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Biliardini come slot machines? Tra fake news e attacchi ad Adm

22 giugno 2022 - 10:22

Adm risponde alle critiche dei balneari, ma continua la polemica per la 'burocratizzazione' di giochi che producono poco reddito.

Scritto da Daniele Duso
Biliardini come slot machines? Tra fake news e attacchi ad Adm

Basta un'autocertificazione da presentare all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la messa in esercizio di calciobalilla, tavoli da ping pong e flipper. Una richiesta, quella di Adm, che tuttavia ha scatenato un putiferio, con il Sindacato italiano balneari che grida alla "follia" dato che, come ha dichiarato un esponente al quotidiano online Open, per ogni dispositivo di gioco "si deve attendere l’autorizzazione per metterlo in esercizio. In attesa, per ogni biliardino la sanzione è di 4mila euro". E la risposta di Adm, anche per bocca del suo direttore generale, Marcello Minenna, non si è fatta attendere.

Una polemica, quella gonfiata da una parte delle stampa generalista tra le giornate di lunedì e martedì scorsi, che ha fatto sollevare un nugolo di voci anche dalla politica, riportate poi nei lanci delle varie agenzie. Voci, più indignate che informate, che parlano di nuovi balzelli che puntano a mettere in ginocchio un settore già colpito (questa, purtroppo, è la parte più vera della storia) da una serie di avvenimenti negativi iniziati con la pandemia e continuati con la guerra in Ucraina che ha comportato un aumento dei costi per tutte le attività produttive.

"Nelle intenzioni (di Adm, Ndr) ci sarebbe la volontà di riordinare il settore dei giochi negli esercizi pubblici", dichiarano in una nota i deputati di Fratelli d'Italia membri della commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, Salvatore Caiata, primo firmatario della interrogazione, Riccardo Zucconi, capogruppo in commissione e Massimiliano De Toma, "ma di fatto è l'ennesimo atto destinato a produrre effetti disastrosi per i gestori di locali pubblici o di stabilimenti balneari, oggi alle prese con un nuovo e assurdo adempimento burocratico".

"Paragonare per freddi calcoli vessatori i biliardini ai videopoker (probabilmente il senatore si riferisce alle slot, dato che i videopoker, in Italia, sono illegali, Ndr) e a tutte quelle attività che sono un vero pericolo per la collettività, creando dipendenze e rovinando intere famiglie, è assurdo e intollerabile", dichiara invece il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri

La Lega, per bocca del deputato Daniele Belotti e della senatrice Simona Pergreffi, arriva persino a chiedere il commissariamento della direzione Giochi di Adm, ritenendo che "dopo lo sconcertante blitz di fine aprile (il cosiddetto langate del quale abbiamo ampiamente parlato, Ndr)", riportano i rappresentanti leghisti, "con sequestri in alcune sale italiane di esport, ora si passa, addirittura, alla persecuzione dei biliardini e dei tavoli da ping pong. Senza contare che all’Adm vedono giochi per scommesse ovunque, vorremmo capire come si può pensare che una partita a calcio balilla sia come un videopoker (anche in tal caso probabilmente il riferimento è alle slot machines, Ndr)".

E sempre nella giornata di ieri, 21 giugno, anche l'economista Carlo Cottarelli ha lanciato i suoi strali tramite Twitter commentando che "calciobalilla, flipper, persino tavoli ping pong per un decreto dell'Agenzia delle Dogane dal primo giugno devono ottenere una dichiarazione che attesta che non sono strumenti per gioco d’azzardo. Già partite alcune multe. Non c’è limite alla burocrazia".

Non sono mancati interrogazioni, come quella del deputato di Forza Italia Roberto Bagnasco,  e ordini del giorno, come quello presentato alla Camera dai deputati leghisti Giuseppe Paolin, Donatela Legnaioli, Francesca Gerardi, Silvia Covolo, Elena Raffaelli, Daniele Belotti, che "in linea con le finalità di semplificazione e razionalizzazione del provvedimento, a valutare l’opportunità di sollevare dalle predette incombenze fiscali e burocratiche cui sono sottoposti i gestori dei locali che ospitano le apparecchiature di intrattenimento senza vincita di denaro come, ad esempio, calcio balilla, carambole, biliardi, dondolanti per bambini, tavoli da ping pong, al fine di favorire una sana e piacevole aggregazione di socialità condivisa".

E la risposta dell'Agenzia, come detto, non è mancata.

"Questi obblighi sono previsti da norme entrate in vigore fin dal 2000", riporta la nota inviata ieri a tutti gli organi di stampa. "È di tutta evidenza che l’Agenzia si è semplicemente limitata a dare attuazione ad una norma di legge consentendo la regolarizzazione di oltre 85.000 apparecchi attraverso la semplice compilazione di una autodichiarazione da presentarsi a cura del proprietario. L’Agenzia, pertanto, ha sempre operato con l’intento di garantire il parco macchine esistente e il suo corretto esercizio".

Anche relativamente al tema tributario Adm spiega che "tali apparecchi sono assoggettati, da oltre venti anni, all’ imposta sugli intrattenimenti. Nulla è cambiato con la nuova regolamentazione ed è quindi oggettiva l’inesattezza delle informazioni riportate sui media".

Insomma, una polemica montata sul nulla? Non del tutto, perché la novità, richiesta ai gestori, è relativa ad una autocertificazione necessaria non solo per i nuovi dispositivi da gioco, ma anche per gli apparecchi già installati, per ai quali i gestori, effettivamente, sinora era stato richiesto poco o nulla. L'imposta, come ha ricordato Marcello Minenna nel corso di un intervento a Radio Capital nella serata di ieri, è sempre stata di una decina di euro al mese.

"L’Agenzia", spiega Minenna "ha semplificato la disciplina del 2012 che era dormiente che è diventata operativa, trasformando un obbligo di legge in una autocertificazione".

Mentre in merito alle sanzioni, nonostante queste siano effettivamente previste dalla legge, aggiunge: "non abbiamo dato mandato agli organi ispettivi di emettere sanzioni perché siamo in un periodo transitorio. Per la quarta volta abbiamo riaperto i termini per presentare le autocertificazioni per i ritardatari".

Nella nota diramata nel corso della mattinata odierna è ancora Minenna a precisare che "l’Agenzia, sempre con l’intento di garantire lo svolgimento di questo importante intrattenimento, si è fatta promotrice di una nuova norma di semplificazione, che in questi giorni risulta essere in discussione in Parlamento. Verrebbero in tal senso eliminati, dagli obblighi certificativi posti dalle leggi oggi in vigore, proprio i biliardini.".

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