Il momento di cambiare

Mentre l'industria del gaming continua a cambiare, in Italia e non solo, anche GiocoNews.it registra un cambiamento, nella proprietà, dopo sedici anni di attività.
Scritto da admin

(Foto: https://www.needpix.com/photo/1030474/)

Quando nasceva questo giornale, ormai sedici anni fa, ci eravamo dati un chiaro obiettivo, con il nostro Editore: contribuire alla normalizzazione dell’industria italiana del Gaming, favorendone lo sdoganamento, agli occhi dell’opinione pubblica, della politica e delle istituzioni. Assecondando il percorso di progressiva professionalizzazione che il comparto aveva appena avviato; accompagnandolo in questi anni, fino ad oggi. Guidandolo pure, quando possibile, e senza alcun tipo di presunzione: solo con la voglia, la passione e la determinazione che un percorso ambizioso come questo richiede. Attorno a questo obiettivo si è delineata e sviluppata, nel tempo, la nostra linea editoriale, mirata a creare un contesto di autorevolezza, credibilità e sostenibilità per l’intero settore.
Oggi, molti anni dopo, sappiamo che il percorso non si può ancora dichiarare concluso e che si potrà considerare tale, semmai, soltanto al momento dell’ emanazione di quell’attesa riforma chiara Riordino. O, meglio, anche quello sarà soltanto l’inizio di una nuova fase, ma comunque un traguardo: significativo anche se ancora parziale. Sì, perché forse, la vera normalità, questa industria non potrà mai raggiungerla: non in questo paese, e non nel breve periodo, almeno. Sta di fatto però che in questi anni sono stati compiuti passi in avanti notevoli, ottenendo anche risultati importanti, in questo senso. Pur se continuano ad esserci molti detrattori che puntano ancora il dito contro l’industria (come del resto ce ne saranno sempre), non si può fare a meno di osservare come il dibattito sulla regolamentazione del gioco si sia sostanzialmente elevato, oltre ad essere diventato ormai “ordinario” nell'agenda politica e parlamentare. Un argomento “normale”, appunto. E in questo senso, dunque, si può già individuare un cambiamento.

Ma anche se il percorso, dicevamo, non possiamo considerarlo completato, è giunto il momento di considerare concluso il nostro cammino, come Gn Media. Almeno in parte. O, almeno, su queste pagine. Tra i cambiamenti degni di nota (almeno per noi!) dell'ultimo periodo, infatti, c'è anche quello della proprietà di questo portale, che è stato ceduto dal nostro gruppo editoriale ad altra società.

Mentre Gn Media continuerà a operare all'interno dell'industria del Gaming focalizzando la propria esperienza e le proprie energie nello sviluppo dell'evento IGE – Italian Gaming Expo & Conference, che è divenuto ormai centrale nel panorama internazionale degli eventi, oltre a rappresentare un palcoscenico fondamentale per gli stakeholder, industriali e istituzionali di questa industria. Se è vero, come è vero, che il dibattito attorno al gioco pubblico si può considerare oggi più completo e maturo, un parte del merito è senz'altro da attribuire all'evento IGE: che ha saputo costruire una piattaforma di scambio, di riflessione e di studio sulle tematiche che riguardano da vicino questa complessa industria, da tutti i punti di vista. Con un approccio scientifico, accademico e trasversale, che rappresenta una base seria e concreta su cui far confluire tutti i punti di vista e le varie esperienze, necessaria per costruire un futuro pienamente sostenibile.

Questo, dunque, è anche l'ultimo Editoriale che scrivo come Direttore responsabile di questa testata, che ho avuto il piacere di guidare in questi lunghi sedici anni, in tutte le sue evoluzioni. Affrontando molteplici sfide, alcune difficoltà, ma ricevendo indietro varie soddifazioni. Con la sicurezza di aver fatto il meglio che era nelle mie disponibilità e l'auspicio di essere stato all'altezza di un'industria ormai così importante e sempre più centrale all'interno del sistema-paese. Il fantasma esce di scena, dunque: rifacendomi (ma senza alcuna pretesa, per carità!) a un ben più importante addio, come quello dello scrittore Philip Roth. Certo di lasciare, insieme a tutto il team con cui ho collaborato in questi anni, un vero Patrimonio, scomodando ancora lo stesso scrittore, e un altro suo libro. Anche se in questo caso, il valore è ben diverso da quello citato nell'opera, che non spetta a me svelarvi. Limitandomi, ora, soltanto a un saluto finale, ma non definitivo: rimanendo ancora a disposizione di questa industria, con grande voglia e convinzione. Insieme a chi vorrà continuare a investire sul suo futuro.