ZeroCalcare, Secco e il ruolo del poker online nella sua Serie Tv
Ne sono uscite a migliaia di recensioni, di commenti, di complimenti e critiche alla prima Serie tv di Zerocalcare, “Strappare lungo i bordi”. Dopo averla vista da diverse settimane ormai, facciamo una riflessione sul ruolo del poker, più precisamente nella versione online, in un paio di puntate del meraviglioso prodotto a fumetti. Ma soprattutto si incarna nella figura del suo migliore amico, Secco, che, secondo alcune recensioni, è “la rappresentazione della follia nella vita di Zerocalcare, un’entità che vive, appunto, di poker online”. La semplicità con cui riesce a risolvere le complessità mentali di Zerocalcare denota anche la sua presenza necessaria nella serie Tv, nella figura dell’amico in grado di supportarlo in ogni sua decisione lungo tutto il percorso. E nella comica ma cervellotica (e anche profonda ovviamente) riflessione di “Zero” in tutto quello che gli capita nella vita, dalla scelta di una banale pizza fino alla morte della sua migliore amica (o, chissà, forse qualcosa in più), la frase di Secco “annamo a pija er gelato”, ha sicuramente colpito tutti. Ma nel culmine delle analisi del protagonista, il suo amico ne tira fuori un’altra bofonchiando “devi fa poker online”. Come per dire: devi imparare dalla razionalità delle odds, dei numeri.
Com’è visto il gioco d’azzardo nella serie di Zerocalcare? Non è demonizzato e lui lo definisce “algido” come risposta ai problemi della vita. L’immagine dell’amico Secco non è certo il massimo. Il reg online in questo caso è stereotipato come il classico “nerdone” che sta sempre appiccicato allo schermo del pc e, se è in strada, si trasferisce su quello dello smartphone. Le sue risposte, però, sono più razionali ma decisamente più sbrigative e meno profonde dell’amico. Forze Zerocalcare nel costruire il personaggio ha volutamente forzato la mano su un profilo stimabile, visto che lui stesso riconosce che “si sostiene col poker online”, ci vive, insomma, ma non è certo il suo modello o quello che consiglia e a cui tendere. Forse è complementare al protagonista. Nel senso che, sì, ok la profondità e l’estrema riflessione catartica di qualsiasi cosa ci circondi, ma ogni tanto forse sarebbe meglio giocare a poker, fare scelte più razionali, basandosi sulla statistica e non sull’emotività che può distorcere la realtà delle cose. O forse è meglio “annà a pija er gelato” che immaginarsi tremila scenari.
Sarebbe curioso capire come mai la scelta del poker online per disegnare Secco. Proveremo a chiederlo all’autore, prima o poi.