Chudono centinaia di store GameStop: il colosso del gaming si ridimensiona

Nessun annuncio ufficiale ma, con l’inizio dell'anno, il celebre retailer di videogiochi ha avviato la chiusura di centinaia di punti vendita in tutti gli Stati Uniti (e non solo).
Scritto da Redazione

Immagine generata con l'Intelligenza Artificiale

GameStop sta riducendo, senza troppo clamore ma in modo costante, la propria presenza fisica negli Stati Uniti, e molti clienti se ne stanno accorgendo solo quando trovano lo storico negozio sotto casa con la serranda abbassata. Con l’inizio del 2026, il celebre retailer di videogiochi ha avviato la chiusura di centinaia di punti vendita in tutto il Paese, senza una comunicazione ufficiale centralizzata.

Una mossa che arriva dopo un intero anno di tagli aggressivi ai costi e riduzioni della rete retail e che lascia clienti e investitori a interrogarsi su quanto sia profondo questo ridimensionamento e su quale sarà il futuro di una catena che, fino a pochi anni fa, era praticamente ovunque. Questo piano di riduzione dei negozi fisici si inserisce nel piano dell’azienda per cercare di contenere le spese operative e adattarsi a un mercato sempre più orientato al digitale.

NESSUNA SORPRESA – In realtà, il taglio non arriva esattamente come un fulmine a ciel sereno. Nel report finanziario del terzo trimestre, pubblicato lo scorso 9 dicembre, GameStop aveva già rivelato di aver chiuso 590 negozi negli Stati Uniti nell’anno fiscale precedente, parlando apertamente di una strategia di “ottimizzazione del portafoglio di punti vendita”.

Una successiva comunicazione alla Securities and Exchange Commission ha poi confermato che ulteriori chiusure significative erano previste nel corso dell’anno fiscale 2025, che si concluderà il 31 gennaio 2026. All’inizio del 2025, la catena contava ancora 2.325 negozi negli Stati Uniti, un numero destinato a scendere ulteriormente.

Alla base della decisione ci sono pressioni finanziarie e un mercato profondamente cambiato. Nel terzo trimestre del 2025, GameStop ha registrato un utile netto di 77 milioni di dollari su ricavi pari a 821 milioni, risultati inferiori alle aspettative degli analisti. Anche il titolo in Borsa continua a soffrire dopo l’exploit del 2021: nell’ultimo anno, le azioni hanno perso circa il 36 per cento evidenziando le difficoltà dell’azienda nel reinventarsi e rendere sostenibile il proprio modello di business.

MENO NEGOZI ANCHE FUORI GLI USA – Il ridimensionamento non riguarda solo il mercato americano. Anche a livello internazionale GameStop sta riducendo la propria presenza fisica. In Europa, Canada e Australia si sono già viste chiusure, vendite di asset e riorganizzazioni, con un chiaro focus sulla riduzione dei costi e sul rafforzamento delle vendite digitali.

Il quadro complessivo è chiaro: meno negozi, maggiore attenzione all’online e un futuro in cui GameStop potrebbe essere sempre meno una catena “di quartiere” e sempre più un marchio ripensato per un’industria del gaming in continua trasformazione.