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Verso le elezioni: nuovo corso per le Regioni e, forse, anche per il gioco

  • Scritto da Fm

Il 20 e 21 settembre si voterà per rinnovare la 'guida' di Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania, Puglia e Valle d'Aosta, un banco di prova per il Governo e anche per il settore del gioco.

L'appuntamento elettorale di questo weekend, a prescindere da come andrà, sarà sicuramente importante per definire gli scenari politici dell'Italia per i prossimi 5 anni.

Anche se quelle in calendario il 20 e 21 settembre sono propriamente elezioni "amministrative", i risultati delle urne come sempre accade avranno ripercussioni importanti anche sul Governo nazionale, che avrà l'occasione per testare il gradimento degli italiani dopo questi ultimi, impegnativi, sei mesi e, se necessario, rivalutare i suoi rapporti di forza interni.

Sul piatto il rinnovo dei consigli comunali di oltre mille città - tra cui quindici capoluoghi di provincia e tre di regione, fra cui Venezia, Reggio Calabria, Trento, Bolzano e Arezzo, di cui abbiamo parlato nello scorso numero della nostra rivista (e anche qui)– e soprattutto della guida di sette regioni.

Con quasi 50 candidati alla presidenza in Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Campania e Puglia, mentre in Valle d'Aosta saranno gli elettori a scegliere i 35 consiglieri regionali a cui poi spetterà il compito di designare il presidente.
 
Un appuntamento molto atteso che completa un po' il quadro abbozzato agli inizi del 2020, con la conquista della poltrona di governatore dell'Emilia Romagna da parte di Stefano Bonaccini (Partito democratico) al suo secondo mandato, e l'affermazione di Jole Santelli in Calabria, da sempre nelle fila di Forza Italia. E che potrebbe incidere fortemente anche sulla futura regolamentazione "locale" del gioco, visto che fra le Regioni più attese alcune sono territori-chiave per il settore.
 
Vediamo quali, grazie allo speciale pubblicato sulla rivista cartacea di settembre di GiocoNews, consultabile integralmente a questo link, di cui pubblichiamo la prima parte.
 
Cominciamo dalla Liguria, in attesa di una nuova normativa in materia, dopo la proroga "a data da destinarsi" dell'entrata in vigore anche per le autorizzazioni in essere della legge del 2012 decisa dalla Giunta Toti nel 2018, in previsione di una omogeneizzazione nazionale delle regole, come noto mai arrivata.
A sfidare il governatore uscente, candidato per il centrodestra, saranno Carlo Carpi (Lista Carpi), Marika Cassimatis (Base Costituzionale), Giacomo Chippori (Grande Liguria), Gaetano Russo (Il Popolo della Famiglia-Democrazia Cristiana), Alice Salvatore (Il Buonsenso), Davide Visigalli (Riconquistare l’Italia), Aristide Fausto Massardo (Italia Viva) e Ferruccio Sansa, sostenuto da Pd e M5S, e da una lunga serie di liste, uno dei pochi a prendere espressamente posizione in materia di gioco nel suo programma elettorale.
I capisaldi sono sanità, ambiente, trasporti, cultura e innovazione, turismo. "Sono cinque, come le dita di una mano. Ma non hanno lo stesso peso. La sanità, da sola, copre l'80 per cento del bilancio della Regione Liguria, così come, punto più punto meno, delle altre regioni. È soprattutto su questo punto che dovrebbe concentrarsi il giudizio dei cittadini. E su questo punto, come su tutti gli altri, noi cambieremo completamente impostazione partendo dalle persone. Si è cristallizzato negli anni un rapporto malsano tra politica e potentati: dobbiamo spazzare via questa casta e governare non nell'interesse dell'1 per cento dei cittadini, per quanto influenti, ma per il 100 per cento dei cittadini", rimarca, per poi annunciare l'intenzione di conferire ad uno dei suoi assessori, in caso di elezione, una delega specifica per la lotta alle mafie, al gioco d'azzardo e all'illegalità.
"Le mafie purtroppo sono assai presenti nella nostra regione. Me ne sono occupato spesso nelle mie inchieste giornalistiche, evidenziando il rapporto tra criminalità organizzata e gioco d'azzardo, purtroppo non solo quello illegale. Il gioco in alcuni casi è un modo di investire che le mafie seguono per ripulire legalmente il denaro frutto di estorsioni o spaccio di droga".
 
Visto l'impegno preso in questo senso, chiediamo a Sansa cosa dovrebbe contenere, secondo lui, una nuova normativa regionale sul gioco tenendo conto sia della tutela della salute dei cittadini che della necessità di salvaguardare i tanti posti di lavoro del settore.
"Ripartirei dalla vecchia, purtroppo bloccata da questa Giunta, e la renderei ancora più penetrante. Più incisiva. Va impedita la presenza di sale gioco a meno di una certa distanza dalle scuole o da altri luoghi sensibili, vanno approntati sgravi fiscali per chi, ad esempio le tabaccherie, rinuncerà al gioco d'azzardo. Vanno promossi di fronte ai cittadini gli esercizi che eliminano le slot machine, ad esempio con pubblicità gratuite. Certo, in questi anni di liberalizzazione consentita dalla giunta Toti, le cose sono cambiate in peggio e non possiamo pretendere che le imprese oggi esistenti chiudano da un giorno all'altro, ma va studiata una scadenza. Toti aveva promesso di sospendere le restrizioni in attesa di varare un provvedimento organico. Ma come al solito era solo propaganda, la sua. Le sale gioco ormai sono diventate troppe, persino a giudizio degli stessi gestori.
Certo, è necessario aiutare i gestori di bar ed esercizi, premiando chi rinuncia ai giochi.
Ma bisogna tenere conto di una cosa essenziale: nel gioco, anche quello legale, le persone più deboli rischiano di perdere una fetta essenziale dei loro risparmi. Pensionati e disoccupati si impoveriscono così. È una tassa occulta sulla povertà. 
La ludopatia è una piaga terribile. Pensate che i liguri spendono in media oltre 1200 l'anno a testa solo nel gioco legale. Ma è una media: centinaia di famiglie sono in rovina, spesso sono le più povere e indifese di fronte a una forma di dipendenza che possiamo paragonare all'alcolismo e persino alla droga, visto che spesso si superano i confini della legalità. Parlavo all'inizio di sanità: la prima cosa da fare è salvare le persone dall'overdose di gioco d'azzardo con terapie adeguate. Ma poi sono necessarie altre due azioni: combattere lo 'spaccio', e dunque ridurre drasticamente la presenza di slot machine, e diffondere con opportune campagne il rifiuto del gioco d'azzardo. Il Governo deve fare sicuramente di più per aiutare le regioni in questo senso, forse addirittura dovrebbe prendere l'iniziativa commissariando le regioni che, come la Liguria di Toti, non fanno nulla per arginare questa piaga sociale".
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