skin

Oltre la zona bianca: il vero obiettivo è il 2 luglio

24 maggio 2021 - 09:48

Nella settimana in cui l'Italia torna interamente “gialla” e si prepara a riaprire le attività con l'arrivo delle zone bianche, il vero obiettivo per il gioco è nelle riforme.

Scritto da Alessio Crisantemi
Oltre la zona bianca: il vero obiettivo è il 2 luglio

Da questa settimana l’Italia si tinge di giallo. Finalmente, senza eccezioni, con la totalità delle regioni che raggiunge lo status di “zona gialla”, per la prima volta dopo tanti mesi. Con il passaggio che avviene anche in Val d'Aosta dopo le complicazioni delle scorse settimane, e – meglio ancora - con i segnali di “schiarita” che proseguono sull'intero territorio nazionale: promettendo un rapido passaggio alla zona bianca, che per alcuni territori sarà praticamente imminente e cioè già dalla prossima settimana. Per un'altra, importante, iniezione di fiducia per lavoratori e cittadini, che non attendono altro se non tornare a lavorare prima possibile e di poter ritrovare la normalità prima possibile. Come dimostrano le città e le spiagge (fin troppo) piene già nello scorso weekend, caratterizzato ancora una volta da movida e assembramenti vari. Ma arrivati a questo punto (anche dell'anno) sembrano proprio inevitabili: con “l'azzardo” di molti cittadini che sembra quasi trovare supporto anche nei dati: avendo raggiunto il numero minimo di decessi da Covid-19 dall'inizio dell'anno. Mentre diminuiscono anche i numeri relativi all'occupazione delle terapie intensive e dei ricoveri. Accompagnati dai dati (finalmente) confortanti relativi ai cittadini vaccinati, che hanno superato la quota dei 10 milioni con due dosi.

Una serie di numeri che, analizzati nel complesso, permettono di guardare con positività alla prossima estate e, forse, anche al futuro: rendendo al tempo stesso ogni giorno più anacronistica la prolungata chiusura di alcune attività, come quelle di gioco, che pur presentando un rischio assai ridotto di contagio, continuano a non poter operare, a causa probabilmente di un mix tra eccesso di prudenza e ostinazione, con una spruzzatina di ideologia. Sì perché, anche volendo guardare al tema cavalcando la “logica” della non essenzialità che ha portato alla chiusura forzata di molti locali, come quelli di intrattenimento, alla luce dell'attuale andamento del virus nella Penisola, il rapporto tra costi e benefici applicato al gioco, che si traduce in livello di rischio tra salute e occupazione, non sembra più giustificare la serrata totale. Anche perché tra il ritorno completo alla normalità e la chiusura del locale, c'è di mezzo un mare di possibilità e soluzioni alternative, come quelle degli accessi ristretti e limitati, che rappresenterebbe comunque una valida alternativa rispetto al blocco di questi mesi.

In ogni caso, il traguardo sembra essere ormai vicino anche per il comparto del gioco. Nonostante la differenza tutt'altro che banale che passa tra una settimana e l'altra per la riaperture di questa tipologia di locali. Anche se alcuni sembrano essere portati a dire che, arrivati a questo punto, poco cambia tra una data o l'altro, per il settore la realtà è un'altra. Tenendo conto, soprattutto, che a metà giugno (ovvero, proprio quando alcune regioni raggiungeranno la zona bianca), prenderanno il via gli Europei di calcio, che rappresentano un momento di grandi scommesse: con la chiusura delle agenzie terrestri che – come scriviamo da settimane – potrebbe rappresentare un regalo ai punti di raccolta illegali che continuano a operare sul territorio, in un modo o nell'altro. In barba alle restrizioni e all'Erario. Provocando un duplice danno allo Stato e ai lavoratori, oltre alla beffa, fin troppo evidente, per quest'ultimi.

Ecco quindi che la riapertura del gioco a giugno dovrebbe avvenire, anche al di là delle zone bianche: con le associazioni di categoria che hanno già dimostrato, a suon di protocolli di sicurezza certificati, ma anche nei fatti pensando alla riapertura della scorsa estate, che lavorare in sicurezza in questo tipo di locali è possibile e praticabile anche in zona gialla. Anche più sicuro rispetto ad altre attività che rimangono comunque consentite nello stesso periodo e nelle stesse zone. Per un altra disparità di trattamento che rischia di diventare un paradosso, arrivati a questo livello di contagio.

Ciò detto, tuttavia, è giunto il momento di andare avanti e di guardare, come vero obiettivo, al 2 luglio. Ovvero, alla data in cui il gioco (e, sperabilmente, l'intero paese) sembra poter tornare alla (nuova) normalità, secondo quanto riportato nell'ultimo decreto anti-Covid, nel quale si parla di riapertura totale, giochi compresi, anche in zona gialla. Andando così a rappresentare la data di fine del lockdown, in ogni declinazione. Da quel momento in poi, quando l'emergenza potrà dichiararsi sostanzialmente conclusa, in quanto la pandemia sarà di fatto da ritenere “gestita” e portata nella norma, il governo sarà dunque chiamato a fare i conti con le tante riforme promesse al paese e attese dai cittadini. Tra le quali dovrà necessariamente trovare posto anche quella del gioco, con il Riordino generale del comparto che attende da troppo tempo di essere compiuto e che oggi diventa uno spartiacque fondamentale per il futuro. Che vorrà dire esserci oppure sparire, per tante imprese. Oltre al superamento della “questione territoriale”, divenuto nel frattempo ancora più urgente e rilevante, la pandemia ha provocato una serie di altre urgenze che non possono essere ignorate: dalla proroga delle concessioni, alla rimodulazione della tassazione, sono tanti i temi che necessitano di una risposta e che richiedono una trattazione attenta e immediata. Per evitare la disfatta di un comparto che oltre a rappresentare un serio rischio in termini di occupazione, porterebbe con sé anche uno scenario a dir poco apocalittico in termini di illegalità e ordine pubblico.

Articoli correlati