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Lazio, Mettiamoci in gioco: 'Attuare legge del 2013, niente proroghe'

05 luglio 2022 - 13:32

Mettiamoci in gioco invita la Regione Lazio a 'non cedere alle pressioni delle lobby' per fermare l'entrata in vigore del distanziometro e a contrastare davvero il Gap.

Scritto da Redazione
Lazio, Mettiamoci in gioco: 'Attuare legge del 2013, niente proroghe'

Mentre si assottigliano i tempi per un intervento sulla legge regionale del Lazio che dal prossimo 28 agosto, se non modificata, farebbe scattare il distanziometro anche per le attività di gioco già autorizzate, e mentre si moltiplicano gli appelli del settore e dei sindacati per scongiurarlo, la campagna Mettiamoci in gioco prende posizione e dice “no” a possibili ritocchi alla normativa.

Lo fa con un comunicato nel quale “esprime forte preoccupazione per le pressioni che le associazioni dei concessionari di slot-machine e videolottery stanno esercitando nei confronti della Regione Lazio per annullare la rimozione degli apparecchi posti entro i 500 metri dai 'luoghi sensibili' (scuole, luoghi di culto, strutture per anziani…), adducendo il pretesto di voler salvare migliaia di posti di lavoro che altrimenti andrebbero persi”.

 

Secondo gli aderenti a Mettiamoci in gioco, “la realtà è ben diversa e riguarda la salvaguardia degli interessi che ruotano attorno al settore del gioco d’azzardo, che nel Lazio ha ottenuto entrate per 4,5 miliardi nel 2021, con un aumento del 20 percento rispetto al periodo pre-pandemico. Per i concessionari laziali si è trattato, al netto di costi e tassazioni, di un margine di circa 380 milioni di euro, con un profitto per addetto di 120.000 euro, risultati che non trovano uguali in Italia rispetto ad altri settori economici. Margini di guadagno che attirano l’attenzione della criminalità, come testimoniato da sempre più numerose indagini giudiziarie”.
 
La Campagna quindi chiede “la salvaguardia dei posti di lavoro, verificando anche l’effettiva presenza dei lavoratori, nonché le tipologie dei rapporti di lavoro posti in essere. Tale imprescindibile esigenza non può però essere invocata strumentalmente per mettere in discussione le misure prese contro le gravi conseguenze di carattere sociale, sanitario ed economico causate dal gioco d’azzardo anche nella nostra regione”.
 
Mettiamoci in gioco inoltre “denuncia i gravissimi 'ritardi applicativi' della legge n. 5 del 2013 riguardante le 'misure di contrasto al gioco d’azzardo patologico'. Regione e Comuni, per quanto di competenza, devono deliberare al più presto tutte le misure previste dalla legge per contrastare la dipendenza patologica. In particolare il piano socio-sanitario integrato, che prevede un approccio di sistema coordinato dalla Regione, finalizzato alla cura delle patologie da gioco. Non ci si può limitare a nominare a fine legislatura, e a nove anni dall’approvazione della legge, i componenti dell’Osservatorio regionale il cui compito è monitorare il gioco d’azzardo, individuare buone prassi e formulare strategie e linee di intervento”.
 
Per favorire questo la Campagna, conclude il comunicato, “intende proseguire, nei prossimi mesi, una forte attività di pressione e stimolo per una corretta applicazione della legge n. 5 del 2013 e per aprire un confronto serrato con le Istituzioni volto a risolvere i tanti problemi legati alle fragilità e all’impoverimento dovuti alla dipendenza patologica dal gioco d’azzardo”.
 

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