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Riordino del gioco cercasi: la Norvegia si muove, e l'Italia aspetta ancora

  • Scritto da Fm

Non solo l'Italia: diversi Paesi sono alle prese con il riordino del settore del gioco, come la Norvegia, che ha appena presentato il suo progetto in Commissione Ue.

Mentre “da noi” politica, operatori ed associazioni moltiplicano gli appelli per un riordino generale del gioco pubblico – con e senza vincita in denaro – nel continente europeo ci sono anche altri Paesi nei quali spira vento di riforma per il settore.

Come il Regno Unito, alle prese con la revisione  del Gambling act del 2005, con gli operatori regolamentati compatti nel chiedere al Governo che “il contributo del settore allo sport, alle comunità locali, al lavoro e alle entrate fiscali non sia messo a rischio nel Libro bianco sul gioco d'azzardo e con modifiche alla regolamentazione ben intenzionate ma ingenue”. 

Alcuni di loro poi, stando a quanto si legge sulle pagine del Guardian, avrebbero anche incontrato funzionari del Tesoro e delle entrate e delle dogane, avvertendo che “una revisione radicale del settore potrebbe portare i giocatori d'azzardo al mercato nero”.

Un tema d'attualità anche da noi, visto che – come ribadito più volte anche dal direttore generale dell'Agenzia accise dogane e monopoli, Marcello Minenna, la domanda di gioco è anelastica, e in quanto tale, in mancanza di un'offerta lecita i giocatori troveranno sempre un modo per giocare, rivolgendosi proprio all'illegalità, online e terrestre.
Altrettanto chiaro è che l'offerta di gioco debba essere regolamentata e qualificata – con una formazione ad hoc degli operatori – e magari anche ridotta, nonché monitorata attraverso strumenti tecnologici. Senza dimenticare la necessità di lavorare in parallelo sui binari dell'informazione e della prevenzione, e della collaborazione con i territori, spesso in prima linea nella cura dei giocatori patologici.
 
Tutte idee che abbiamo ormai ben presenti e che attendono di essere concretizzate nel riordino nazionale del settore del nostro Paese – inserite in un disegno di legge delega del Governo da settimane in procinto di essere esaminato dal Consiglio dei ministri per poi approdare in Parlamento – e che trovano posto nel progetto di legge appena depositato dalla Norvegia in Commissione europea, per il consueto stand still trimestrale. In scadenza il 16 agosto.
 
Il regolamento proposto, si legge nel progetto norvegese, “mira a prevenire i problemi del gioco d'azzardo e altre conseguenze negative dei giochi d'azzardo e a garantire che tali giochi si svolgano in modo responsabile. Ciò corrisponde agli obiettivi principali della politica norvegese sul gioco d'azzardo, che sono prevenire le attività di gioco problematiche e proteggere i giocatori vulnerabili, prevenire la criminalità e prevenire i profitti privati ​​del gioco d'azzardo”.
Il regolamento proposto inoltre “armonizzerà la legislazione applicabile al settore del gioco d'azzardo in Norvegia e fornirà un approccio più coerente e sistematico alla valutazione del rischio, e alle sanzioni applicabili al settore. Gli obiettivi principali della politica del gioco sono rafforzati dall'introduzione di nuovi requisiti per gli operatori del gioco, per quanto riguarda le misure per prevenire il gioco sleale, non sicuro o irresponsabile”.
Esattamente quello di cui ci sarebbe bisogno anche da noi.
 
La proposta presentata dallo Stato scandinavo, andando ad esaminarla nel dettaglio, contiene numerose misure che aumenteranno la responsabilità nel campo del gioco d'azzardo. “Alcune di queste misure sono già stabilite nelle attuali linee guida o regole dei giochi d'azzardo per i fornitori con diritti esclusivi, ma ora sono stabilite in regolamenti che si applicano a tutti i fornitori di giochi d'azzardo. Altre misure sono nuove con questa proposta. Queste includono: l'obbligo per tutti i fornitori di giochi d'azzardo di fornire informazioni sufficienti sulle regole del gioco d'azzardo, comprese le informazioni sulle estrazioni, la probabilità di vincita, i premi e le informazioni di contatto per il fornitore; l'obbligo per tutti i fornitori di giochi d'azzardo di informare i giocatori sui rischi associati ai giochi d'azzardo, sugli effetti dannosi di comportamenti di gioco malsani e su come ridurre il rischio di tali problemi”.
Nel testo figurano anche un divieto generale di autoplay (una funzione per cui i giochi vengono avviati e condotti automaticamente senza alcuna azione attiva da parte del giocatore), l'introduzione del gioco registrato per tutti i giochi di bingo elettronico, nonché l'obbligo di introdurre determinati limiti di perdita, pause e la possibilità di autoescludersi da tutti i giochi di bingo elettronico”.
 
Parimenti necessario appare introdurre “un divieto di commercializzare giochi d'azzardo offerti sui terminali di gioco” nonché “l'obbligo di includere informazioni chiare sui limiti di età e informazioni di contatto per la linea di assistenza quando si commercializzano giochi d'azzardo”.
 
Inoltre, la proposta contiene alcune restrizioni sull'attuale accesso all'offerta di giochi d'azzardo: “Il numero massimo di permessi per offrire un gioco d'azzardo con un fatturato annuo non superiore a 360 milioni di corone norvegesi (pari a 35 milioni di euro) è ridotto da 5 a 2, con decorrenza dalla scadenza degli attuali permessi e dall'annuncio di nuovi permessi.
Il fatturato massimo per permesso di offrire bingo alla radio o alla televisione locale è fissato a 5 milioni di corone norvegesi all'anno”.
 
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