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Controlli giochi e incassi nei casinò, una questione di metodo

12 dicembre 2022 - 15:59

Fondamentale nei casinò controllare la regolarità del gioco e gli incassi: ecco una possibile metodologia da seguire.

Scritto da Mauro Natta
Photo by Aysegul Yahsi on Unsplash

Photo by Aysegul Yahsi on Unsplash

Un giorno lontanissimo ricordo, come fosse ora, che il massimo dirigente della casa da gioco mi chiese se potevo condensare in un unico foglio tutto ciò che in una sala da gioco poteva accadere per ottenere la verifica e  il controllo dei risultati e di quanto agli stessi razionalmente collegabile.
Allora ero impiegato come cassiere di sala, avevo lavorato all’ufficio cambio assegni, in contabilità e bilancio, al tavolo da gioco e alla cassa centrale.
A prima impressione mi pareva realizzabile ma in un tempo ragionevole che mi fu accordato tranquillamente; riflettevo sul fatto che per la prima volta mi si chiedeva una cosa simile, forse perché gli altri lo sapevano già.
Ma ben poco rileva questa mia ultima considerazione, l’importante è che, motivato dall’incarico, ho raggiunto la ferma convinzione da allora sempre sostenuta del come si controlla la correttezza del gioco e dei risultati. 

Sicuramente non sto a ripetere ciò che ho scritto allora, ma cerco di far comprendere il principio al quale mi sono uniformato. L’esempio che qui segue è fatto con un solo tavolo di contropartita e lo ritengo più che  sufficientemente eloquente non prima di aver specificato che le mance devono essere conteggiate indispensabilmente tavolo per tavolo.

Ecco l’esemplificazione semplice ma che rende l’idea.
Al casinò entrano tre giocatori e c’è un solo tavolo di roulette in funzione: il primo si reca al tavolo e cambia 500 di contanti, il secondo cambia 1000 di contanti alla cassa di sala, il terzo cambia un assegno all’ufficio di 2000.
Il primo gioca e si reca alla cassa di sala e incassa 1000 perché ha vinto 500, il secondo perde tutto e il terzo, avendo perso quasi tutto incassa 200 alla cassa di sala lasciando all’ufficio il suo assegno. 
Il tavolo fa registrare i seguenti movimenti: + 500 contanti dal primo giocatore e – 1000 in gettoni (primo giocatore che vince) + 1000 in gettoni persi dal secondo giocatore , 1800 in gettoni persi dal terzo giocatore. 
Contanti  (cassetta) +  500     gettoni  -   500

gettoni                      +1800

gettoni                      +1000    gettoni  -1000
chiude con 1300 gettoni in più.
La cassa di sala fa registrare  seguenti movimenti: + 1000 in contanti al secondo giocatore, - 200 incassati dal terzo giocatore, - 1000 contanti pagati al  primo giocatore. Riceve l’integrazione attiva del tavolo 1300.
L’ufficio cambio si ritrova con un assegno di 2000 e con gettoni mancanti alla propria dotazione di pari importo da prelevare alla cassa di sala.

Se il tavolo ha una dotazione iniziale di 10.000 quale è il risultato?
Meno 1000 vinti dal primo e meno 500 per il cambio di contanti, più 1000 persi dal secondo giocatore, più 1800 per dal terzo e più 500 in contanti (che saranno rinvenuti nella apposita cassetta in cassa centrale); il tutto giustifica un risultato attivo  di 1800.
A questo punto si rende necessario fare i conti tenuto conto del risultato attivo 1800 (1300 eccedenza gettoni + 500 contanti) da versare alla contabilità. Questa operazione viene attribuita alla cassa centrale che versa alla cassa di sala 700. 
Infatti, così facendo, la cassa di sala, incassando dalla cassa centrale 700, ritorna in possesso della differenza tra integrazione tavolo 1300 e gettoni dati per integrazione all’ufficio cambio assegni 2000.
Ed ora non rimane che precisare: per quanto alle mance, la loro liquidazione non crea problemi in quanto lo si liquida ai dipendenti e alla contabilità tramite cassa centrale. L’operazione comporta un cambio nella dotazione della cassa di sala genera un più nei gettoni e un meno nei contanti.
Se le operazioni di integrazione del/i tavolo/i sono fatte dalla cassa amministrativa nulla cambia. Nell’esempio la cassa amministrativa avrebbe versato a quella di sala 1300 in gettoni per poi risolversi come esemplificato.

Sperando di essere stato abbastanza comprensibile vediamo infine. di quali elementi possiamo disporre:
a) il bordereau del tavolo con la composizione in gettoni dell’esistenza finale che potrebbe essere utilizzata, se del caso, confrontandola con quella delle mance;
b) il bordereau che rileva il risultato del tavolo mettendo in rilievo i contanti contenuti nella cassetta:
c) la nota a cura del capo tavolo inerente la tipologia della partita (qualità, minimi i relativi cambiamenti vincite o perdite rilevanti);
d) ore di effettivo lavoro con l’indicazione dell’intervallo
e) l’importo delle mance e la relativa composizione.
Nota: dalla numerazione del tavolo si identifica solitamente dove è stato impegnato se al privè o nella sala comune.
Qui giunti abbiamo a disposizione tutti gli elementi che  permettono, oltre al controllo successivo sulla regolarità del gioco e degli incassi, di ricavare, tramite un apposito programma, ogni possibile informazione sul trend del mercato locale. Quali l’incidenza del singolo gioco sul totale, sia comprensivo delle slot o meno, il costo del personale impegnato in relazione ai risultati, e altro ancora.

Riprendo il tema del controllo specifico in discorso e si può pacificamente constatare la reale e concreta possibilità che, così operando, i dati che permettono i confronti alla base della tipologia di controllo sono tutti accessibili: risultato, contanti, mance e il cambiamento dell’incidenza del gioco in esame sul totale.
Se fosse il caso di approfondire possiamo fare ricorso alle note affidate a capi tavolo con tutte le indicazioni che potrebbero giustificare rapporti non del tutto credibili se non doverosamente supportati. 
Desidero terminare scusandomi per il fatto di aver invaso il campo dell'organizzazione del lavoro che può essere impostata, in ogni caso, come si preferisce. Rileva principalmente che gli elementi indicati siano raccolti regolarmente e immessi in un programma che si aggiorni in automatico. Non riesco ad esprimermi meglio in quanto, avendo imparato ad usarlo molto tardi, il computer lo uso quasi solamente per scrivere.

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