Tassa Ue gioco online, l’obiettivo è fare chiarezza entro metà ottobre

Scritto da Fm
Al Consiglio europeo del 15 ottobre il quadro dovrebbe essere più chiaro per capire se la tassa comunitaria sul gioco online diventerà davvero realtà.

Entro ottobre probabilmente si saprà se il settore del gioco dovrà fare i conti anche con la nuova tassa europea sull’online.

Nella sua ultima seduta, il Consiglio europeo infatti si è occupato anche del nuovo quadro finanziario pluriennale e ha invitato la Presidenza irlandese (attiva da luglio a portare avanti i lavori sul documento negoziale, al fine di raggiungere un accordo in tempi brevi.

Possibilmente entro la fine del 2026. Ciò infatti consentirebbe l’adozione di atti legislativi nel 2027, necessari per garantire che i finanziamenti dell’Ue raggiungano i beneficiari senza interruzioni a gennaio 2028.

La data da segnare sul calendario per il Consiglio europeo “della verità” quindi è il 15 ottobre 2026.

IL PRELIEVO SUL GIOCO ONLINE

Ma facciamo il punto. Per trovare entrate aggiuntive per sostenere il budget del vecchio continente per il 2028-2034, al vaglio ci sono un prelievo sui servizi digitali, uno basato sulle criptovalute e appunto quello sui servizi di gioco d’azzardo e scommesse online.

Per il comparto online si pensa a un prelievo del 3 percento sul fatturato netto, per un gettito atteso di circa 1,9 miliardi di euro l’anno. Ma sono possibili anche altre soluzioni.

Le entrate, stando alle intenzioni manifestate finora, serviranno a finanziare l’istruzione e le politiche giovanili.

L’OPPOSIZIONE DI MALTA

Molti dei Paesi membri dell’Unione sono favorevoli a tale tassa, mentre fra chi si oppone fermamente c’è Malta, che vede nel gioco uno dei suoi asset economici principali.

Considerando che per imporre nuove tasse in Europa serve l’accordo di tutti e 27 governi dell’Ue, il veto di Malta quindi potrebbe essere decisivo.

Tale snodo è poi al centro dell’interrogazione alla Commissione Ue presentata da Ecr – Conservatori e riformisti europei, che ora attende una risposta.

E QUELLA DELL’EGBA

Ovviamente l’ipotesi di una nuova tassa non è vista di buon occhio dagli operatori del gioco online.

L’Egba, associazione europea per il gioco d’azzardo e le scommesse, ritiene che l’introduzione di una tassa Ue sul gioco online, in aggiunta alle tasse nazionali sul gioco già esistenti, sarebbe sostanzialmente impraticabile.

In più, favorirebbe gli operatori illegali a scapito della tutela dei consumatori per i cittadini dell’Ue e ridurrebbe le entrate fiscali per gli Stati membri.

Maarten Haijer, segretario generale dell’Egba, rimarca che il settore del gioco “non è attualmente armonizzato a livello Ue e non esiste una base giuridica per definire, amministrare o riscuotere tale prelievo”.

A prescindere da questi ostacoli legali, sottolinea Haijer, l’aggiunta di un ulteriore prelievo alle imposte nazionali esistenti – in un settore in cui gli operatori autorizzati in alcuni Stati membri sono già tassati con aliquote superiori al 50 percento del fatturato lordo del gioco – “avrebbe un solo vincitore: gli operatori illegali”.




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