Riordino del gioco, la questione territoriale è più viva che mai

Riparte il countdown per il possibile riordino del gioco fisico, ma si torna a parlare di regolamentazione locale: non solo in Piemonte, ma anche in Liguria, dove parte l'iter per la modifica della legge del 2012.
Scritto da Fm

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Fra qualche settimana, la bozza del decreto legislativo di riordino del gioco fisico dovrebbe arrivare al Consiglio dei ministri, come assicurato anche dal viceministro dell'Economia e delle finanze Maurizio Leo.

Tra  riduzione della rete degli apparecchi, distanziometro differenziato e limiti orari, formazione e certificazione degli operatori, la quadra sembra ormai essere stata trovata. Un atto fondamentale per sbloccare le nuove gare per le concessioni di slot e Vlt, scommesse e ippiche, stimando una base d'asta complessiva di circa 2,5 miliardi di euro.

Ma in questo momento si registrano anche i “movimenti” di diverse Regioni e amministrazioni comunali, a dimostrare che la famigerata “questione territoriale” che affligge il gioco terrestre da oltre 10 anni e tutt'altro che risolta.

In Piemonte ad esempio il Movimento cinque stelle ha chiesto di tornare alla legge del 2016, a Genova nell'ambito della seduta del Tavolo comunale per la lotta contro l’azzardopatia  sono state depositate alcune proposte di modifica del Regolamento comunale “Sale da gioco e giochi leciti”. In Emilia Romagna la Regione è al lavoro per rafforzare il ruolo dei Servizi per le dipendenze e definire nuovi percorsi integrati tra i servizi, le scuole e le famiglie per la prevenzione del gioco patologico.

L'ultimo caso di cui ci gunge notizia ha per teatro la Liguria, uno dei primi avamposti delle normative in materia di contrasto al gioco patologico. La commissione Salute e sicurezza sociale del consiglio regionale ha iniziato l'esame della proposta di legge “Modificazioni alla legge regionale 30 aprile 2012 n. 18 (Norme per la prevenzione e il trattamento del gioco d'azzardo e patologico)”, di cui è firmatario Enrico Ioculano, militante nelle file del gruppo Pd-Articolo 1, e già sindaco di Ventimiglia, ruolo in cui nel 2018 divenne famoso come artefice di un'ordinanza per consentire il gioco con vincita in denaro solo dalle 19 alle 7 del mattino, che fece scuola anche in altre città  e venne confermata dal Tar nel 2020.

Per Ioculano, che è anche vice presidente di questa commissione, il tema non è nuovo, visto che già nel 2022 era intervenuto per chiedere all'allora Giunta  Toti di applicare la legge per il contrasto al Gap approvata nel 2012 e la cui applicazione,  per quanto concerne la sua efficacia retroattiva, nel 2018 è stata sospesa “sine die” in attesa del riordino nazionale del gioco fisico. Appunto.

Nel testo della Pdl, presentata nel 2025, viene innanzitutto ritenuto “doveroso modificare la legge regionale 30 aprile 2012 n. 18 innanzitutto per inserire la attuale definizione del Dga che dal 2013 ha modificato la precedente definizione del Gap”. Il Disturbo da gioco d'azzardo infatti è stato spostato dal capitolo del controllo degli impulsi a quello delle dipendenze. “Da qui la necessità ulteriore di qualificare maggiormente i tipi di intervento da attuare in caso di Dga, di definire in maniera più articolata e precisa la rete di servizi da attivare per la prevenzione e il trattamento del Dga, di aprire la partecipazione all’Osservatorio regionale sul Dga ad Anci, Ufficio scolastico regionale, Enti accreditati del settore secondo la normativa regionale vigente e Arsel – Agenzia regionale per i servizi educativi e per il lavoro”.

L’articolo 1, si legge nel testo, “definisce la finalità della proposta di legge cioè la promozione al fine di prevenire la dipendenza e l’attuazione di misure atte a garantire ai cittadini anche sicurezza e decoro urbano. L’articolo 2 prevede la partecipazione del terzo settore e enti accreditati come forze attive al contrasto alla dipendenza da gioco con il contributo di Regione Liguria attraverso finanziamenti di progetti. L’articolo 3 introduce una specifica tipologia di azioni che coinvolgeranno oltre ai soggetti previsti all’articolo 2 le istituzioni scolastiche, gli enti locali, le forze di polizia, le aziende sanitarie locali in base alle proprie competenze. La Regione Liguria monitorerà il fenomeno con l’istituzione, già prevista all’articolo 4 della legge regionale 18/2012, dell’Osservatorio Regionale sul Gap. L’articolo 4 aggiorna la denominazione dell’Osservatorio che diventa Osservatorio regionale sul Dga' e introduce nuove partecipazioni all’osservatorio stesso. L’articolo 5 inserisce l’art.8 che introduce la norma finanziaria”.

È probabile che questa proposta di legge non giungerà mai a compimento, ma è comunque un sintomo, un segnale del fatto che le Regioni non sono disposte a mollare la presa sulla regolamentazione del gioco e sulle iniziative di contrasto alle sue derive patologiche, vista la loro competenza in materia sanitaria. E vista anche la mancanza di risposte esplicite sulla compartecipazione alle entrate erariali derivanti dal gioco di cui avevano chiesto l'inserimento nella legge di Bilancio 2026.