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Dalla ripartenza alla ricostruzione: è ora di guardare al futuro

  • Scritto da Alessio Crisantemi

Ora che il gioco è ripartito e destinato a non dover più chiudere – anche grazie al green pass, per quanto scomodo – industria, politica e istituzioni studiano il futuro.

 

Dopo la riapertura dei locali pubblici che ha riportato un timido sole nel panorama del gioco pubblico – divenuto piuttosto scuro durante i mesi di lockdown – per gli addetti ai lavori è il momento di guardare al futuro. Provando ad estendere gli orizzonti e immaginare quello che potrà essere l'industria di domani. Un compito convidiso (ma anche un percorso da convididere) con la politica e le istituzioni, che hanno il dovere e la responsabilità di rimettere in sesto un comparto industriale di primaria importanza per l'economia nazionale, ma in estrema difficoltà: con tante imprese ridotte allo stremo da questa situazione di crisi, che per il gioco è solo in parte legata all'emergenza. Con i tanti problemi che la filiera si porta dietro da fin troppo tempo e che oggi rischiano di far capitolare gran parte della filiera, se non troveranno soluzione. Per questo, subito dopo la ripartenza, è già il momento di pensare al futuro. Che per il gioco, è il caso di dirlo, è davvero una scommessa. Il settore è stato probabilmente il più bistrattato dalla politica e ampiamente dimenticato dal Legislatore durante la pandemia. O, forse, dovremmo dire “accantonato”: essendo stato a lungo ignorato, rimandandone di volta in volta la riapertura. Salvo poi accorgersi, come ci racconta la cronaca, che fermare l'offerta di gioco legale significa agevolare quella illegale. Bella scoperta, verrebbe da dire, per chi conosce il settore. Peccato però che a non (pre)occuparsene sono ancora in troppi, tra politica e istituzioni. Da qui il risultato che tutti conosciamo, che ha visto il settore tra i primi a chiudere e tra gli ultimi a riaprire. Solo che adesso il clima è cambiato. La pandemia è quasi alle spalle (con tutti gli scongiuri del caso) e oltre a dover guardare avanti, bisogna farlo pure con una buona dose di concretezza. Partendo appunto dalla realtà dei fatti, che vede un settore martoriato dagli eventi poiché già fortemente compromesso dalle politiche attuate negli ultimi anni (e dagli ultimi governi) già prima della pandemia, ma comunque in grado di generare un introito immenso per lo Stato, sia in termini di gettito, ma anche dal punto di vista dell'occupazione: due temi particolarmente caldi in questa estate post-pandemica. Se c'è una certezza che possiamo ricavare dall'esperienza del Covid è proprio il fatto che non ci sono più certezze. E anche quei settori che venivano ritenuti infallibili, come il gioco - almeno dal punto di vista fiscale - finiscono col capitolare (o quasi) di fronte alla serrata totale delle attività retail. Non che l'industria si sia fermata, anzi: grazie soprattutto all'offerta online, che ha inevitabilmente prosperato in questi ultimi mesi. Anche se a dilagare, nello stesso periodo, è stata l'offerta illegale, a conferma del fatto che, senza il gioco di Stato, a tornare subito a galla è il mercato illecito. Tanto per ricordare, a chi ne avesse bisogno, l'importanza di questa industria quale baludardo della legalità sul territorio. Ecco quindi che in un momento storico caratterizzato dalla pandemia che - ironia della sorte - è finito col coincidere con la scandenza delle concessioni, diventa ancora più importante fermarsi a riflettere e provare a scorgere il futuro che si potrà delineare per questo settore. Di fronte all'annuncio (per ora, soltanto quello) di un atteso riordino che promette la ridefinizione di tutti gli schemi disftributivi, e in vista di una serie di gare che potrebbero portare a nuovi equilbri, anche molto diversi rispetto a quelli attuali.

 

Insomma, di carne al fuoco ce n'è molta in questo momento, al punto che il silenzio di questi ultimi mesi si è fatto davvero assordante. Da qui la necessità di guardare avanti e di provare a sospingere la ricostruzione del gioco pubblico immaginando un nuovo futuro per l'intero comparto. Ed è proprio con queste motivazioni che è nato il nuovo evento, frutto della collaborazione tra gli specialisti di Sbc e il team di Gioco News, che si svolgerà propio questa settimana, nei due giorni il 28 e 29 luglio, in grado di dare voce all'intera industria, per rifondarne le basi e tracciare una nuova strada. Si tratta di un appuntamento esclusivamente digitale (per questa volta), interamente dedicato all'industria italiana, che rappresenta il primo esperimento di conference+esposizione nel nostro paese, destinato a svilupparsi ulteriormente a partire dal prossimo anno in altre declinazioni. Diventando “live” e puntando ad affermarsi come l'evento di riferimento del settore. Proiettando l'industria del gaming verso il futuro, portando una novità e un tocco di innovazione, anche nel modo di fare eventi: allo scopo anche di proporre il settore - nella sua interezza - sotto una luce diversa e in modo più professionale, esaltandone tutte le virtù e favorendo il processo di riforma che si appresta a vivere, di cui si parla approfonditamente in questi due giorni. E se la risposta, in termini di partecipazione degli stackeholder è stata più che ampia e qualificata, vuole dire che l'esigenza era davvero diffusa. Motivo in più per lavorare a un evento di qualità che, siamo certi, potrà contribuire a gettare le basi di una nuova industria. Possibilmente stabile, e sostenibile.

 

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