Campione, il sindaco Canesi: ‘Integrare divario salariale fra lavoratori di Casinò e Comune’
Sono ormai settimane che a Campione d'Italia, fuori e dentro le aule della politica, si dibatte sui salari dei lavoratori dell'exclave italiana in terra svizzera, puntando soprattutto sulla disparità fra quelli percepiti dai dipendenti comunali e quelli appannaggio di chi invece è stipendiato dal Casinò, non in linea con il costo della vita in questo territorio.
Il sindaco Roberto Canesi, in un'intervista esclusiva a GiocoNews,it, ha risposto a tutte le critiche, parlando non solo della questione retribuzioni, ma anche di pagamenti agli ex dipendenti comunali, di assunzioni, di arbitrato e di elezioni.
“Innanzitutto, vorrei mettere fine a polemiche che hanno un po' un sapore elettoralistico. Lo posso dire da cittadino, visto che non parteciperò alla prossima campagna elettorale, e sono sconcertato dai tentativi di appropriarsi in modo pretestuoso di questo tema”, esordisce.
“Facciamo chiarezza: è vero, gli stipendi dei dipendenti comunali sono alti, ma ricordiamo che diversamente da quanto qualcuno ha scritto in maniera disinformata, sono prefissati dalla legge, da circa 40 anni; non sono soggetti a una trattativa, come quella con cui un dipendente privato può concertare la propria retribuzione. Gli stipendi sono alti, ma è un dato di fatto che come Comune non possiamo cambiarli”, rimarca il primo cittadino, facendo anche qualche esempio pratico: “Un operaio comunale di Campione prende un netto di circa 4500 franchi (pari a circa 4800 euro, Ndr), le medie dei dipendenti variano fra i 4500 e i 7500, quindi i 15mila di cui ho sentito parlare non li prende nessuno. Forse la segreteria comunale è l'unica che si avvicina, con 10-12mila franchi. Sono stipendi alti, ma compatibili con il bilancio comunale”, dice ancora il primo cittadino campionese.
Detto questo, quanto al divario esistente con le retribuzioni dei dipendenti del Casinò, il sindaco ricorda che nel corso del consiglio comunale del 7 gennaio “è stato approvato un emendamento della maggioranza, con cui si è dato indirizzo al consiglio di amministrazione del Casinò – del quale il Comune è socio – di aumentare le retribuzioni. Ed è stata poi inviata una lettera su questo al Cda, ritengo quindi che questo indirizzo verrà recepito.
Quando abbiamo deciso di riaprire la casa da gioco, abbiamo cercato di riassumere nei limiti di legge chi ci lavorava in precedenza, e vista la situazione dell'epoca abbiamo chiesto loro di 'tirare un po' la cinghia'.
Secondo una relazione del tecnico del ministero dell'Economia e delle finanze servivano 50 milioni per riaprire, e c'era un debito di 130 milioni: ci siamo rimboccati le maniche e siamo riusciti a ricostruire un sistema e – con il sacrificio dei lavoratori, che si sono adeguati a una retribuzione ridotta – abbiamo potuto riaprire, ripianare i debiti e raggiungere ottimi risultati. Quindi, ora è il momento di riconoscere loro i sacrifici fatti, di ricompensarli.
Dal 1° gennaio 2026 il bilancio è in equilibrio, il Comune non è più in dissesto: vorrei consegnare alla prossima amministrazione un ente che funziona, che ha pagato tutti i debiti, che potrà fare interventi sul territorio come società benefit e per i lavoratori”.
Ma i temi sul tavolo, non finiscono qui, a partire dalla diatriba sulle recenti assunzioni al Comune. "Tutta questa polemica è facile, semplice e gratuita. Abbiamo approvato il Bilancio preventivo 2026-2028 in cui – dato che questa amministrazione è in chiusura, con le elezioni previste a maggio – abbiamo volutamente inserito la capacità massima di spesa, compatibilmente con le nostre capacità di finanziarla in base alla legge, che il Comune potrà sostenere nel triennio per consentire a chi sarà eletto di fare quello che vuole, assumere più personale o accantonarla. Con le assunzioni fatte recentemente il Comune ha speso circa 375mila franchi in più: ha regolarizzato delle posizioni che prima erano legate ad accordi intercomunali, alcune con il part time altre con il full time. Abbiamo quindi regolarizzato 3 persone, e altre 2 se non erro sono state assunte ex novo, per un maggior costo di circa 375mila franchi”.
Parlando di ciò, appare d'obbligo una domanda sugli esiti della riunione tenutasi lo scorso 14 gennaio al ministero dell'Interno, con l'Organo straordinario di liquidazione, per fare il punto sui pagamenti a favore di ex dipendenti e pensionati del Comune di Campione d’Italia. Ed ecco ancora le parole di Canesi, che spiega un po' la genesi della situazione attuale: “Nel 2019, a seguito del dissesto, venne a Campione un alto funzionario del Mef, che poi ha stilato una relazione sulle retribuzioni, sull'andamento del Comune, rilevando che nelle retribuzioni figurava un'indennità che non era legittima, e che era stata indebitamente pagata negli anni precedenti. E che non è stata più corrisposta dal 2018 né lo è oggi. Ma nei debiti che l'Osl ha incaricato di far pagare ci sono parte delle retribuzioni pregresse che sulla carta tengono conto anche delle indennità che sono stare dichiarate indebite, e che quindi non possono essere pagate. Quindi, è chiaro che l'Osl non potrà corrispondere tutte le somme richieste. È prevista una riunione a breve per impostare i pagamenti: ce ne sono alcuni dovuti, e quindi da fare al più presto; ma le indennità non potranno essere erogate. Sarà il dipendente, se vuole, come in suo diritto a far valere le proprie ragioni nelle sedi opportune”.
Concludiamo la nostra intervista a Roberto Canesi con un focus sull'azione di arbitrato da 80 milioni di euro promossa dal Casinò per chiedere i danni ai componenti del consiglio d’amministrazione o revisori del Casinò fino al 2018 per cattiva gestione, dopo che la Camera arbitrale di Milano ha chiesto alla Casa da gioco di corrispondere altri 149.770,50 euro entro il 30 gennaio, visto che molti dei soggetti chiamati in causa non hanno ancora ottemperato al versamento dell'anticipo per gli onorari della Camera e del Tribunale arbitrale richiesti dalla Segreteria, quantificato in complessivi 339.480 euro. "Attivare l'arbitrato era un 'atto dovuto'. Alla luce del fatto che quasi nessuno ha aderito la legge dice che – a scelta del Consiglio di amministrazione – il Casinò può continuare, pagando gli oneri richiesti per i convenuti, con costi rilevanti, oppure può modificare questa richiesta e andare oltre, passando al tribunale ordinario, con tempi più lunghi ma con costi inferiori. A scegliere sarà il Cda, noi saremo alla finestra e vigileremo come Comune. Penso che a breve dovranno decidere come attivarsi per cercare di recuperare i danni subiti nelle forme consentite dalla legge”.