Fiamma tricolore Como: ‘Giusta ed equa proporzione dei salari anche per Casinò Campione’
Il tema dell'aumento dei salari per i lavoratori del Casinò di Campione continua a tenere banco.
Dopo il consigliere comunale indipendente Sergio Aureli, Campione 2.0 e il sindacato Fisascat Cisl dei Laghi, fuori dall'aula consiliare interviene anche la segreteria provinciale di Como della Fiamma tricolore, con una nota a firma di Carlo Russo.
Innanzitutto, esprimendo “profonda preoccupazione in merito alla gestione delle politiche del personale e delle dinamiche retributive che interessano l’Exclave di Campione d’Italia. Da un lato, assistiamo a una strenua difesa degli emolumenti dei dipendenti comunali, giustificata dalla necessità di equiparazione al costo della vita ticinese; dall’altro, osserviamo un silenzio assordante e una gestione al ribasso per i lavoratori della Casa da gioco, cuore pulsante dell’economia locale e società interamente partecipata dal Comune. È inaccettabile che sotto la medesima regia politica si permetta la creazione di una gerarchia sociale tra 'cittadini di serie A' e 'cittadini di serie B'. La giustizia sociale, cardine del nostro impegno politico, non ammette che 180 padri e madri di famiglia, insieme ai lavoratori dei servizi in appalto, debbano confrontarsi con salari che ignorano il reale contesto socio-economico del territorio”, puntualizza Russo.
La Fiamma tricolore, in virtù dello stesso contesto geografico, chiede “la tutela del potere d’acquisto per tutti i lavoratori, indipendentemente dal comparto”, siano essi dipendenti del Comune o del Casinò di Campione.
E poi, l'appello finale, che richiama la mozione di adeguamento salariale recentemente presentata dalla maggioranza durante l'ultimo consiglio comunale contestualmente a un'interrogazione sullo stesso tema a firma del consigliere indipendente Sergio Aureli: “Intervenire a ridosso di scadenze elettorali su un problema che persiste dalla riapertura del 2022 appare più come una manovra di posizionamento che come una reale volontà di riforma strutturale. In conclusione, la richiesta di una 'giusta ed equa proporzione' non è solo una rivendicazione sindacale, ma una necessità per garantire la tenuta sociale di Campione. Un'amministrazione lungimirante dovrebbe armonizzare le condizioni economiche del territorio”.