Senato, ok al Ddl detenzione domiciliare: il no a ludopatia scatena Pd e M5S

Scritto da Daniele Duso
Nel dibattito in Aula al Senato Pd e M5S chiedono di includere anche la dipendenza da gioco tra le condizioni trattate, ma il testo passa escludendo le modifiche.

L’Aula del Senato ha approvato oggi, mercoledì 10 giugno, il Ddl sulla detenzione domiciliare per detenuti tossicodipendenti e alcoldipendenti. Testo che ora passa alla Camera per il seguito dell’esame.

Nel corso della discussione non sono mancate le polemiche da parte dell’opposizione. Resta fuori, infatti, il tema della ludopatia, sollevato da più gruppi durante l’iter.

LA POSIZIONE DEL PD

Nel suo intervento, il senatore Walter Verini (Pd) ha criticato la scelta di non ampliare il perimetro del testo. Ha ricordato che “le dipendenze sono da sostanze psicotrope, da alcol, da ludopatia” e che il provvedimento, pur partendo da un principio condivisibile, “riguarderà alcune centinaia di persone, quando dovrebbe riguardarne almeno 8.000”. Verini ha sottolineato la mancanza di risorse adeguate e la necessità di un approccio più ampio per favorire il reinserimento sociale.

PER IL M5S E’ “UN’OCCASIONE PERDUTA”
Sul tema è intervenuta anche la senatrice Ada Lopreiato (M5S), che ha ricordato il tentativo del Movimento di inserire la dipendenza da gioco tra le condizioni previste dal ddl. Ha spiegato che un emendamento mirato era stato presentato in Commissione, dove aveva trovato una prima apertura, ma non è stato poi accolto.

“È stata un’occasione persa”, ha dichiarato Lopreiato, evidenziando come la ludopatia rappresenti una forma di dipendenza che richiede percorsi specifici e che coinvolge anche persone detenute. Pd e M5S avevano presentato due emendamenti e due subemendamenti per introdurre un riferimento esplicito al disturbo da gioco d’azzardo patologico nei percorsi alternativi alla detenzione. Le proposte sono state dichiarate improcedibili o respinte durante l’esame in Commissione Giustizia, senza arrivare al voto in Aula.

IL GOVERNO: “DIPENDENZE DIVERSE, PERCORSI DEDICATI”
La posizione del governo era stata espressa dal sottosegretario alla Giustizia Alfredo Mantovano il quale aveva spiegato che per l’esecutivo la dipendenza da gioco è una condizione “specifica” da affrontare con provvedimenti dedicati e non all’interno del ddl in esame.

Il testo approvato prosegue ora alla Camera, dove probabilmente il confronto politico potrebbe riaprirsi.

Crediti fotografici ©Foto tratta dal sito Mit.it