Caroli (Fondazione Fair): ‘Gioco responsabile: serve cambio di passo dell’industria’
“Sono tanti gli spunti emersi dall'evento di oggi. Il primo è quello della necessità di un'azione anche culturale di coinvolgimento di tutti gli stakeholder, anche quelli, o proprio partendo da quelli tendenzialmente più negativi, per far comprendere loro che è un processo di miglioramento in atto. “
È l'intervento di Matteo Caroli, presidente della Fondazione Fair, a chiudere il forum “Osservatorio annuale sul gioco responsabile”, che ha visto la presentazione della ricerca curata dall'Ipsos sul tema, tenutosi oggi 27 novembre a Roma.
Caroli prosegue: “La divulgazione culturale è uno degli obiettivi fondamentali della Fondazione Fair e questa è una sfida che alcuni grandi gruppi stanno già interpretando, ma secondo me è una sfida del settore. Qualcuno ha parlato di coinvolgimento della parte più sensibile, più avanzata del settore dell'industria che fissa gli standard: il leader di mercato è lo standard setter, dal prezzo nel business appunto anche ai modelli di comportamento, alle tipologie di prodotto e quant'altro. Ecco, credo che questo sia un elemento fondamentale, anche su questo Fondazione Fair sta dialogando appunto con il sistema delle imprese. Perché è importante il coinvolgimento del settore? Perché occorre sviluppare un terreno comune, perché il giocatore sia responsabile occorre che gli operatori siano responsabili. E questo è fondamentale per distinguersi chiaramente dagli operatori non responsabili che sono tutti quelli che alimentano il gioco illegale”.
Qui, rileva il presidente della Fondazione Fair, “è chiamato in causa evidentemente il legislatore, ma anche poi chi ha il compito di far rispettare le regole, l'azione forte, decisa, senza se e senza ma, contro l'illegale. Altro tema che è stato richiamato, dove questo aspetto sarà fondamentale, è quello del gioco fisico. È emersa la necessità di regole chiare e semplici: quanto più chiare e semplici sono le norme, tanto più poi è facile verificarne e controllarne l'applicazione e sanzionare senza se e senza ma chi non le rispetta.
Un'altra tematica sulla quale si è riflettuto e su cui Fondazione sta lavorando è quella della comunicazione. Distinguiamo tra comunicazione e pubblicità. Credo che questa sia una direttrice molto chiara e molto importante. Gli spot sicuramente forse saranno utili in proporzione al costo, non so se siamo poi così efficaci, sicuramente sensibilizzano su una problematica. Molto più importante invece, uno storytelling, quindi una comunicazione, una televisione, un Youtube, che racconta in maniera consistente i comportamenti che devono cambiare, i comportamenti che vanno evitati. Ma c'è una comunicazione, quindi verso i tanti, e poi c'è una comunicazione diretta, una comunicazione personale, non considerando i giocatori tutti alla stessa maniera. Occorre individuare modalità e contenuti di comunicazione segmentati in maniera diversa.
L'altra grande questione che è stata richiamata e che credo sia molto importante, è quella poi della tecnologia, che è una grande opportunità, ma costa e bisogna saperla utilizzare, bisogna avere capacità organizzative per trarre vantaggio dalle opportunità tecnologiche.
Quindi questo ci riporta alla necessità, all'importanza che i leader, che i soggetti più avanzati nel settore facciano da traino, perché poi l'adozione della tecnologia nel tempo ovviamente si diffonde e diventa più facile anche perché i costi diminuiscono. Poi chi investe in innovazione e si assume quindi il costo dell'innovazione, il rischio dell'innovazione, va premiato, va sostenuto. Questo diventa anche una comunicazione molto importante da parte del legislatore e del regolatore di quelle che sono le tendenze politiche generali.
Un'altra questione molto interessante e che è un punto cruciale anche della nostra ricerca è l'atteggiamento dei non giocatori.
Questi sono tutti temi sui quali Fondazione lavora e lavorerà; riprenderemo i temi della prevenzione del gioco giovanile, dei sistemi di prevenzione e siamo sicuramente aperti anche al contributo alle proposte di collaborazione di tutti voi, perché Fondazione Fair è una fondazione aperta che vuole essere rappresentativa di tutto il sistema del gioco nel nostro Paese”.