Perché i tornei di poker live non possono essere sponsorizzati dai siti di infotainment delle room online?

Una riflessione tutta da approfondire: perché i tornei di poker live non possono essere sponsorizzati dai siti di infotainment delle room online?
Scritto da Cesare Antonini

Perché i tornei di poker live non possono essere sponsorizzati dai siti di infotainment delle room online?

E se i tornei di poker live venissero sponsorizzati dai siti infotainment delle principali poker room e concessionarie che operano sul “punto it”? È lo spunto che arriva da uno scambio di opinioni con un addetto ai lavori, un collega di lunga data nel gaming. E la lanciamo lì, nel mezzo, per cercare di capire poi dai manager del settore se la cosa potrebbe essere praticabile. In effetti, perché se gli stadi e altre iniziative possono ospitare tranquillamente questi brand autorizzati da Agcom e da tantissimi pareri legali, non si potrebbe fare lo stesso su un tavolo da poker o semplicemente accostandolo ad uno schedule di un torneo dal vivo?

Riconosciamo i limiti di questa riflessione ma è, appunto, l’apertura di un percorso che potrebbe riavvicinare brand di gaming online, di poker o comunque di gioco pubblico, al mondo del poker dal vivo.

In passato alcune room hanno dovuto rinunciare alla sponsorizzazione di un evento o di un format che avevano già seguito in un casino estero ma comunque vicino al pubblico italiano. Per lo stesso principio per cui il decreto Dignità non ha validità in altre giurisdizioni, a livello transfrontaliero siamo già “vittime” di pubblicità di brand di gioco quando seguiamo partite di campionati esteri in Pay Tv, Gran premi di auto o moto e anche su dirette streaming di eventi d’oltre Oceano o di altri paesi Ue dove la legge dice ben altro.

I siti collegati non hanno link diretti alle attività di gioco. Questo sarebbe sanzionabile dalle pesantissime multe Agcom. Il brand ottiene qualche vantaggio ma i concessionari sanno quanto sia difficile “convertire” l’engagement di queste campagne in players veri. È uno spiraglio per promuovere siti di gioco comunque legali, oltre a sovvenzionare società sportive e altri eventi che dall’entrata in vigore del decreto in questione non hanno più ricevuto entrate da questo settore che componeva una parte importante del fatturato. Così come i tornei di poker live e le organizzazioni che lo curano, totalmente all’asciutto dall’ingresso della legge “bandiera” del Movimento 5 Stelle.

Ovviamente il tema va approfondito ed è possibile che qualche room abbia già percorso l’idea e abbia trovato la bocciatura dell’Agcom. Forse pubblicizzare un evento sportivo si può, d’azzardo no. Tuttavia, per analogia, a noi l’idea convince. Stay tuned.