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Baretta: 'Gioco, razionalizzare offerta e omogeneizzare norme'

  • Scritto da Anna Maria Rengo

Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta illustra obiettivi e capisaldi del riordino del giorno, atteso per il 2021.

"La mia opinione è di utilizzare il 2021 per fare il riordino dell'offerta del gioco, una struttura sulla base della quale riallineare le gare, a partire dal 2022". Lo afferma il sottosegretario all'Economia con delega al gioco, Pier Paolo Baretta, nel suo intervento al webinar durante il quale è stato presentato lo studio della Cgia di Mestre su "Il gioco legale in Piemonte".

"Obiettivo principale del riordino - spiega Baretta - è riuscire a far sì che il gioco sia considerato una condizione normale della vita. Per normalità si intende che si frequenti e vi si partecipi in maniera non eccessiva. Non sono interessato alla filantropia del settore del gioco: il vero punto è che esso sia invece interessato a una sua gestione come normalità, che sia visibile e percepita anche da parte dell'opinione pubblica. Questa è la chiave di volta anche in merito alla possibilità di realizzare operazioni che tutelino il settore e la sua occupazione. Un altro fronte è la lotta all'illegalità, tenendo presente che se tolgo il gioco dal circuito legale, apparirà su quello illegale".

 

Secondo Baretta, sono due i pilastri del riordino: "Intanzitutto, si deve riorganizzare l'offerta, compresa una sua possibile riduzione. Centomila punti gioco sono un eccesso oggettivo, avevamo provato a ridurli a cinquantamila, ma questo problema non lo risolvi con le distanze, ma con la razionalizzazione dell'offerta. Inoltre, serve una omogeneizzazione nazionale delle regole. All'accordo che era stato raggiunto in sede di Conferenza Stato, Regioni ed Enti locali sono state date applicazioni regionali e comunali molto differenziate tra di loro, e il paradosso è che ciò ha creato una competizione tra i territori. C'è poi il rischio del fenomeno di spostamento fuori città del gioco, creando una sorta di zone a luci rosse".

 

In vista del riordino, per il sottosegretario "bisognerà confermare il sistema concessorio. Non credo a soluzioni che potrebbero far tornare alla situazione che in Italia c'era prima del 2000 e trovo anche sbagliata quella slovena, nella quale lo Stato gestisce in proprio le sale e i casinò. A tale proposito, anche questi vanno riformati, magari prevedendo una compartecipazione dei privati".

Baretta lancia un invito ai concessionari "che si devono riorganizzare: certamente non possono parlare con una voce sola, ma sarebbe meglio una maggiore univocità", e "anche la filiera va semplificata". Questa "è la scaletta per risolvere le questioni. Agli investitori internazionali va dato un quadro certo: è meglio certo che gradito! E l'esperienza del Preu, in tal senso, non è stata positiva".

Baretta evidenzia in conclusione: "La discussione è in corso in previsione dei ristori e della legge di bilancio, intanto, con buona volontà, possiamo lavorare a una nuova stagione di equilibrio, altrimenti pagano le persone e vince la criminalità".

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