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Ristori, Draghi: 'Fatto molto, rischi inquinamento economia legale'

18 febbraio 2021 - 10:04

Il Senato ricorda a Draghi l'urgenza dei ristori, il premier si concentra sul contrasto all'infiltrazione della criminalità nell'economia legale, pericolo paventato anche dal settore del gioco lecito.

Scritto da Fm
Ristori, Draghi: 'Fatto molto, rischi inquinamento economia legale'


Tra i provvedimenti più attesi del nuovo Governo Draghi ce n'è uno che potremmo definire un "lascito" dell'Esecutivo precedente: il decreto Ristori 5, che prevede tra l’altro una serie di aiuti a fondo perduto per le categorie più colpite dalla crisi economica causata dall’emergenza Covid, gioco compreso.

Fermato dalla crisi politica scoppiata ai primi di gennaio, e supportato dallo scostamento di bilancio da 32 miliardi di euro approvato dal Parlamento, ora dovrebbe essere varato con qualche ritocco rispetto a quanto previsto dal Governo Conte bis. Con interventi a supporto delle categorie maggiormente colpite dalla crisi - tramite la corresponsione di incentivi e non di sussidi -, contributi a fondo perduto per chi non è ha un codice Ateco, un bonus di 1000 euro per partite Iva, lavoratori stagionali, autonomi e intermittenti (in possesso di una partita Iva da almeno 3 anni, con reddito annuo inferiore ai 50mila euro, con versamento regolare dei contributi e con una perdita di fatturato di almeno il 33 percento nel 2020 a causa della pandemia), secondo le ipotesi circolate nelle ultime ore.
Dovrebbero poi scattare la proroga della Cig con casuale Covid, del blocco dei licenziamenti, della Naspi e del Rem.


In attesa di conoscere i contenuti del nuovo decreto, il tema è stato affrontato anche nel corso delle comunicazioni del premier Mario Draghi al Senato di ieri, 17 febbraio, e del dibattito politico che ne è seguito. Nell'ambito del suo discorso "di visione" ai senatori, l'ex presidente della Bce non ha fatto nessuna espressa menzione dei "Ristori", fatto che ha scatenato le critiche di molti degli intervenuti nella tornata delle dichiarazioni di voto.
Nella replica quindi il nuovo capo dell'Esecutivo ha fatto qualche passaggio, in materia di crisi di liquidità (con gli annessi rischi di infiltrazione nelle attività legali della criminalità organizzata, paventati negli ultimi giorni anche per il gioco pubblico da vari esponenti del settore) e finanziamenti previsti dalla normativa emergenziale.

LA REPLICA DI DRAGHI - "C'è, poi, un rischio specifico che corriamo, come è stato detto oggi, proprio in vista della stagione di ricostruzione con i fondi del Next generation Eu: quello delle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nell'economia a seguito della crisi di liquidità che sta interessando diversi settori. Questo pericolo viene costantemente seguito dall'Organismo permanente di monitoraggio e analisi, istituito nell'aprile 2020 presso il dipartimento della pubblica sicurezza, a composizione interforze, con l'obiettivo di aggiornare costantemente la mappa delle filiere e delle attività delle mafie, al fine di orientare l'azione di contrasto", ricorda Draghi nella sua replica.
"Particolare attenzione viene anche dedicata all'erogazione dei finanziamenti previsti dalla normativa emergenziale a favore delle imprese e dei cittadini in difficoltà in conseguenza della crisi pandemica. I prefetti sono stati sensibilizzati a porre la massima attenzione ai maggiori rischi di inquinamento dell'economia legale connessi al contesto emergenziale di oggi. L'obiettivo è anticipare una risposta strutturata dello Stato in termini di prevenzione e contrasto. Dal monitoraggio effettuato sui seguiti della direttiva è emerso, tra l'altro, che diverse prefetture hanno attivato forme di collaborazione con le camere di commercio e i Comuni per rendere più incisive le verifiche sui cambi societari intervenuti nelle attività economiche maggiormente a rischio di infiltrazioni malavitose, specie gli esercizi commerciali e il settore turistico-alberghiero.
Nello stesso contesto è stato sottoscritto un protocollo d'intesa con il ministero dell'Economia e delle finanze e la Sace allo scopo di assicurare la completa funzionalità del sistema di garanzia alle banche che finanziano le imprese, impedendo l'erogazione di qualunque utilità di fonte pubblica a vantaggio degli operatori economici in odore di condizionamento malavitoso. Un analogo protocollo è stato sottoscritto dal ministero dell'Economia e delle finanze con l'Agenzia delle entrate".
 
IL TEMA DEI RISTORI E IL DIBATTITO IN SENATO - Sul tema nel corso delle dichiarazioni di voto si registrano gli interventi "critici" di molti esponenti di maggioranza e minoranza. Andrea Marcucci del Pd ad esempio a chiesto al Governo di adottare "in tempi rapidissimi un atto esecutivo per distribuire l'importante patrimonio che la precedente maggioranza ha messo a disposizione del Paese, cioè quei 32-33 miliardi di euro per i ristori che forse non saranno sufficienti, ma che immediatamente vanno messi a disposizione dei lavoratori che stanno perdendo il loro posto di lavoro e delle imprese turistiche, commerciali, industriali e artigianali che oggi sono in difficoltà e hanno bisogno di essere aiutate. Abbiamo il dovere di aiutarle e salvarle, tenendo questa colonna vertebrale del Paese a disposizione del rilancio e dello sviluppo che ci auguriamo arriverà presto".
Molte le esternazioni provenienti dai rappresentanti del Movimento 5 stelle. A cominciare da Gabriele Lanzi: "Siamo disponibili anche i sabati e le domeniche: dobbiamo fare l'interesse dei cittadini, stremati dalla pandemia, a causa della quale tutto si aggrava. In attesa delle riaperture necessarie, mettiamo in circolo i ristori e gli aiuti, al più presto. Attenzione però a non depotenziare misure a noi care: le risparmio l'elenco, perché lo conosce e altri miei colleghi ne parleranno. Da subito ci aspettiamo un Governo che rispetti il ruolo del Parlamento e di ogni singola Commissione; un Esecutivo che, all'interno del Parlamento, non ignori il ruolo del MoVimento 5 Stelle".
Laura Bottici invece si è rivolta direttamente ai senatori: "Colleghi, pensiamo che ora tutto si risolva? Che le nostre idee possano, in un istante, andare tutte dalla stessa parte? Me lo auguro, per il bene del Paese. In questo momento, non esistono né maggioranza né opposizione. È un Governo di unità nazionale, che ci vedrà impegnati per un anno, diciotto mesi al massimo. Mettiamo sul tavolo le misure da assumere subito: decreto ristori, prevedendo la graduale ripartenza di tutte le attività sociali ed economiche; aggiornamento del piano pandemico e definizione del recovery plan".
Categorico anche Danilo Toninelli: "Noi non accetteremo che si torni indietro su quanto fatto. Davanti a noi ci sono impegni importanti da perseguire, il più urgente ovviamente è la lotta contro la pandemia, ma subito dopo ci sono i ristori alle imprese, che devono essere immediati e corposi. Servono, però, anche altre riforme, da quella della Rai a quella dell'editoria, serve una legge sul conflitto di interessi e serve ridurre le disuguaglianze introducendo il salario minimo. Ci vogliamo provare e le chiediamo di lavorare per costruire una maggioranza anche su questi argomenti, consapevoli però che a sostenerla ci sono soggetti che vedono queste riforme come fumo negli occhi; ci sono persone - parla l'esperienza per me - capaci di mentire e tradire come nulla fosse e un istante dopo, con il candore di un bambino, andare davanti all'obiettivo di una telecamera a dichiarare la propria innocenza e la propria buona fede. Stia attento a queste persone".
Dall'opposizione, incarnata da Fratelli d'Italia, si leva la voce di Luca Ciriani: "Signor presidente, onorevoli colleghi, membri del Governo, presidente Draghi, il Gruppo Fratelli d'Italia non voterà la fiducia a questo Governo. E non la voterà, in maniera ancor più convinta, dopo aver ascoltato la sua relazione e la sua replica, che noi consideriamo molto vaghe, molto generiche, addirittura sfuggenti.
Noi le abbiamo segnalato una serie di argomenti, per noi importanti, nel corso delle consultazioni, ma non abbiamo ricevuto una sola risposta nel merito: niente sul tema dell'immigrazione; niente sul tema della sicurezza; niente sul tema della giustizia; nessun riferimento alla web tax; nulla su cosa sarà del reddito di cittadinanza, che costa 8 miliardi di euro; su cosa faremo per le assunzioni, visto che un decreto dignità paralizza e ingessa il mondo del lavoro; nulla sul tema drammatico dei ristori alle imprese. Ma si dice anche che adesso si tratta di essere seri, di essere responsabili e che noi non possiamo sottrarci, perché c'è da salvare l'Italia. Ma, scusate: voi volete salvare l'Italia con coloro che l'hanno affossata? Con coloro che l'hanno portata sul baratro? (Applausi). Con coloro che hanno speso 150 miliardi di euro e ancora non sono riusciti a ristorare intere filiere produttive?
Presidente Draghi, mi lasci fare una considerazione che sembra provocatoria, ma non lo è: mi aspettavo che in un'ora di intervento trovasse almeno trenta secondi per ricordare la disperazione degli imprenditori della montagna, che sono in ginocchio e non vedono una lira da un anno. Voi avete detto loro di aprire, con regole molto severe, e poi, a quattro ore dalla riapertura degli impianti di risalita, avete detto che state scherzando. Volevo sentire da lei e dal suo Governo parole chiare, perché qui non si tratta più di ristori: qui si tratta di indennizzare dei danni che voi avete provocato a queste categorie economiche che rimangono - ripeto - nella disperazione e pare anche nel disinteresse del Governo".
Due gli interventi in proposito del gruppo Gruppo Lega-Salvini Premier-Partito Sardo d'Azione.
Tiziana Nisini ha ricordato "le migliaia di lavoratori autonomi, le partite Iva, gli artigiani, le piccole e medie imprese, le attività a conduzione familiare, gli imprenditori del settore della ristorazione e del turismo e dei grandi eventi e gli operatori legati al settore dell'intrattenimento e del mondo sportivo. Questa crisi non ha fatto sconti a nessuno: non ne ha fatti agli imprenditori né ai dipendenti e non ha soltanto sottratto loro risorse e guadagni, ma ha letteralmente risucchiato, giorno dopo giorno, energia e passione. Com'è noto, il 31 marzo scadrà il blocco dei licenziamenti, una misura che dovrà essere necessariamente prorogata, così come sarà indispensabile prorogare gli ammortizzatori sociali per dare serenità a lavoratori e famiglie e dare una prospettiva nuova ai datori di lavoro. Non saranno sufficienti i ristori, non basterà dare un colpo di spugna alle scadenze fiscali.
Serviranno piani di intervento concreti, che sappiano coniugare sicurezza e libertà di poter tornare al proprio posto di lavoro, di poter tornare alla normalità. Una normalità che sarà di certo nuova e alla quale tutti noi dovremo adattarci, ma che non può più essere rimandata con provvedimenti improvvisi o improvvisati, come quello che ha travolto i gestori degli impianti sciistici pochi giorni fa".
Il collega di partito Massimiliano Romeo invece ha rammentato a Draghi il passaggio del suo discorso in cui "ha parlato della scelta tra le attività da proteggere e quelle che invece inevitabilmente andranno a morire e dovranno cambiare la loro forma; sostanzialmente a noi preme sottolineare il fatto che tra quelle da proteggere per noi ci sono le piccole e medie imprese, che sono la colonna dell'economia reale del nostro Paese.
La ricetta Monti - che anche di recente è intervenuto, dicendo che è inutile ristorare alcune attività, perché intanto forse è meglio far fallire quelle che hanno avuto problemi a causa delle restrizioni - è fallita dieci anni fa e fallirebbe anche oggi. Bisogna quindi assolutamente cambiare registro. Si tratta di teorie bislacche, che vanno accantonate. Pensiamo ad aiutare il nostro settore produttivo com'è necessario".
Antonio Saccone del gruppo Forza Italia Berlusconi presidente invece ha fatto riferimento al "fisco semplice" richiamato da Draghi. "Mi permetta di aggiungere che deve essere un fisco conveniente, a cui conviene dichiarare quanto si guadagna, piuttosto che evadere: questo è un elemento fondamentale. In conclusione, signor Presidente, sui ristori, chiediamo che siano non solo tempestivi, ma anche rispettosi della dignità delle persone".
Altri interventi sul tema vengono dai partiti autonimisti. A cominciare da Albert Laniece del Gruppo Per le Autonomie (Svp-Patt, Uv): "È chiaro che il tema contingente dei ristori per sostenere tutti i settori economici e, in particolare, quelli dei miei territori montani come risarcimento ai danni da pandemia è il più sentito dai miei concittadini. È indubbio - non sono il primo a sottolinearlo - che la scelta del Governo di riconfermare la chiusura degli impianti a fune per lo sport amatoriale, che per noi non è solo divertimento, ma soprattutto lavoro, ha creato nei territori grandissima rabbia e perplessità.
È parso profondamente ingiusto il metodo. Comprendo le preoccupazioni di tipo sanitarie, ma non è giustificabile comunicare alle ore 19 del giorno precedente l'apertura degli impianti che tutto rimarrà, invece, chiuso. Tutto ciò ha determinato incredulità, perdita di credibilità delle istituzioni e la sensazione di essere poco rispettati. Il presidente degli impianti a fune della Valle d'Aosta dice che avevano speso parecchio, avevano predisposto l'assunzione di quasi tutti i dipendenti, facendoli ruotare con orari ridotti e che erano state fatte spese sia per mettere in sicurezza gli impianti, sia per la parte di accesso, per il distanziamento, l'attrezzatura e la formazione del personale, per l'acquisto di materiale, oltre che per la segnaletica sulle piste da sci.
Lo stesso discorso si potrebbe fare per i ristoranti, per gli alberghi, per i bar e tutte le attività correlate. Ciò che chiediamo è un reale cambio di passo verso la montagna. Non vorrei che negli sforzi che si dovranno fare, trattando i grandi temi che lei ha evocato nel suo discorso e anche per amalgamare questa maggioranza così ampia ed eterogenea, le nostre necessità di piccole realtà alpine vengano messe in secondo piano o dimenticate. Sono necessità di tutti se parlo di idroelettrico e di contrasto al dissesto idrogeologico. Quindi, signor Presidente, le mie considerazioni verso di lei sono altissime, vista la sua grande autorevolezza internazionale. Rispetto altresì la scelta fatta dal presidente della Repubblica Mattarella di superare questo difficile momento, ma mi corre l'obbligo di portare in quest'Aula la rabbia e la delusione che c'è nel mio territorio, la Valle d'Aosta, in questo momento. Credo che parallelamente agli sforzi che si stanno facendo dal punto di vista sanitario, in primis per quanto riguarda il piano vaccinale, sia quantomeno necessario, il prima possibile, dare risposte e riscontri concreti ai territori e aiuti economici alle tante, troppe famiglie in difficoltà.
Quindi, in questo momento, nonostante sarebbero tantissimi gli spunti per commentare il suo altissimo intervento, proprio il tema dei ristori, assieme a quello sanitario, saranno per questo Governo l'occasione, e per noi il motivo, per dare o meno fiducia alla sua attività".
Il collega Dieter Steger invece rimarca che "la crisi politica ha rallentato la macchina dei ristori, accentuando disagi e difficoltà. Questo vale soprattutto nei territori che noi rappresentiamo, che sono i più duramente colpiti dalle restrizioni legate alla seconda ondata. Serve indennizzare subito le categorie che sono state colpite dalle decisioni di domenica scorsa: le imprese turistiche, gli impianti di risalita, i maestri e le scuole di sci, il commercio al dettaglio, i servizi, la gastronomia, tutte le persone e le attività che hanno speso soldi in vista delle riaperture e, naturalmente, i lavoratori cui è stata di nuovo preclusa la possibilità di tornare a lavorare.
Bisogna farlo applicando il criterio della perdita di fatturato e con una base temporale adeguata, perché solo così non si tagliano fuori gli stagionali. Bisogna farlo mettendo mano al rapporto con il fisco, con un pacchetto di misure per la rateizzazione dei pagamenti, la chiusura bonaria dei piccoli contenziosi con l'Agenzia delle entrate, fino al vero e proprio anno bianco del fisco per quelle attività che, dallo scoppio della pandemia, sono state impossibilitate a lavorare. Bisogna farlo rilanciando la centralità strategica del turismo".
 

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