Riordino gioco, il dibattito politico da Forza Italia alla Lega
Il convegno promosso a Roma dal Milton Friedman Institute è stata l’occasione per ascoltare le posizioni di diversi parlamentari sul riordino del gioco.
Roma – “Un decreto legislativo deve uscire dopo un’attenta riflessione, un attento confronto, soprattutto con gli operatori del gioco. Ma non mi pare che questo sia stato fatto, almeno non in modo completo. E allora anche un convegno come quello di oggi può servire a dare ulteriori indicazioni al Governo.”
Ne è convinto Andrea De Bertoldi, deputato della Lega e membro della commissione Finanze intervenuto al convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato” organizzato dal Milton Friedman Institut oggi, 4 marzo, a Roma, aperto dalle parole del vicepresidente della Camera Giorgio Mulé.
De Bertoldi sottolinea i termini fondamentali del dibattito: “Garantiamo il libero mercato o vogliamo andare verso un oligopolio? Vogliamo tutelare l’erario o vogliamo facilitare i profitti privati?”.
E, quanto alla ludopatia, “vogliamo confinare i giocatori in una stanza, magari come ha detto qualcuno nell’amministrazione, mettendosi le mascherine e giocando nelle sale giochi in modo virtuale nelle segrete stanze dove nessuno ti controlla o preferiamo che eventualmente chi vuole giocare vada in un locale dove comunque c’è un controllo?”.
Il deputato leghista chiede con forza risposte su questi temi. “Non sono arrivate fino ad oggi ma io sono certo che nelle prossime ore ci arriverà finalmente una risposta che interessa non solamente gli imprenditori come voi ma interessa la politica, interessa i cittadini, interessa l’erario”.
Fabrizio Sala, deputato di Forza Italia e membro della commissione Finanze, invece invita a riflettere sul “rischio di populismo mediatico sulla ludopatia”, e sulla necessità di tutelare il gettito del gioco per lo Stato. Per il forzista, bisogna “dare certezza delle norme nel tempo” e allineare le normative di Stato ed Enti locali. Ma va tenuto presente che il gioco pubblico è “un settore economico che produce ricchezza e deve produrre ricchezza per tutta la sua filiera”. Ed è essenziale un ritengo un tavolo tecnico con operatori del comparto ed Enti locali per formulare il riordino, in quanto “far scrivere a un politico puro questa riforma vuol dire andare un muro”.
Ettore Rosato, deputato di Azione e membro della commissione Difesa e Copasir, precisa che lo Stato non “alimenta” il gioco ma lo regola. “Lo Stato deve assumersi tale responsabilità, fino in fondo. Su una concessione nazionale non può esserci una regolamentazione comunale”, quindi va cercato un “confronto con i sindaci”. Altro tema fondamentale è “rafforzare le filiere produttive nazionali, che hanno una capacità e un potenziale importante” ma non sono tutelate dalla regolamentazione attuale. Per questo deve esserci “un’assunzione di responsabilità, non vanno rimandate le decisioni che vanno assunte”.
Antonio Salvatore Trevisi, senatore di Forza Italia e membro della commissione Bilancio, invita a “non criminalizzare il gioco”, distinguendo fra quello legato agli eventi sportivi che dietro ha una “filiera da valorizzare” come l’ippica, e quello che può generare “comportamenti compulsivi”. Per il forzista sarebbe interessante “dare la possibilità agli utenti di escludersi dal gioco troppo virtuale” e di consentire quello “sportivo”.
Sempre per Forza Italia il senatore Dario Damiani, membro della commissione Bilancio, sottolinea l’impegno del Governo per il settore, ma “manca l’ultimo miglio per passare a regole certe” che tutelino aziende, occupati ed entrate, “in modo duraturo” per consentire alle aziende di fare investimenti. E senza affrontare il tema in modo ideologico, ma da un punto di vista “industriale”, per dare “prospettive certe e di mercato” al settore.
Anche il forzista Mauro D’Attis, membro della commissione Bilancio, invece si rivolge direttamente alla filiera del gioco, ribadendo il proprio sostegno e la disponibilità a raccogliere le sue istanze e a presentarle al Governo.
Il dibattito politico poi registra l’intervento di Riccardo Pedrizzi, già senatore e presidente della commissione Finanze e Tesoro di Palazzo Madama, che afferma l’urgenza di una “legislazione uniforme che rassicuri gli investitori, specie quelli stranieri, quindi Governo e politica devono dare linee normative che possano valere per tutti e per un lasso di tempo che giustifichi l’investimento”.
Visto che “da sei mesi a questa parte viene ripetuto ‘nei prossimi giorni sarà pronta la riforma’, ma più ci avviciniamo alla scadenza della legislatura c’è il rischio che pochi si assumeranno l’onere di varare una riforma tanto delicata. Il Governo ha eliminato ogni interlocuzione con la filiera, con i ricercatori, con gli esperti del settore”. Serve quindi un appello alle correnti liberali dei vari partiti e Pedrizzi chiede ufficialmente al Governo di “riaprire la discussione sul riordino” e confrontarsi con la filiera del gioco e i dati che fornirà.