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Istituzione commissione inchiesta su gioco, rilievi di M5S e gruppo Misto

  • Scritto da Anna Maria Rengo

In commissione Finanze del Senato prosegue la discussione della proposta di istituire una commissione di inchiesta sul gioco, critiche del M5S e del gruppo Misto.

Dopo un lungo dibattito sul parere da esprimere alla commissione Affari costituzionali in merito agli emendamenti, anche in materia di gioco, presentati al decreto Riaperture, con l'intervento del sottosegretario Claudio Durigon che ha ricordato che nel mese di giugno tutte le Regioni potrebbero entrare in fascia bianca, quella con meno restrizioni, la commissione Finanze del Senato si è concentrata, nella seduta di ieri, sulla proposta del senatore Marino (Iv-Psi) e altri recante "Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul settore del gioco pubblico in Italia e sul contrasto del gioco illegale", sulla quale la commissione Bilancio ha già espresso il suo parere non ostativo.

E non sono mancati rilievi, soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle. In particolare, il senatore Giovanni Endrizzi ha evidenziato "alcuni elementi critici della proposta in esame," della quale pure condivide le finalità in generale. In particolare, "il mancato coinvolgimento della Commissione sanità, competente per i fenomeni di dipendenze patologiche, le difficoltà di armonizzare le esigenze di gettito dell’Erario con i compiti propri degli enti locali, previsti dal Tuel e dalla Costituzione, a tutela della salute pubblica, il rischio di sovrapposizione con l’attività della Commissione antimafia e la limitata forza degli indirizzi espressi dalla Commissione in conseguenza della sua natura monocamerale". Endrizzi ha dunque suggerito di "considerare l’opportunità di destinare una particolare attenzione alle infiltrazioni della criminalità organizzata, capace ormai di diventare assegnataria di regolari concessioni, nel settore del gioco legale" e si è riservato, "in fase di illustrazione degli emendamenti di approfondire le tematiche
indicate", dichiarandosi "disponibile a un confronto, anche di natura informale, tra le parti politiche per arrivare ad un consenso più ampio".

Da parte sua, il relatore del Pd Gianni Pittella ha anticipato la "massima disponibilità al confronto sui contenuti" ma, per evitare fraintendimenti, ha precisato che "l’istituenda Commissione di inchiesta, che svolge attività di indagine con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell’autorità giudiziaria, non ha potere legislativo o di veto sull’attività del Senato, ma solo di indirizzo e deve dedicare la propria attività al gioco illegale, anche per evitare il rischio di criminalizzare il comparto legale, che opera sulla base di concessioni pubbliche". Pittella ha giudicato "certamente condivisibile la preoccupazione espressa sul rischio di sovrapposizione con l’attività della commissione Antimafia" e si è detto fin d’ora disponibile a "valutare le proposte di modifica del testo volte ad escluderlo".

Da parte sua, il senatore del gruppo Misto Elio Lannutti ha evidenziato alcune "criticità del testo, in relazione alla Composizione della Commissione, alla sua monocameralità e alla scelta di lasciare alla Presidente del Senato il potere di nominarne il Presidente, scegliendolo al di fuori dei componenti", mentre Stanislao Di Piazza (M5S) "invita a tenere conto del tema etico del gioco e delle sue conseguenze sui soggetti vulnerabili" ed esprime "preoccupazione per la destinazione delle risorse accumulate dai siti di scommesse online", augurandosi che "la Commissione possa offrire gli opportuni indirizzi al Senato per la possibile redazione di un testo unico delle leggi in materia di gioco pubblico".

Nel dichiarare chiusa la discussione generale, il presidente della commissione, Luciano D'Alfonso (Pd), ha ricordato "l’esigenza di istituire una Commissione di inchiesta sul settore del gioco pubblico in Italia e sul contrasto del gioco illegale e gli importanti compiti ad essa attribuiti, tra i quali quello di offrire indirizzi all’attività legislativa del Parlamento" e manifestato "la necessità di contemperare le esigenze di tutela della salute pubblica con quelle del bilancio dello Stato e auspica la massima convergenza sul testo da parte della Commissione".

I TEMPI - La discussione degli emendamenti presentati entro il termine di lunedì scorso potrà essere avviata nella seduta di giovedì, già convocata, con l’auspicio che le Commissioni consultate possano aver espresso in tale data i rispettivi pareri. Tuttavia per velocizzare l’iter del provvedimento, raccogliendo una sollecitazione del senatore Endrizzi, gli eventuali subemendamenti agli emendamenti che il relatore
ha predisposto potranno essere presentati entro le ore 12 del 16 giugno.

 

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