Buon 8 marzo a tutte le donne del poker! Un gioco in cui la parità di genere dovrebbe essere totale
Prima di tutto un super augurio a tutte le donne del mondo del poker per la festa delle donne! Giocatrici, dealer, floorman, manager, cameriere e bariste e mogli e fidanzate dei players. E al di là del gioco live fermo, il primo pensiero va a chi ha perso il lavoro o è fermo a casa perché sono fermi i tornei nelle room e nei casino per colpa del Covid-19.
Ma sottomano ci capita un articolo di 3 anni fa che analizzava un’indagine del World Poker Tour sul perché le donne non giocano a poker e non crescono a livello statistico nei field live e online nel corso degli anni. Noi, su questo tema ci siamo sempre lasciati condurre da come la pensano molte donne del poker: le donne, se vogliono, giocano a poker e se lo fanno sono ormai alla pari tecnicamente se non superiori ai colleghi uomini. Sul tema “ladies event” siamo sempre divisi tra la promozione del gioco e la ghettizzazione delle donne (con tanti uomini che spesso hanno anche provato a iscriversi scippando perfino premi importanti) mentre ribadiamo che di field ce n’è uno solo ed è fatto da tutti quelli che amano il gioco del poker. Che in questo è decisamente democratico.
Tuttavia se rileggiamo quello che scrivevamo prendendo spunto dal Wpt ben 3 anni fa, sembra avvilente che le criticità che allontanano tante donne dal gioco del poker siano ancora lì, e che poco sia cambiato.
I tre elementi principali erano: ambiente poco accogliente, formati di gioco inaccessibili e problemi di sicurezza. E’ quello che emergeva dal World Poker Tour Women’s Summit che si è tenuto nell’agosto del 2018. A lanciarlo fu il vicepresidente del Global Tour Management per il World Poker Tour (WPT) Angelica Hael che ha riunito donne e uomini del mondo del poker per affrontare una grande domanda. Perché non ci sono più donne che giocano a poker? E pensare che negli Usa e, in generale all’estero, il tasso di partecipazione femminile ai tornei high buy-in è sicuramente più alto e accettabile rispetto a quello che accade in Italia.
Anche sui numeri non sembra che le cose siano cambiate. In generale è compreso tra il 3-5%. In alcuni tour più piccoli con buy-in più bassi indicano che il tasso di partecipazione femminile è leggermente più alto, ma non di molto. Anche se Hael ha citato la partecipazione al poker online per donne su Zynga è del 25%. Insomma, indubbiamente un bacino d’utenza che, venisse intercettato, darebbe un boost niente male a qualsiasi room o circuito.
Come detto, sono tantissime le ragioni per le quali le donne non entrano nelle poker room live, specificatamente rispetto al summit.
I tre driver principali sono piuttosto ampi: le ragioni sono più disparate, come detto, ed è difficile catalogarle con precisione in range stretti e polarizzati.
In generale si parla di:
Ambiente poco accogliente
Format di gioco e accessibilità
Atteggiamenti sociali.
PlayUsa, un giornale web americano, aveva approfondito poi alcuni aspetti. Come il fatto che le poker room non sembrano dare il benvenuto alle donne. Frequentando i circuiti la situazione non è così tragica. Può capitare che gli uomini cercano di intimidire le donne al tavolo ma a noi non è mai capitato di vederlo. Si verificano molestie lontane dai tavoli, inclusi flirt e chiamate indesiderate. Le donne avvertono anche problemi di sicurezza come andare in auto, andare a riprendere la stessa in posti magari poco raccomandabili specie se si hanno un sacco di soldi nel portafoglio.
Presentato in questo modo, non c’è da meravigliarsi che questo ambiente non sia attraente per le donne. Ma possiamo dire che non è esattamente così e che le donne sono sempre le benvenute. Ancora auguri!