Riordino gioco fisico, ad Ige 2026 le richieste di Acadi ed Agic

Scritto da Fm
Dal palco di Ige 2026, Cardia (Acadi) e Maggi (Agic) chiedono orizzonti certi e ‘misure ponte’ per le imprese del gioco legale.

Il panel di apertura dell’Italian Gaming Expo & Conference – intitolato “Gioco pubblico: il riordino del terrestre tra norme, mercato e sostenibilità” – tenutosi oggi, 14 aprile, a Roma, oltre che ai politici e all’Agenzia dogane e monopoli ha dato voce anche a due delle maggiori associazioni rappresentative del settore del gioco pubblico.

Giovanni Emilio Maggi, vicepresidente di Agic – Associazione gioco e intrattenimento in concessione, ad esempio ha acceso nuovamente i riflettori sulla frammentazione normativa che condiziona pesantemente il comparto.

Un vulnus da superare una volta per tutte, per dare agli operatori la possibilità di investire con orizzonti certi, e di poter innovare, da garantire anche con la messa a bando delle concessioni per i prossimi nove anni. Superando quindi il ricorso al sistema delle proroghe.

La necessità a riordino attuato ad avviare nuove procedure di gara per Maggi consentirebbe agli operatori qualificati di avere davanti “un orizzonte temporale di nove anni per modernizzare il settore con investimenti in tecnologia, anche finalizzati alla tutela dei consumatori attraverso la prevenzione verso forme di gioco patologico, al rafforzamento dei controlli sulle modalità di gioco e sulla certificazione dei punti vendita”.

Come garantire una normativa uniforme e che tuteli imprese e giocatori? Introducendo il criterio della “distanza giuridica” al posto dei distanziometri attuali in campo delle varie regioni.

In merito a questo ultimo aspetto il vicepresidente Agic sottolinea un elemento di novità: “Se oggi, in assenza del riordino, dovessimo fare delle gare per nuove concessioni, saremmo costretti ad aprire i punti vendita in luoghi isolati e commercialmente poco idonei. La distanza giuridica è invece un concetto nuovo che consentirà ai punti vendita di certificarsi, secondo dei protocolli che verranno definiti da Adm, e di superare in larga parte il tema delle distanze dai punti sensibili”.

CARDIA (ACADI): “GARANTIRE MISURE PONTE PER IL SETTORE”

Di riordino “necessario” e di superamento delle restrizioni imposte solo al gioco fisico parla anche Geronimo Cardia, presidente di Acadi Confcommercio.

Invece di distanziometri e limiti orari, con effetti dannosi ormai comprovati, per Cardia sarebbe fondamentale puntare sull’innovazione tecnologica anche per monitorare i comportamenti dei giocatori ed evitare “alla radice” derive patologiche.

Secondo il presidente di Acadi, il riordino del territorio “non si deve fermare in al tavolo tecnico del 10 aprile”. Ma deve arrivare a compimento.

L’importante è che si trovi “la soluzione al tema degli orari e dei luoghi sensibili, che non prevengono il Disturbo da gioco d’azzardo e fanno perdere gettito, senza creare i problemi di cui si è parlato sui media in termini di quote di concentrazione”.
Così come si devono risolvere i problemi dei livelli di prezzi di partecipazione che, senza prodotti innovati, pongono una “seria questione di sostenibilità”.

Il riordino del gioco fisico quindi non è più rinviabile e resta “l’unica strada” per tutelare davvero giocatori e reddito erariale. Garantendo in parallelo delle “misure ponte” per il settore, visto che comunque gli effetti del riordino – se attuato – non sarebbero riscontrabili prima del 2027-2028.

Nella foto: la tavola rotonda di apertura di Ige 2026 – Crediti fotografici © Italian Gaming Expo and Conference – Sito ufficiale