La giostra degli ippodromi, i dossier sul tavolo da Roma a Trieste

Ancora tanti gli ippodromi italiani in difficoltà o dalla sorte incerta. Le ultime novità su quelli di Roma Capannelle, Livorno, Follonica, Trieste e Varese.
Scritto da Fm

© Gene Devine / Unsplash

Gli argomenti per questa rubrica sulle sorti degli ippodromi italiani, avviata ormai un po' di anni fa, difficilmente mancano, fra questioni vecchie e nuove, corsi e ricorsi storici.

In questa nuova “puntata” concentriamo la nostra attenzione sugli impianti di Roma Capannelle, Livorno, Follonica, Trieste e Varese.

Partiamo dall'ippodromo della Capitale, attualmente sotto la gestione provvisoria di Hippogroup Roma Capannelle, in continuità con quella in essere da 56 anni a questa parte, in attesa degli esiti del bando europeo lanciato all'amministrazione capitolina nell'aprile 2024.

Già, qual è l'esito? Se lo chiede anche Pietrangelo Massaro, vice segretario romano di Forza Italia, che dopo un incontro con alcuni allenatori – che hanno evidenziato la presenza di una serie di criticità nell'impianto , tra cui sassi sulle piste di allenamento, box fatiscenti, steccati mancanti ed una generale assenza di manutenzione – chiama il Comune ad un confronto con loro e il suo gruppo consiliare in Campidoglio, “con l'obiettivo di lavorare insieme per il bene dell'ippica romana".

Una richiesta che si spera smuoverà le acque, visto che alla fine del 2025 non manca poi molto.

Fra gli ippodromi in cerca di certezze ci sono anche quelli di Livorno e Follonica, dopo che alla fine di luglio una sentenza del tribunale di Grosseto ha messo in liquidazione Sistema Cavallo – società che li ha gestiti negli ultimi anni – per presunte irregolarità con il fisco.

A gestirli ora è il curatore fallimentare incaricato dal tribunale di Grosseto: Fabio Tocci, già presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili della provincia di Grosseto, chiamato in causa dall'Associazione nazionale galoppo, che gli ricorda in una lettera “l'importanza dello svolgimento delle riunioni di dicembre al Caprilli” di Livorno. In essa si legge: “L'effettuazione delle quattro giornate diurne attuando le disposizioni relative ai lavori fornite dall'agronomo che segue l'impianto è particolarmente significativa poiché rappresenta il giusto compimento della stagione e un' importante valvola di sfogo per il parco cavalli presente in regione e nell'area del Centro Italia.
Eventuali scelte alternative, ad esempio Follonica, non darebbero le medesime garanzie, sia per il differente fondo della pista, sabbia contro erba, sia per la struttura che certamente non è qualitativamente comparabile a quella livornese”.

Livorno difatti è reduce da una buona stagione estiva, con il Comune in prima linea nel difendere l'impianto in attesa dell'esito dell'udienza alla Corte d'appello di Firenze in agenda il 17 novembre, chiamata a pronunciarsi sul ricorso presentato da Sistema cavallo contro la messa in liquidazione e lo stop all'affidamento degli ippodromi di Livorno e Follonica. Se Sistema cavallo dovesse perdere la partita, sarebbe l'Amministrazione labronica a dare continuità, in attesa di affidare direttamente la gestione dell'ippodromo ad un altro soggetto “per un anno più uno”, per poi procedere con un nuovo bando.

Discorso diverso per Follonica, dove i consiglieri comunali di Follonica continuano a scontrarsi fuori dall'aula sul futuro dell'ippodromo dei Pini che intanto il 23 settembre ha visto annullare il convegno di corse per impraticabilità della pista, allagata per le forti precipitazioni, dopo il consulto fra commissari e fantini.

Andrà anche capito come si evolverà il complesso che ospita la pista per le corse, dopo l'approvazione da parte del consiglio comunale della variante urbanistica per sciogliere il vincolo che finora ha legato le abitazioni/foresterie all’attività ippica del centro sportivo, aprendo a “nuovi usi” per l'area.

Ma la lista degli ippodromi “sotto osservazione” non si esaurisce certo qui,

Nella nostra disanima non potevamo dimenticare Varese, specie alla luce della pronuncia del Tar Lombardia, che ha bocciato il ricorso presentato dal gestore attuale dell'ippodromo di Varese – la Società varesina incremento corse cavalli – contro il no dell'amministrazione comunale alla richiesta di proroga dell'attuale contratto di concessione, dopo varie criticità.

Niet che ha fatto rimanere in piedi l'avviso con il quale il Comune di Varese ha indetto la procedura aperta per la concessione in uso del compendio comunale dell’Ippodromo, con la scadenza per la presentazione delle offerte fissata al 16 ottobre, del quale ovviamente monitoreremo l'esito.

Le ultime notizie infine riportano aggiornamenti anche sull'ippodromo di Trieste, per il quale sembra ormai inevitabile la conversione in una “Cittadella dello sport e della salute”. Secondo quanto riporta il quotidiano Il Piccolo, la giunta comunale ha infatti dichiarato “di pubblico interesse” la proposta di project financing presentata dal Gruppo Fintria e Icop Spa, con il sì del sindaco Roberto Dipiazza e lista civica di riferimento, e della Lega con l'assessore alle Politiche finanziarie Everest Bertoli. Ma non è ancora detta l'ultima parola.

Il Comune, che con il sì della Giunta ora può avviare la richiesta per il contributo regionale già stanziato, dovrà pubblicare un avviso per sollecitare i privati interessati a presentare la documentazione necessaria per la gara, poi potrà seguire una proposta formale di partenariato dal Gruppo Fintria e Icop Spa.

Non va però dimenticato, come si legge su Il Piccolo, che “L'Ippodromo è in concessione alla Nord Est Ippodromi sino al 31 dicembre 2031, e il compendio è potenzialmente vincolato, in particolare le tribune. La manifestazione d'interesse – evidenzia la delibera-sembra poi prevedere l'eliminazione di un centinaio di alberi, nonché opere e destinazioni che potrebbero richiedere di intervenire sul Piano regolatore e sul Pac della vicina ex Fiera, operazione che peraltro deve ancora partire dopo anni di inadempienze della procedente proprietà”.