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Nuovo Dpcm in arrivo, gioco osservato speciale

  • Scritto da Redazione

Entro domenica sera dovrebbe arrivare un nuovo Dpcm per la chiusura delle attività ritenute 'non essenziali', gioco a rischio insieme con piscine e circoli sportivi.


Potrebbe arrivare entro la serata di domenica, e non fra una settimana come anticipato in precedenza, la decisione del Governo in merito ad ulteriori misure restrittive per l'emergenza Covid-19.
Una stretta resa necessaria dall'ennesima impennata dei contagi, che hanno sfondato quota 19mila nella giornata di venerdì 23 ottobre, ma anche da quanto sta accadendo nei territori, con il varo di ordinanze regionali in ordine sparso e le proteste di Salerno e Napoli contro il coprifuoco varato dal governatore campano Vincenzo De Luca. Scene di guerriglia urbana particolarmente aspre si sono registrate soprattutto nella città partenopea, dove ci sono stati scontri davanti alla sede della Regione e i manifestanti sono riusciti a superare lo sbarramento delle forze dell’ordine, lanciando petardi.

Ore decisive quindi, in cui continuano a fronteggiarsi le diverse ali del Governo: da un lato gli intransigenti, guidati dal ministro alla Salute Roberto Speranza, che chiedono un lockdown nazionale, riprendendo quanto richiesto da De Luca, dall'altro il premier Giuseppe Conte, che non vuole arrivare alla serrata della scorsa primavera, ma è al lavoro su un nuovo Dpcm, con l'obiettivo di tenere aperte le scuole e garantire lo stesso per le attività produttive, il commercio, l'artigianato, ponendo invece limiti ai trasporti e alle occasioni pubbliche e, forse, agli spostamenti da quelle Regioni che hanno un indice Rt molto alto.

Le uniche a farne le spese dovrebbero essere quelle ritenute "non essenziali", e qui, insieme allo sport (palestre, piscine e circoli), ai centri commerciali (la domenica) e alla convegnistica, torna sotto i riflettori il gioco che dopo le limitazioni o la sospensione subite in alcune regioni, Lombardia in testa, si vede ancora a rischio.
 
Una scelta forse inevitabile, ma che avrebbe ripercussioni pesantissime su un settore già minato dai tre mesi di fermo fra marzo e giugno, e che chiede al Governo di ristorare le perdite subite - così come fatto per altri settori, ritenuti eticamente più "degni" di aiuto - in quanto attività legale e per di più operata proprio per conto quello Stato. Quello Stato a cui, per il momento, le rappresentanze degli operatori chiedono innanzitutto lo spostamento dei termini di pagamento del Preu, in primis in Lombardia, e interventi di sostegno.

Al momento, secondo le indiscrezioni circolanti nelle ultime ore, si prefigurano un coprifuoco fino alle 22 o alle 23, lasciando ai locali pubblici la scelta se rimanere aperti o meno, oppure due settimane di chiusura (quasi) totale per superare l'emergenza e ridurre al minimo la circolazione delle persone, dando una cornice normativa nazionale a quanto attuato da alcuni governatori regionali. Una necessità che ha trovato un alleato prezioso in Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia-Romagna ma anche della Conferenza delle Regioni, il quale ha chiesto "scelte uguali per tutti i territori".

In attesa della firma di Conte su un nuovo Dpcm, continuano ad arrivare nuovi provvedimenti locali.
 
In Piemonte il governatore Alberto Cirio ha firmato un'ordinanza che da lunedì 26 ottobre e fino al 13 novembre vieta in tutto la regione gli spostamenti dalle 23 alle 5 del mattino dopo.
Faranno eccezione comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità e urgenza, motivi di salute oppure il rientro a casa o presso la propria dimora, che dovranno essere certificate con una autodichiarazione.
“Sono misure dolorose ma condivise - sostiene Cirio - perché l’aumento del contagio degli ultimi giorni impone regole più rigide".
 
Simile è la strada percorsa dalla governatrice dell'Umbria, Donatella Tesei, che dopo lo stop al gioco "sospeso" dal Tar regionale, ha varato una nuova ordinanza per il contenimento del Covid. Tra i provvedimenti presi vi sono: la chiusura domenicale dei centri commerciali nonché di tutte le attività di vendita al dettaglio, alimentare e non alimentare, tranne farmacie, edicole, tabaccherie,  rivendite di  generi di monopolio (fatte salve dunque le attività artigianali); il divieto dell’esercizio domenicale di ogni attività commerciale esercitata su aree pubbliche; l’esenzione dalla chiusura domenicale, solo per il primo novembre, del commercio al dettaglio di fiori e piante; sospese tutte le gare e  competizioni  riconosciute di interesse regionale, provinciale o locale dal Comitato olimpico nazionale italiano (Coni), dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, in relazione agli sport di contatto individuati con provvedimento del ministro dello Sport del 13 ottobre 2020 e svolti dalle associazioni e società dilettantistiche (che potranno continuare a sostenere allenamenti in forma individuale); la limitazione a 30 presenti, distanziati e in forma statica, per le cerimonie a carattere istituzionale, non rinviabili, organizzate da pubbliche amministrazioni;  il divieto di svolgere attività realizzate da associazioni e circoli culturali e similari, all’aperto e al chiuso, fatta eccezione per la somministrazione di cibo e bevande sino alle ore 24 con consumazione al tavolo, sino alle 18 senza, e comunque in conformità del Dpcm del 18 ottobre.
 
In Campania, dopo il varo del coprifuoco e le rivolte a Napoli e Salerno, torna ad intervenire il governatore De Luca: "Ho avuto un colloquio con il ministro della Salute Roberto Speranza - scrive -, al quale ho anticipato l'urgenza di istituire un tavolo congiunto Regione-Governo per la definizione di un Piano socio-economico a sostegno di tutte le categorie produttive (dell'industria, del commercio, dell'artigianato, del turismo, della cultura). Sarà chiesto, nel tavolo, anche l'allargamento dei congedi parentali per i genitori di minori e misure di sostegno alle strutture sanitarie private in caso di emergenza posti letto. La Regione invierà a breve una lettera alle associazioni di categoria e alle stesse Camere di Commercio che potranno far pervenire le proprie proposte da sottoporre al Governo, già nella giornata di lunedì prossimo".
 
Dalla Liguria nel frattempo arrivano precisazioni in merito all'applicazione dei limiti orari al gioco. A dover cessare alle 18, secondo le Faq pubblicate sul sito della Regione, non è solo l'attività delle sale ma anche il funzionamento delle slot installate nei bar e nelle tabaccherie. Un ulteriore, piccolo, colpo al settore, e alle tasche di chi magari faceva affidamento sugli apparecchi per far quadrare le entrate.
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