Fisco e slot, una riforma fiscale per salvare il settore
Sono da poco terminati i lavori della Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfuzioni del gioco pubblico, a cui ho avuto l’opportunità di offrire il mio contributo in qualità di consulente; tutti auspichiamo che, con l’insediamento del nuovo governo, possano riprendere i lavori per addivenire al testo di riforma del comparto. Riforma urgente e necessaria non solo per la salvaguardia di migliaia di dipendenti e di imprese in difficoltà ma anche per la tutela delle entrate erariali e il contrasto a gioco illegale e ludopatia. Il contributo che ho cercato di fornire alla Commissione istituita in Senato si è incentrato sul tema della fiscalità del gioco proprio perché ritengo che agendo su una diversa gestione dei prelievi tributari si possa risolvere la complessa equazione: più entrate, meno illegalità uguale meno ludopatia.
Obiettivo, questo, sicuramente ambizioso in quanto qualsiasi strumento atto a ridurre i fenomeni compulsivi (quali la riduzione dell’offerta, degli orari di accesso e l’attrattiva delle vincite) è in evidente contraddizione con il mantenimento delle entrate da giochi pubblici (ante pandemia pari ad arrotondati 11,36 miliardi di euro l'anno).
Ma dall’analisi dei numeri e degli errori compiuti proprio dai legislatori nell’ultimo decennio, ormai comprovati da ricerche e dati inconfutabili, si può trarre la soluzione del problema.
Il PRELIEVO ERARIALE SUI GIOCHI
Nelle Tabelle 1 e 2 si analizzano gli aumenti di tassazione intervenute nel comparto apparecchi da intrattenimento.
(Fonti: Leggi finanziarie/di bilancio – Libro Blu Adm)
IL PRELIEVO ERARIALE SULLE AWP (art- 110 T.U.L.P.S., comma 6, lett. a)