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Ginestra (Agisco): 'Settore lavori sulla riapertura, facciamoci trovare pronti!'

  • Scritto da Cesare Antonini

Francesco Ginestra presidente dell'Associazione Giochi Scommesse commenta con Gioconews.it la lettera d'allarme inviata al Governo e Adm. 

 

 

“Agisco si pone in maniera propositiva per produrre un documento o un provvedimento che riorganizzi la riapertura e la ripartenza delle sale da gioco quando sarà terminata la fase 1. Non sarà come prima ma non possiamo farci trovare impreparati e ci dobbiamo organizzare nel miglior modo possibile e per continuare a pensare al futuro”. Francesco Ginestra, presidente dell’Associazione Giochi Scommesse ha commentato con Gioconews.it, la lettera inviata al Governo e all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sula richiesta di confronto urgente per studiare la riapertura del settore. Tantissimi locali di gioco fermi e 50mila addetti aspettano la ripartenza dopo l’emergenza isolamento dovuta alla pandemia del coronavirus.

Il senso della missiva è quello collaborativo: “Ci poniamo in maniera propositiva perché quando finisce la crisi non sarà un ‘tana libera tutti’ ma ci saranno delle procedure. Per questo pensiamo ad un provvedimento che ci farà trovare pronti. Dobbiamo pensarci adesso”, analizza Ginestra.

Come sarà alla riapertura? “Dobbiamo capire cosa ci verrà chiesto - spiega il presidente Agisco - serviranno mascherine? Dovranno essere evitati assembramenti agli sportelli e nelle sale? Sono tutte situazioni che vanno codificate e va trovato un sistema che possa essere più indolore possibile e va fatto subito. Stiamo affrontando tutti un momento difficile ma non possiamo stare fermi a guardare”.

Sulle date è difficile fare ipotesi visto che lo è, in primis, per il Governo? “Siamo, intanto, arrivati a Pasqua e si parla del 16 maggio come inizio della fase 2, sempre che la curva scenda e i dati migliorino davvero. E le sale da gioco non saranno le prime a riaprire. Ma cambierà tutto - prosegue a riflettere Ginestra - i bar non saranno più affollati al bancone come prima, i ristoranti avranno capienze ridotte e così anche i nostri pubblici esercizi”.

Intanto i primi dati mostrano danni evidenti al gettito erariale: “Sappiamo quanto produce questo settore per lo Stato ma ripristinare non sarà facile”.

Dal punto di vista prettamente economico “le misure varate con il decreto del 17 marzo hanno permesse di tamponare solo in piccola parte i problemi finanziari, e Agisco auspica che le nuove misure allo studio dal Governo per il decreto fiscale di aprile conterranno strumenti specifici di sostegno per la nostra realtà, nella considerazione che la gran parte dei 3.200 negozi di gioco rischia di non poter riprendere l’attività quando terminerà il periodo di emergenza”, concludono da Agisco.

 

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