROLLI IN MATERIA DI GIOCO - In riferimento al potenziamento dei controlli in materia di gioco "si evidenzia che in relazione all'art. 10, comma 1 del DL n. 16 del 2012, di cui le norme in commento costituiscono la sostanziale riproposizione, la RT associata non aveva considerato la norma e quindi non vi aveva ascritto alcun effetto in termini di recupero di gettito. Tuttavia, trattandosi della riproposizione della medesima disciplina già in vigore, deve ritenersi che la stessa possa già aver prodotto gli effetti finanziari che ora l'odierna RT riferisce alle norme in commento; effetti che dovrebbero essere già stati scontati nei saldi tendenziali di finanza pubblica. Sarebbe quindi utile poter disporre di dati ed informazioni riferite all'impatto finanziario delle disposizioni abrogate nonché elementi volti a chiarire come la riproposizione della norma possa dar luogo ad un recupero di gettito aggiuntivo rispetto a quello che si sarebbe dovuto registrare per effetto dell'applicazione delle disposizioni abrogate. Nel merito della quantificazione, la percentuale indicata pari allo 0,5 % costituisce un parametro soggettivo, in assenza di altri elementi informativi. Inoltre un chiarimento dovrebbe riguardare anche l'utilizzo, per la stima del PREU, del 20% ricordando che le percentuali vigenti ed operanti dal 10 febbraio 2020 sono rispettivamente il 23% per gli Awp ed il 9% per i Vlt considerando un valore della raccolta sostanzialmente equivalente (si vedano sul punto i dati esposti nella RT associata all'art. 26 del provvedimento in esame)".

IL DIBATTITO IN AULA - Intervenuto in Aula, il senatore del Movimento 5 Stelle Giovanni Endrizzi si è soffermato sul gioco: "Vorrei dedicare un minuto alla legge di bilancio che abbiamo votato ieri, perché si interseca strettamente con il decreto-legge fiscale oggi in discussione. Nel 2022 andranno in scadenza le attuali concessioni per le cosiddette slot machine da bar, quelle ancora più temibili che funzionano a banconote nelle sale dedicate e per il gioco d'azzardo online.

Nella legge di bilancio approdata al Senato avevamo trovato che le gare per le nuove concessioni, quelle che - per capirci - sarebbero valse dal 2022 al 2031, venivano anticipate inserendo a bilancio le somme ricavabili: 1,8 miliardi per 250.000 nuove slot machine; 58.000 Vlt e, via via, per i punti di offerta di tali apparecchi e per le piattaforme di gioco d'azzardo online. Al Parlamento è apparsa una sortita per determinare un fatto compiuto, perché - lo sappiamo - per togliere dalla legge di bilancio una misura serve trovare la copertura prevista. Lei stesso, signor Presidente, ieri l'ha ricordato a proposito delle norme sulla canapa attese da tanti produttori. Parliamo di canapa tessile industriale; ripeto, tessile e industriale.
Ebbene, questo cozzava con il programma elettorale del MoVimento 5 Stelle, ma anche con le osservazioni del sottosegretario Baretta, che da anni ormai ha riconosciuto che l'azzardo è sfuggito di mano, nonché con le osservazioni di notabili esponenti del Partito Democratico che avevano firmato l'appello delle associazioni di tutela dei cittadini.
È stato davvero importante vedere come, alla fine, la tendenza si sia invertita. C'è stato il colpo d'ala ed è stato ridotto il volume di quelle concessioni: meno 65.000 slot machine rispetto all'esistente; meno 11.000 Vlt; meno 20 per cento di concessioni per azzardo online. E sono stati inseriti prezzi minimi di base d'asta più elevati per ridurre l'eccessivo vantaggio per i concessionari. Sono stati tolti i vincoli che restringevano la concorrenza e, invece, sono stati posti vincoli per le multinazionali con sede legale nei paradisi fiscali. Ancora più importante è stato salvare i regolamenti comunali e le leggi regionali che, in assenza di adeguate protezioni a livello nazionale, reggevano da sole l'impatto di una massiccia offerta sui territori. Di questo ringrazio la compagine di Governo, che ha saputo dare quel vigoroso colpo d'ala che abbiamo tutti auspicato. Ed è stata messa in cantiere una svolta che andrà adesso sostenuta negli anni a venire.
Nel decreto-legge fiscale abbiamo altre misure sulle slot machine e sulle Vlt (questa volta su quelle in essere). Il decreto-legge dignità dello scorso anno ha previsto, ad esempio, l'introduzione dell'uso tramite tessera sanitaria; altre disposizioni prevedono di sostituire il funzionamento tramite scheda elettronica dentro la macchina con una rete che consenta di gestire gli apparecchi da remoto, sotto il controllo dello Stato più diretto. Ebbene, l'iter di adozione di queste innovazioni non è ancora concluso ed ecco dunque che diventava necessario prorogarne il termine.
Altra proroga riguarda le scommesse sportive e non sportive, nonché le sale bingo: parliamo di concessioni scadute. I bandi di gara sono stati già predisposti e attendono parere del Consiglio di Stato; per questo vengono prorogate. Ma nell'iter di conversione del decreto-legge alla Camera si sono inseriti miglioramenti che danno maggior senso a questa proroga (miglioramenti che avevo auspicato); un aumento delle somme richieste dallo Stato a chi intende continuare ad esercitare. Parliamo di attività già avviate, in forte espansione del mercato, addirittura preoccupante espansione come nel caso delle scommesse.
Pertanto è legittimo e doveroso chiedere di ridurre l'eccessivo vantaggio per i concessionari e, soprattutto, che questa deroga sia sfruttata per adeguare i bandi inserendo maggiori garanzie rispetto all'infiltrazione mafiosa. Garanzie che riguardano la trasparenza della composizione azionaria e una maggiore responsabilità dei concessionari nel controllo della propria filiera distributiva e commerciale.

Oggi noi non sappiamo con la dovuta precisione e trasparenza chi siano gli investitori, diretti o indiretti, nelle società concessionarie di servizi, peraltro tanto delicati. Potrebbero esserci dei politici, e questo aprirebbe seri dubbi di conflitto di interessi, o addirittura mafiosi, e allora si aprirebbe un altro scenario ancora più inquietante. A titolo di esempio, il fatto che le società riferibili al signor Corallo abbiano potuto mantenere le concessioni, è uno scandalo sollevato del presidente Cantone in antimafia appena qualche mese fa.
Peraltro, quando, con una frequenza allarmante, magistratura e forze dell'ordine scoperchiano retrobottega illegali dietro concessionari regolari, i concessionari si arroccano come parte lesa. Ecco, con questo disegno di legge vengono disposti maggiori obblighi di controllo e responsabilità per chi non ottemperi.

Su questa linea plaudo all'istituzione di un registro unico degli operatori del gioco d'azzardo pubblico, con precisi requisiti il primo dei quali è l'iscrizione obbligatoria, sia per chi già esercita sia per eventuali nuovi operatori. Ed ancora: è previsto l'obbligo per banche e società che gestiscono pagamenti, di bloccare i trasferimenti di denaro a soggetti che non siano in possesso di regolari titoli autorizzativi. Fino ad ora avevano unicamente obbligo di segnalare. Con queste misure vengono direttamente negati i trasferimenti. E ancora viene istituito un fondo per finanziare operatori di agenti sotto copertura, per individuare e punire chi consenta l'azzardo ai minori e, in generale, l'esercizio illegale di offerta d'azzardo. Centomila euro per finanziare questo fondo sono pochi, ma consentono, per ora, una sperimentazione, poi si potrà intervenire con maggiori finanziamenti.

Ci sono dunque tante misure virtuose nel decreto-legge al nostro esame. Mi permetto di dire qualcosa anche rispetto a quello che potremmo osservare che manchi, come agenda per il futuro. Ad esempio, è stato disposto un aumento del prelievo fiscale che dovrebbe essere armonizzato unificando i diversi sistemi che oggi costituiscono una giungla difficilmente estricabile e che permettono con difficoltà una comparazione equitativa tra la pressione fiscale di un settore rispetto a un altro. Dovremmo riportare la fiscalità, con un piano organico, ad avere una funzione regolatrice del mercato, andando a deprimere e contrastare l'espansione preoccupante dei settori più pericolosi come quello delle Vlt o le scommesse che sono in cima alle preferenze dei giovani minorenni, o i bingo che vanno a danno degli anziani o i 'gratta e vinci' che sono la forma di azzardo preferita dalle ragazze minorenni. Dovremmo utilizzare quindi la leva fiscale riportandola a fini sociali che giustificano la riserva statale in questo settore.

È necessario fare tutto ciò con un programma di riforma complessivo del settore che riporti allo Stato, e alle funzioni di tutela pubblica dello Stato, il baricentro. Per questo è necessario porre un obiettivo preciso nel controllo della raccolta: se da un lato si guarda all'impoverimento delle famiglie come un indicatore preoccupante, dobbiamo pensare che è il volume complessivo delle puntate che ci danno il senso del tempo sottratto alla famiglia, all'accudimento dei figli, alle relazioni sociali e anche all'impegno sociale e - perché no - politico. Possiamo fare questo se includiamo in un tavolo di concertazione non solo i portatori di interesse economico ma anche la società civile, quella per la tutela di tali interessi collettivi cui talvolta la politica guarda ma che a volte fa fatica ad ascoltare".

Da parte sua, Gelsomina Vono (Italia Viva) segnala, tra le novità "un potenziamento dei controlli in materia di giochi, di facoltà non solo del personale dell'Agenzia delle dogane, ma anche della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, che possono attingere al fondo istituito per prevenire il gioco da parte dei minori e impedire l'esercizio abusivo del gioco con vincita di denaro". 

Dieter Steger, del gruppo Autonomie, sottolinea: "Mi colpisce, invece, la lotteria degli scontrini e non per la proroga dell'entrata in vigore. Fa specie che uno Stato che da un lato, giustamente, restringe il gioco, come è stato fatto anche con questo provvedimento, dall'altro ne rivendichi implicitamente l'accettabilità sociale. La ludopatia è un problema drammatico che bisogna combattere senza ipocrisie, disincentivando le persone dal giocare e non utilizzandola quasi come un pretesto per far cassa. È la stessa critica che abbiamo mosso alla tassa sulla plastica: è giusta la riconversione a patto che sia sostenibile e quindi non può e non deve tramutarsi in una scusa per far cassa".

Mauro Maria Marino, di Italia Viva, osserva: "Nel campo del gioco pubblico c'è una lotta serrata contro gli operatori illegali, a tutela dei giocatori, degli operatori e dei concessionari legali; viene istituito un fondo per finanziare gli agenti sotto copertura per sorvegliare il gioco pubblico; viene introdotto il divieto di concessione di gioco pubblico in caso di violazioni tributarie, una misura molto importante sapendo tutto quello che è successo in passato".

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