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Qualità vs quantità, le tante variabili nei casinò tricolori

16 giugno 2023 - 09:42

Le politiche produttive dei casinò sembrano privilegiare la quantità delle frequentazioni, a scapito dei giochi tradizionali.

Foto di Eyestetix Studio su Unsplash

Foto di Eyestetix Studio su Unsplash

Non ho ancora compreso se è la nostalgia del passato o il fatto che, avendo iniziato a lavorare al casinò nel lontano 1959, sono troppo vecchio, ma non riesco a seguire il ragionamento che suggerisce a chi dispone di una struttura alberghiera a 5 stelle di pensare solo o quasi alla quantità e non anche alla qualità delle frequentazioni.

L’abbandono progressivo, così mi pare, della roulette francese tradizionale, non tanto quella che ai miei tempi si svolgeva con un tavolo doppio, ma quella che incide più della fair sul costo del personale, ha un tavolo semplice e, certamente, un maggior fabbisogno di impiegati.

Una volta si diceva che un buon impiegato capo partita allo chemin de fer non può che provenire dalla roulette francese tradizionale in quanto il maneggio dei gettoni e della paletta (che si apprende dal rastrello) sono doti indispensabili.

Reputo che passare placche e gettoni con la paletta anziché usando le mani sia molto più elegante anche in considerazione della tipologia di clientela; non si pretende di tornare indietro tanto che per passare un sestina ad una signora non si doveva usare il lancio, questo ai miei tempi, ma pregare il collega di passare i gettoni dopo averli presi dal rastrello di colui che pagava.

Nel 2022 la roulette francese tradizionale è tornata a Sanremo che purtroppo non vede più lo chemin de fer, a Venezia, penso a Ca’ Vendramin dove, invece, troviamo lo chemin come a Saint Vincent. E mi chiedo ancora lì per quanto tempo.

1994

Roulette francese

Chemin de fer

Trente et quar.

Fair roulette

Venezia

44.184.052

18.020.291

4.148.354

 

Saint Vincent

57.967.756

16.348.010

16.069.058

 

Sanremo

29.557.011

8.207.540

2.842.788

3.952.373

Campione

57.988.563

13.460.534

5615.188

 

totale

189.697.382

56.036.375

28.675.388

3.952.373

1994

Black jack

Punto banco

Roul. americana

Slot machine

Venezia

6.116.440

 

 

40.940.382

Saint Vincent

11.152.687

3.219.990

42.792.729

63.740.556

Sanremo

3.111,795

 

 

57.056.961

Campione

5.990.095

 

 

59.016.079

totale

26.371.017

3.219.990

42.792.729

220.753.978

1994

Venezia

Saint Vincent

Sanremo

Campione

Roulette francese

44.184.052

57.967.756

29.567.011

57.988.563

Chemin de fer

18.020.291

16.348.010

8.207.540

13.460.534

Trente et quarante

4.148.354

16.069.058

2.842.788

5.615.188

Black jack

6.116.440

11.152.687

3.111.795

5.990.095

Slot machine

40.940.362

63.740.556

57.056.961

59.016.079

Roul. americana

 

42.792.729

 

 

Fair roulette

 

 

3.952.373

 

craps

 

3.646.438

 

 

Punto banco

 

3.219.990

 

 

poker

 

2.921.520

 

 

totale

113.409.490

218.008.647

104.728.613

142.171.431

presenze

561.733

1.121.654

363.544

357.571

Ho riportato vecchie tabelle che avevo tra quanto eliminato; non pretendo il ritorno al passato che non è immaginabile anche perché, a quel tempo, Venezia aveva una sola sede più quella solamente estiva al Lido.

Una convinzione me la sono, in ogni caso, formata anche se spero possa divenire modificabile da quanto mi sarà possibile vedere nel tempo.

C’è poi, quella che lancio, una considerazione di carattere prettamente sindacale legata ai miei tempi correlata all’idea di dividere i reparti in tre tipologie di giochi.

La mancia è una parte della vincita. La sentenza n. 1776 del 18 maggio 1976 della Sezione Lavoro della Suprema Corte di Cassazione, a proposito della mancia al croupier, recita: “Il sistema mancia è retto da un uso normativo - si ricava dall’indirizzo  consolidato della giurisprudenza dal 1954 – tanto consolidato quanto idoneo ad assumere un ruolo di fonte secondaria del regime giuridico proprio del particolare rapporto che obbliga il giocatore vincente ad elargire una parte della vincita al croupier e questi a ripartirla con gli altri addetti ed il gestore…”(Cassazione, 9 marzo 1954, n. 672)

Il primo beneficiario della mancia è, indiscutibilmente, il croupier. Il gestore non ha titolo originario a parte della vincita (cioè la mancia); d’altro canto sarebbe paradossale che partecipi alla vincita chi, perdendo, la deve finanziare: il gestore. Il fatto che quest’ultimo soggetto partecipi ad una parte delle mance, fondato su un patto o un accordo di devoluzione con il quale i lavoratori...

Le annotazioni che immediatamente precedono mi forniscono l’indicazione di proseguire rimanendo nell’argomento mance che ho già trattato altre volte ben più a fondo che nella presente occasione.
Mi pare ragionevole  e comprensibile quanto riportato e altrettanto è affermare che la parte delle mance che rimane alla gestione precedentemente descritte sono un mezzo per implementare le entrate tributarie dell’ente pubblico titolare della autorizzazione alla casa da gioco. Un argomento questo, così interpretato, che mi pare corretto.

Se l’offerta di gioco prevede una varietà di giochi da tavolo, sempre avendo presente il criterio di uniformarla alla domanda, potrebbe assumere un valore in relazione alla politica produttiva che, come dicono in molti ai quali mi associo, si coniuga con la multifunzionalità. Non tanto per il beneficio di potere adeguare la produzione in tempo utile quanto per mettere in evidenza una professionalità da considerarsi, da parte della clientela, un servizio di qualità senza alcun dubbio apprezzabile ed  apprezzato.
È mia intenzione porre in rilievo la possibilità che, tramite  una opportuna politica produttiva collegabile alla mancia in quanto patto di devoluzione (1954), è possibile intervenire in tema di fattore occupazionale, diretto e dell’indotto.

Il quantum come descritto dalla Cassazione il 9 marzo del 1954 di cui l’ente pubblico beneficia (se non erro a quei tempi le case da gioco di cui alla sentenza n.1776/86 della sezione lavoro erano gestite direttamente dalle proprietà), non discende da una norma di legge ma da un indirizzo della giurisprudenza tanto consolidato quanto idoneo ad assumere un ruolo di fonte secondaria del regime giuridico proprio del particolare rapporto. Quindi modificabile, mi pare, come una condizione contrattuale.
Vorrei ricordare cosa avvenne dopo l’introduzione della roulette americana a Sanremo non ricordo bene il periodo, e a Venezia in tempi mi pare più recenti, per l’abbinamento di certi giochi alla roulette francese. Relativamente allo chemin possiamo trovare, sempre a Venezia, una soluzione inversa a quello che  intendo nell’esposizione precedente. 

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