Sempre più persone scelgono il divertimento dei giochi ‘da tavolo’, anche da soli

I 'giochi di società' stanno vivendo un vero e proprio boom. Non solo come momento di aggregazione ma anche come passatempo per chi preferisce giocare da solo.
Scritto da Redazione

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I giochi da tavolo, da sempre considerati un’occasione per stare insieme — tanto da essere spesso chiamati anche “giochi di società” — stanno vivendo un vero e proprio boom. Non solo come momento di aggregazione tra amici o in famiglia ma anche come passatempo per chi preferisce cimentarsi in partite solitarie.

Negli ultimi anni, sempre più giochi da tavolo pensati per più giocatori hanno introdotto modalità “solitaria”, grazie a sistemi intelligenti che simulano le mosse degli avversari. In pratica, il giocatore singolo si confronta con un “automa”, un insieme di regole e schede che replicano il comportamento di un avversario umano, rendendo la partita sorprendentemente strategica e bilanciata. Questo approccio consente di godere dell’esperienza completa del gioco anche senza altri partecipanti, e permette di esercitare la propria abilità tattica, affinare strategie e affrontare sfide sempre nuove.

Tra i titoli più celebri con modalità solitarie ci sono:

  • Scythe, dove il giocatore gestisce un impero alternando azioni economiche e strategiche mentre l’automa simula le mosse degli altri leader;

  • Terraforming Mars, in cui la partita contro l’automa permette di sperimentare diverse strategie di sviluppo planetario;

  • Ark Nova, che offre la possibilità di costruire e gestire un parco zoologico anche in solitaria;

  • Arkham Horror: The Card Game, che trasforma l’automa in un rivale narrativo che guida l’evoluzione della storia;

  • Gloomhaven e Wingspan, che combinano meccaniche complesse con modalità adattate al gioco singolo, garantendo partite avvincenti.

Accanto a questi, il mercato propone anche giochi pensati esclusivamente per il giocatore singolo, in cui la sfida è totalmente individuale:

  • Friday, dove si aiuta il protagonista a sopravvivere su un’isola deserta;

  • Final Girl, un titolo horror cooperativo che diventa un’avventura solitaria contro un assassino;

  • Hostage Negotiator, in cui il giocatore veste i panni di un negoziatore impegnato a salvare ostaggi;

  • Under Falling Skies, un tower defense spaziale progettato per essere giocato rigorosamente da solo.

Questo crescente interesse per i giochi solitari riflette non solo una nuova forma di intrattenimento strategico ma anche un cambiamento nelle abitudini dei giocatori: sempre più persone cercano esperienze appaganti da vivere anche senza dipendere dalla disponibilità di amici o familiari.

I NUMERI DI UNA PASSIONE

Chi sceglie i “solo games” lo fa spesso per difficoltà pratiche: amici con gusti diversi, impegni contrastanti o lontananza geografica. Eppure, la passione resta viva e crescente: il 26% dei giocatori si dedica ai giochi da tavolo almeno una volta a settimana, una percentuale che si avvicina a chi preferisce videogiochi (32%) o podcast (29%). Questi sono i numeri che emergono da una ricerca condotta da Censuswide per Asmodee, con oltre 8mila consumatori intervistati. 

Ampliando il discorso ai giochi da tavolo "tradizionali", il loro successo va al di là dei numeri. Per il 64% dei giocatori rappresentano un modo per riunire la famiglia in un’attività divertente, mentre il 53% li utilizza come evasione dalla realtà — quota che sale al 65% negli Stati Uniti. Inoltre, il 40% degli intervistati li considera uno strumento di socializzazione: davanti a un tabellone o un mazzo di carte, parlare e condividere emozioni diventa più semplice. La generazione dei millennial ha vissuto appieno questa evoluzione: il 41% dichiara di provare vera gioia durante il gioco, un dato vicino a quello degli appassionati di lettura (37%).

Insomma, che sia per divertirsi in compagnia o per affrontare sfide in solitaria, i giochi da tavolo confermano di essere un fenomeno culturale in costante crescita, capace di unire passione, strategia e socialità.