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Ricominciamo, ma senza giochi

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Con il via libera ottenuto (anche) dalla base grillina, ricominciano i giochi di Palazzo per le nomine dei ministri: con i giochi in attesa e sempre sotto i riflettori.

 

“Ricominciamo”: lo aveva detto l'ex vice premier, Matteo Salvini, rivolgendosi agli ex alleati del Movimento 5 Stelle, dopo la crisi di governo da lui stesso aperta e successivamente pronta per essere rimangiata, rimettendo le proprie speranze (e il proprio futuro) alla base grillina, tentando una nuova alleanza. A ricominciare, invece, è stato sì il Movimento, ma senza la Lega, trovando una nuova maggioranza, stavolta con il Pd, appena 27 giorni la caduta dell'Esecutivo gialloverde.

E ora, ricomincia la giostra, con i vari giochi di potere (e di Palazzo) per la spartizione delle tante poltrone, dei diversi ministeri e delle molteplici competenze. Con la grande attesa del comparto del gioco pubblico per le varie nomine di interesse: a partire da quella del nuovo ministro dell'Economia, seguita dai successivi incarichi per il suo vice e per i sottosegretari, con uno di questi che riceverà probabilmente la delega ai giochi. Anche se si tratterà probabilmente di una questione di mesi. Grande attesa, dunque, come del resto c'è, in parallelo, anche per gli altri ministeri di spicco, come quello della Salute, che interessa il gioco per via dei vari tavoli aperti sul tema delle dipendenze, a quello degli Interni, per le vicende che interessano i casinò, fino alle Politiche agricole, per le tematiche relative all'ippica: altro comparto in attesa (urgente) di riforme.
Di nuovo un'attesa, dunque, per gli addetti ai lavori: anche se stavolta il clima sembra essere migliore rispetto al passato. Anche se il sollievo delle scorse ore scaturito dalla presa visione dell'ultima bozza di documento programmatico presentato dalla maggioranza al premier Giuseppe Conte (e sottoposto anche al vaglio dei militanti grillini attraverso la piattaforma Rousseau) dove era scomparsa la fatidica frase “contrasto al gioco d'azzardo” inserita all'ultimo istante dal Capo politico del Movimento, Luigi Di Maio, è stato ridimensionato nelle ultime ore, alla vista del programma definitivo, datato 4 settembre 2019. Invece, come nei precedenti venti punti rivendicati durante le trattative con il Pd, e poi successivamente accantonati, nella versione finale è tornato un riferimento al gioco. Anche se stavolta il riferimento è tornato sotto una veste più ragionevole, scrivendo (al punto numero 22): "Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico".
Uno dei tanti cambi di marcia a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni, da ambo le parti, ma soprattutto da quella “gialla” della maggioranza, dove il motto “mai con il Pd”, è divenuto ben presto un “si può fare”, e ora diventa una vera e propria coalizione. Addirittura, oltre l'Esecutivo, arrivando probabilmente anche alle elezioni regionali (altro tema interessante, soprattutto pensando alla riforma del gioco e alla Questione territoriale tutt'ora da risolvere e sul tavolo del nuovo governo). E chissà che il prossimo cambio di vedute non possa arrivare proprio nei confronti dell'industria del gioco pubblico: provando a considerarla, un giorno o l'altro, alla pari delle altre attività che portano denari nelle casse del paese, di cui abbiamo tremendamente bisogno, oggi più che mai.
 

Sarà rafforzata l’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico

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