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Contratto unico nei casinò, tra variabili e peso della gestione

08 luglio 2024 - 10:09

Il contratto unico è un obiettivo che alcuni casinò italiani hanno centrato: ecco le variabili da tenere in considerazione e gli scenari tra le diverse gestioni.

Scritto da Mauro Natta
© Christophe Hautier / Unsplash

© Christophe Hautier / Unsplash

In tema di casinò di Saint Vincent mi ritrovo ad affrontare un argomento di cui ho ascoltato la concreta possibilità che sia previsto: il contratto unico per il lavoratori dipendenti che, al momento a quanto mi risulta essere oggetto di discussione.

Ne scrivo in quanto sono a conoscenza che in una casa da gioco italiana una soluzione di cui intendo illustrare il concetto è stata adottata, e non è la prima volta.

Ma andiamo con ordine se possibile, con lo scopo di essere il più comprensibile interamente e senza eventuali errori e/o eventuali complicazioni.

Non vorrei tornare sulla devoluzione di una parte dei proventi aleatori alla gestione da parte dei dipendenti tecnici di gioco, per intenderci coloro di cui all’art.3 del Dm n. 314 del 1997. Ne ho già scritto molto e spero sia un argomento chiuso nel senso che la percentuale, sia chiaro, è perfettamente contrattuale.

 

Da bilancio al 31/12

 

2023

2022

Ricavi (1)

 

 

Da attività di gioco

62.485.097

56.160.037

Da accessori (mance)

3.700246

3.101.178

 

Da bilancio al 31/12

 

2023

2022

Giochi francesi:

17.687.637

16.329.893

Roulette francese

8.690.404

7.935.576

Chemin de fer

2.839.001

2.798.645

poker

3,132.699

2.677.097

mance

3.025.533

2.918.5754

Giochi americani:

14.157.307

13.349.527

Roulette americana

1.417.741

1.379.474

Black jack

3.256.308

3.295.809

craps

1.023.296

1.019.685

Punto banco

7.779.253

6,968.454

mance

680.709

696.105

Altri giochi;

35.217.788

31.125.201

Slot machine

34.346.395

30.085.299

Online

871.393

1.039.902

 

1) al netto del 10 percento versato alla Regione Valle d’Aosta. Ora desidero introdurre una considerazione in tema di contratto di lavoro per impiegati tecnici.

La possibilità al riguardo del contratto unico, a mio modo di vedere, si risolve con tre ipotesi abbastanza credibili: una suddivisione a reparti o una suddivisione sulla scorta dei giochi conosciuti a livello professionale o, ancora, un mix tra le altre due dove interviene per una parte il contratto di lavoro e per l’altra la suddivisione del punto concordata tra gli impiegati aventi causa. Da un lato una maggiore opportunità di adeguare l’offerta alla domanda e dall’altro la partecipazione alle mance del personale tecnico che potrebbe diventare un ostacolo; la qualcosa sarebbe di non poco momento e da ponderare opportunamente.

Nel caso di una gestione in concessione al privato la problematica potrebbe avere un peso differente ma, forse, da mettere sulla bilancia.

Ora occorre riflettere, come è logico, sulla consistenza numerica del personale di gioco, su quanti potrebbero, indifferentemente e a livello professionale, svolgere più giochi e quali, anche delle due differenti tipologie.

È agevole comprendere che, stante la consistenza delle mance, in caso di contratto unico si presenta un problema di non semplice soluzione che dovrebbe essere affrontato unitamente alla scelta da adottare per la gestione al termine del periodo concordatario.

Questo in caso di reparti lascia emergere una forse maggiore difficoltà a risolvere il caso. Rimane, a parere dello scrivente, che le mance, come richiamate dal punto di vista fiscale, non dovrebbero essere considerate parte integrante della retribuzione ordinaria.

Si potrebbe prendere in esame la possibilità della non tassabilità delle mance ai fini Irpef e, contemporaneamente, identico trattamento per i contributi pensionistici con la possibilità per gli impiegati di accendere dei contratti di pensione integrativa.

Chiudo con una considerazione che di politico ha poco ma non vorrei che qualcuno lo pensasse, forse perché ho lavorato al casinò ai tempi d’oro, non credo che saranno raggiunte percentuali dalla gestione alla Regione del 72 percento ma un qualcosa di meglio del 10 percento attuale.

Ritorno al bilancio, precisamente all’utile dopo le imposte 2022 8.374.831, 2023 15.219.127; vedo qualche differenza dei costi che mi lascia pensare che i servizi e tra questi, quelli alla clientela, sono un buon investimento. Da 11.628.802 nel 2022 a 16.834.244 per l’anno successivo.

Nel dettaglio come da allegato al bilancio: casinò 8.356.539 nel 2022 contro 11.153.623 nel 2023, albergo 2.238.960 nel 2022 contro 4.166.926.

 

 

 

 

 

 

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