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Ippica, Mipaaf: 'Ecco le linee guida per la ripresa, a porte chiuse'

  • Scritto da Redazione

Il Mipaaf invia agli ippodromi le linee guida per la ripresa delle attività valutate dal Comitato tecnico scientifico, non più di 10 corse a giornata e massimo 12 cavalli.

Buone notizie, ma a metà, per l'ippica.
Sono state infatti approvate ed inviate agli ippodromi le linee guida per la ripresa delle corse, a porte chiuse, ma con l'obbligo per i gestori di elaborare propri Protocolli operativi, in raccordo con le autorità sanitarie locali. Con un inevitabile allungamento dei tempi.

Ed in assenza, al momento in cui scriviamo, di un decreto per la ripartenza delle corse.

Il documento, si legge nella lettera alle società di corse mandata dal ministero delle Politiche agricole, è stato "valutato dal Comitato tecnico scientifico operativo presso la Protezione civile, e ha recepito le osservazioni avanzate dallo stesso, procedendo, inoltre, all’adeguamento di alcuni contenuti e di specifici riferimenti ai sensi dei più recenti atti normativi (DL 33 del 16 maggio e Dpcm 17 maggio 2020). Le Linee guida dovranno essere recepite nei singoli protocolli operativi che codeste società dovranno adottare, con riferimento alle specificità delle proprie strutture, in raccordo con l’autorità sanitaria locale, prima della ripresa delle attività organizzative delle corse".

 
"Il carattere delle Linee guida - si legge nel documento inviato alle società di corse - è di natura obbligatorio: esse sono state valutate dal Comitato tecnico scientifico operativo presso la Protezione Civile, integrate sulla base di alcune osservazioni dello stesso Comitato e aggiornato con le indicazioni contenute nell’allegato 10 del Dpcm 17 maggio 2020".
 
Le società di corse e i Comitati organizzatori "sono tenute ad adottare, per ciascun ippodromo o impianto, in raccordo con l’autorità sanitaria locale, per gli ambiti di rispettiva competenza e in osservanza della normativa in materia di previdenza e sicurezza sociale, appositi protocolli attuativi contenenti il dettaglio dei sistemi organizzativi adottati per tutelare la salute del personale della struttura, degli operatori ippici e di tutti coloro che, a qualunque titolo, frequentano i siti in cui si svolgono le attività.
Il Ministero si riserva di esercitare la propria facoltà di interrompere le attività di organizzazione delle corse, anche con la sospensione o annullamento delle assegnazioni dei relativi monte premi qualora ravvisi il mancato rispetto delle disposizioni contenute nelle Linee guida".
 
 
Le linee guida - recita ancora il documento, "sono ispirate ai seguenti principi generali: a) obbligo di coniugare il rispetto della salute pubblica e individuale con le esigenze di una ripresa delle attività lavorative legate all’allevamento del cavallo da corsa, alla sua cura, alla doma e all’allenamento, e alla organizzazione delle corse ippiche; b) l’allevamento e la cura dei cavalli da corsa costituisce una attività economica tipicamente agricola; allo stesso modo gli operatori ippici che sovrintendono all’esercizio delle relative attività sono assimilati ad operatori del settore agricolo; c) le sedute di allenamento dei cavalli da corsa e l’attività di organizzazione delle corse ippiche costituiscono la fase di valorizzazione del prodotto primario della filiera ippica; esse restano consentite negli impianti deputati purché gestiti a porte chiuse su tutto il territorio nazionale; d) le corse ippiche e le manifestazioni sella sono svolte esclusivamente in impianti e strutture gestite da società riconosciute dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali; e) le società, nel rispetto di quanto specificato nel combinato disposto di cui alle lettere e), f) e g) del comma 1, articolo 1 del Dpcm 17 maggio 2020, con riferimento alle presenti Linee guida dovranno elaborare propri Protocolli operativi, in raccordo con le autorità sanitarie locali allo scopo di identificare le più efficaci azioni di prevenzione e di contenimento del contagio; f) gli operatori ippici abilitati a frequentare la struttura dell’ippodromo in occasione della giornata di corse sono quelli specificati nel paragrafo 4.6; g) le misure obbligatorie di contenimento del pericolo di contagio sono : a) controllo della temperatura corporea al momento dell’ingresso presso la struttura; b) adozione del distanziamento sociale; c) strumenti di protezione sanitarie (infermeria-triage; mascherine; tute/vestiario; supporti per l’igiene personale); d) procedure di isolamento in caso di contagio; h) il trasporto degli animali da e per il luogo deputato allo svolgimento delle corse ippiche è consentito con le modalità richiamate nel paragrafo 4.8. Si premette che le presenti disposizioni sono state redatte sulla base delle indicazioni e delle prescrizioni dei richiamati atti normativi; esse restano valide anche in caso di eventuali variazioni del periodo di applicazione o delle zone soggette alle predette limitazioni".
 
 
Le linee guida poi definiscono anche l’organizzazione delle giornate di corse, punto contestato nella bozza del protocollo sottoposto agli ippodromi qualche giorno fa. "Fino alla data del 6 settembre 2020, l’organizzazione delle giornate di corse, anche in deroga ai Regolamenti tecnici delle specifiche discipline di corsa, avverrà nel rispetto dei seguenti principi generali: a) numero delle corse per giornata: max 10; b) tempo trascorso tra una corsa e la successiva: max 45 minuti per le corse al galoppo; max 30 minuti per le corse al trotto; c) numero massimo di cavalli per corsa: 12.  La disposizione relativa al numero massimo di cavalli si applica anche alle Corse Tris. I requisiti numerici previsti dal Regolamento alle Corse Tris, ai fini della formulazione e riuscita della competizione, si intendono riferiti in ogni caso al limite inderogabile di 12 cavalli".
 
 
Inoltre, "le società - in base alle caratteristiche della propria struttura - hanno l’obbligo di individuare i percorsi di transito e permanenza per le singole figure professionali, mediante modalità, percorsi e orari predefiniti, che limitino al massimo la possibilità di incontro con operatori presenti all’interno: a tal fine elaborano una guida da consegnare ad ogni operatore al momento dell’ingresso alla struttura".
 
 
Quanto all'uso dei sistemi di protezione individuale, "durante le fasi di svolgimento della corsa dei cavalli, sia al trotto che al galoppo, i fantini, i driver, i gentlemen/amazzoni sono tenuti ad indossare, in aggiunta a tutti i dispositivi di sicurezza (occhiali, casco, maschera para sabbia; guanti) previsti dai vigenti Regolamenti, le mascherine di tipo chirurgico o del tipo in tessuto non tessuto o similari. La peculiarità propria delle corse dei cavalli è il loro svolgimento in velocità: consentono il rispetto delle distanze interpersonali minime imposta dalle vigenti disposizioni in materia di contenimento del contagio, sia nelle fasi di partenza che di corsa".
 
 
È dovere della società di corse "provvedere ad assicurare la pulizia e la sanificazione giornaliera dei luoghi e dei locali utilizzati durante la giornata di corse. Le modalità e i prodotti da utilizzare sono specificati nella Circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 emanata dal Ministero della salute. I locali chiusi dovranno essere ventilati o areati il più possibile. L’accesso ad ambienti chiusi (sellerie, docce dei cavalli) dovrà essere individuale.  Le attività di pulizia del cavallo dovranno avvenire con l’utilizzo della mascherina e dei guanti".
 
 
Nella giornata di corse "possono avere accesso all’impianto ippico: dipendenti della società di corse operanti negli ippodromi incluso il personale incaricato per lo svolgimento della specifica giornata di corse (per esempio: veterinario di servizio, medico di servizio, cameramen, maniscalco, addetti alla security, ecc.); b) operatori ippici legati e collegabili ai cavalli partenti della giornata: allenatore o suo delegato; guidatori/fantini/amazzoni impegnati nella giornate di corse; personale di scuderia (non più di un artiere per ogni cavallo); gli autisti dei van per il trasporto dei cavalli; c) un solo proprietario dell’equide; qualora il cavallo abbia più di un proprietario o affidatario o affittuario potrà essere concesso di accedere a uno solo di questi nell’arco della stessa giornata; d) veterinari e funzionari di gara (componenti di giuria) incaricati dal Mipaaf; e) operatori sanitari, e veterinari professionisti addetti alla struttura f) maniscalchi g) forze dell’ordine; h) operatori della stampa accreditati presso luoghi specificamente deputati; i) o delle società specializzate nelle riprese televisive delle corse, quando non dipendenti della società di corse; j) in occasione dei Gran Premi o corse Listed, operatori della televisione gestita dal Ministero per la diffusione delle immagini delle corse sul circuito nazionale o internazionale".


Nelle giornate di allenamento possono avere "accesso all’impianto ippico le seguenti figure professionali: k) Dipendenti della società di corse operanti negli ippodromi incluso il personale incaricato per lo svolgimento della specifica giornata di corse (per esempio: veterinario di servizio, medico di servizio, cameramen, maniscalco, addetti alla security, ecc.); l) operatori ippici legati e collegabili ai cavalli in allenamento: allenatore o suo delegato; guidatori/fantini/amazzoni impegnati nell’allenamento; personale di scuderia; autisti dei van per il trasporto dei cavalli; m) operatori sanitari e veterinari professionisti; n) forze dell’ordine.
È confermato il divieto di accesso all’ippodromo per: il pubblico; gli operatori non individuati nell’elenco sopra indicato".
 
 
Infine, il documento ricorda che tali "disposizioni hanno validità fino al perdurare delle condizioni di emergenza nazionale o locale e potranno essere aggiornate a seguito di diverse disposizioni del Governo italiano.
Esse possono essere variate ed adattate anche in relazione a specifiche disposizioni delle Autorità territoriali riconosciute dal Governo italiano".
 
 
I COMMENTI - Dopo la pubblicazione delle linee guida per la ripresa delle attività di corsa, valutate dal Comitato tecnico scientifico, arrivano i commenti degli operatori ippici. Secondo Pierluigi D'Angelo, presidente di Ippodromi partenopei, "ci sono diversi aspetti che vanno rivisti soprattutto dal punto di vista tecnico e della selezione dei cavalli, che viene limitata. Consentire solo dodici partenti in pista grande è molto riduttivo in quanto in un campo di calcio che è 30 volte più piccolo di un ippodromo giocano 22 calciatori, e limitare le corse classiche di allevamento a 12 cavalli è anche dal punto di vista amministrativo non concepibile perché limiterebbe con le attuali normative tecniche la partecipazione sempre agli stessi soggetti. E trattandosi di un'attività finanziata con soldi pubblici c'è il dovere di consentire a tutti pari condizioni di accesso".
 
 
 
 
 
 
 
 
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